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QUANTO SCOTTA IL PRIMO SOLE

Pubblicato il 13 gennaio 2014

I giovani ragazzi neolaureati italiani sognano di andare a passare un anno in Australia. Dall’altra parte del mondo (e quindi lontano dai genitori e dalle “regole” casalinghe), un paese immenso e affascinante per colori, tradizioni e costumi. Sole e mare in pieno gennaio, una favola.

Tante ragazze sognano di andare in Australia. Tante, tranne Sara Errani. Il primo Slam della stagione è un boccone amaro, per il secondo anno consecutivo, per il talento italiano, fuori dopo la prima giornata per mano della tedesca Julia Goerges, non proprio Serena Williams. Se dodici mesi fa fu una spagnola ad estromettere Sara dal tabellone principale del singolare femminile, questa volta è il turno della ragazza di Bad Oldesloe, attuale numero 73 al mondo, 66 gradini sotto Sara. Decisamente brutta la prestazione della bolognese: ha ceduto 5 turni di servizio su 8, per un 6-3, 6-2 con poche discussioni. Sara non era al top della forma ma la sua eliminazione al primo turno fa purtroppo notizia.

A farle compagnia, nostro malgrado, anche la sua amica-compagna di doppio Roberta Vinci (curiosità: entrambe vestivano di rosa, dubito le rivedremo così). La Ji Zheng ha avuto la meglio sulla tarantina in un’ora e mezza di gioco per 6-4, 6-3. La cinese, numero 49 del ranking, non si è lasciata impressionare dalla partenza sprint di Roberta, numero 15 del tabellone. Con calma ha portato a casa il bottino pieno. Purtroppo, n.2.

Il detto “non c’è due senza tre” fortunatamente non si è materializzato quando in campo è dovuta scendere Flavia Pennetta. A differenza delle due colleghe di squadra di Fed Cup, la brindisina si è agevolmente sbarazzata della rumena Cadantu con un rapido 6-0, 6-2. 
La sorpresa della giornata va a braccetto con il risultato di Flavia. La ceca Petra Kvitova (numero 6 del tabellone) è stata sconfitta dalla giovane promessa thailandese Luksika Kumkhum, 106 al mondo. E così Flavia si ritrova, dopo solo una giornata di partite, l’unica testa di serie rimasta nel suo ottavo di tabellone, un bel “corridoio” di speranze azzurre. 

Primo turno in carrozza per le teste di serie maschili: Wawrinka, Ferrer, Berdych e Nole Djokovic passano agevolmente il primo scoglio, così come il numero 15 al mondo, il nostro Fabio Fognini. La vittoria del ligure su Bogomolov, sulla carta ipotizzabile, non era così scontata dopo i problemi fisici subiti a Chennai, con conseguente ritorno in Italia per la riabilitazione. Al prossimo turno troverà l’esperto e non più giovanissimo Jarkko Nieminen.

Tornando alle gonnelle, due giocatrici hanno fatto la storia nella prima giornata del torrido Slam australiano: la giapponese Kimiko Date-Krumm e la svizzera Belinda Bencic. Non per la partita, nemmeno per il punteggio o la temperatura di gioco. Bensì per lo scontro generazionale. Da un lato c’erano le quaranta candeline della giapponese, dall’altro i freschissimi sedici anni della nativa di Flawil, già campionessa juniores 2013 del Roland Garros e Wimbledon. 

Pensate: mentre Kimiko Date nel 1989 disputava la sua prima partita sull’erba inglese, Belinda era ancora un pensiero lontano dei suoi genitori (sarebbe nata otto anni dopo). 

L’Australian Open è partito con una piccola delusione per i colori azzurri. Ma non tutto è perduto, vero F&F?