blog
home / BLOG / ZUCCHERO AMARO

ZUCCHERO AMARO

Pubblicato il 23 agosto 2013

“Chiuso per ferie”. Il cartello molto di voga in periodo estivo nelle metropoli italiane degli anni ‘80 segnalava con chiarezza la volontà del macellaio (o del salumiere, pescivendolo, lattaio o parrucchiere, solo per citare alcuni esempi) di “staccare” dal lavoro per un meritato riposo.

Se non per tutto il mese magari tre settimane, da passare sotto l’ombrellone. 

Nel negozio (virtuale) di Maria Sharapova il classico cartello agostano dai colori flu non è comparso. Nessuna pausa dalle attività, bensì il contrario! Prima il matrimonio “in stile Las Vegas” con Jimmy Connors. Identificato come il giusto allenatore per poter fare un nuovo salto di qualità e raggiungere le vette delle classifiche, o almeno la possibilità di battere qualche volta Serena Williams, è stato poi accantonato dopo un solo mese di lavoro. Anzi, anche meno. Una sola partita, quella persa contro Sloane Stephens a Cincinnati. 

Cosa sia passato nella testa della siberiana o in quella di Jimbo è ancora tutto un mistero. 

Abbandonato il coach-mensile, Maria ha provato a buttarla sui dolci. L’intera vicenda del tentativo di cambio di cognome per gli US Open (da Sharapova a Sugarpova), con l’obiettivo di pubblicizzare le proprie caramelle, ha avuto i contorni di una commedia tragicomica. Il suo agente ha subito precisato che “troppa burocrazia ha bloccato il tentativo commerciale” ma che ci riproveranno in altre occasioni. Che Masha abbia bisogno di modificare il proprio nome per poter vendere (e guadagnare) da caramelle a forma di labbra rosse ci sembra patetico. Senza calcolare che l’investimento iniziale – da quello che si apprende – è già stato di circa 500.000 dollari e che le confezioni vendute siano già oltre 2 milioni. Cerchiamo di lasciare gli sponsor (già presenti in massa in ogni zona del campo e in ogni cucitura delle maglie da gioco) in un piccolo angolino.

Troppo zucchero ha fatto male all’americo-siberiana. Una borsite alla spalla destra l’ha costretta a dare forfait per l’ultima tappa del Grande Slam nella Grande Mela. Un torneo che le ha regalato nel passato solo una gioia (2006) e molte delusioni. Niente Flushing Meadows, niente cemento, niente baci al pubblico a fine incontro.

Ora avrà tempo per riposarsi, guarire dal dolore e placare il manager milionario. Magari trovare un allenatore vero e non solo per un incontro. 
Magari “chiudere per ferie” per qualche settimana.