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O TUTTO O NIENTE

Pubblicato il 4 luglio 2013

Duecentodieci minuti di brividi hanno percorso l’intera Gran Bretagna, dai paesini della Scozia più remota alle scogliere di Dover che guardano in faccia la Francia. Un pomeriggio di vera passione lontano dai canoni tradizionali di Sua Maestà. Niente the e biscotti alle 5, niente aplomb british ma tifo sfegatato “alla Fantozzi” davanti al televisore, sulla poltrona preferita, con birra ghiacchiata a lato. Giocava Andy Murray.

L’edizione 2013 di Wimbledon aveva già preso una forma strana la prima settimana dopo le premature uscite, in ordine sparso, di Rafa Nadal, Maria Sharapova, SirRoger e Serena Williams (oltre all’intera squadra azzurra). Non era però ancora pronto alla sorpresa delle sorprese: vedere uscire di scena l’uomo da più tempo impersonificato come il successore (inglese) di Fred Perry nell’albo d’oro dell’All England. Lui, Fred, ha scritto il suo cognome negli archivi del Centre Court nel lontano 1936. Andy e un intero popolo, dopo la delusione di 12 mesi fa, non vogliono farsi scappare un’altra occasione.

Il destino era beffardo. Dall’altra parte della rete c’era la controfigura di Nadal. Spagnolo-mancino-tenace-(grazioso): Verdasco. Nei precedenti confronti contro Murray aveva perso 8 incontri su 9. Una vittoria ieri valeva almeno 10. C’è arrivato molto ma molto vicino. 

Quello che ha sorpreso di più ieri non è stata l’evoluzione del match, la grande rimonta di Andy sotto di 2 set, ma il comportamento del pubblico. Diciamolo, i primi giorni di Wimbledon sono stati all’insegna dei particolari. Paginate intere di giornali che parlavano delle suole delle scarpe di SirRoger e Serena Williams, troppo colorate per i canoni del torneo più prestigioso del mondo. Qui si vuole giocare solo di bianco, si vogliono rispettare le regole al di sopra delle parti, un tempo ci si inchinava alle duchesse sedute in tribuna. Dagli spalti non ti aspetti il folclore colorato di Melbourne o il fracasso americano di New York City. Ti aspetti ladies&gentlemen vestiti con abiti da 1.000 sterline, applausi composti ed eleganti. Durante tutto l’incontro il pubblico ha alternato dispiaceri a grandi sorrisi, il quinto set (in termini di decibel) era più simile al derby di Roma che a una partita di Londra. Ci state per dare dei bigotti? No, a noi va benissimo! Troviamo quanto meno curioso che si debbano pagare multe per un colore troppo acceso di una suola per rispetto delle tradizioni – se pensiamo a come è andato il torneo a Federer e Serena non è che abbiamo portato troppo bene.. – mentre, di contro, sugli spalti ritroviamo curiosi giovanotti vestiti da Carnevale. O tutto o niente.

Siamo in dirittura d’arrivo: due semifinali maschili interessanti (Del Potro-Djokovic e Murray-Janowicz) giocate in montagna. No, non si sposta la sede, ma è curioso che i quattro giocatori siano alti rispettivamente 198cm, 188cm, 190cm e 203cm. Come abbiamo scritto in un altro articolo, la tendenza del nuovo giocatore di tennis è molta chiara. Nonostante le grandi sorprese dei primi 7 giorni potremmo ritrovarci una finale “classica” tra il numero 1 e il 2 del mondo.

Diverso il caso femminile. Torneo partito all’insegna del gossip sulle relazioni amorose, passate e presenti, di Maria Sharapova e Serena Williams, ci troviamo in semifinale una media ranking del 15: Lisicki (23) vs Radwanska (4) e Bartoli (15) vs Flipkens (20). Solo la polacca è di casa, quando l’anno scorso arrivò in finale ma perse contro Serena. Per tutte le altre un sogno che continua.