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PERCORSI TRA I CIUFFI

Pubblicato il 22 giugno 2013

Non ce ne voglia Rafa Nadal e il suo ottavo trofeo di Parigi, già riposto nella ricca bacheca di Manacor. Tra poche ore inizia Wimbledon, IL torneo del tennis. Quello che tutti i bambini sognano di giocare da piccoli. Quello che tutti i ragazzi scelgono come campo appena comprano un videogioco stile-Playstation. Un po’ come sognare il Maracanà in Brasile per i calciatori, l’Augusta Master per i golfisti, la pista di Kitzbuhel per gli sciatori.

Wimbledon ha le sue regole, le sue tradizioni, i suoi riti, le sue novità. Wimbledon è il profumo dell’erba appena tagliata, il bianco delle divise dei giocatori e delle giocatrici. Per la finale maschile dello scorso anno, persa dal beniamino di casa Andy Murray contro SirRoger Federer alla sua settima vittoria assoluta, si parlò addirittura di una possibile presenza della Regina Elisabetta. Sua Maestà non passò, le lacrime sul volto dello scozzese sì. Seppe rifarsi, con gli interessi, per la finale olimpica sempre sullo stesso terreno poche settimane più tardi.

La stagione sull’erba è paragonabile a un frutto prezioso e dolcessimo che dura poco più di un mese. C’è una varietà che è la più pregiata di tutte, è quella dell’All England.

SirRoger, per superare tutti nell’albo d’oro della City e raggiungere Rafa a otto nella casellina degli Slam vinti in un unico torneo, avrà un cammino impegnativo (eufemismo). Se tutto dovesse andare come ipotizzato dal computer per le teste di serie, lo svizzero troverebbe il mancino spagnolo non in finale, bensì ai quarti. Situazione anomala determinata dalla classifica generale di Rafa, non veritiera per i reali valori di gioco espressi dall’isolano delle Baleari da inizio anno, sia rosso che sul cemento. Se anche riuscisse a superare “lo scoglio” giallorosso, ecco il suo antagonista dello scorso anno nella domenica decisiva in semifinale, il poco sorridente Andy Murray. Chi “congogola” per un tabellone più morbido – non sempre risulta essere un vero vantaggio per trovare colpi e concentrazione – è il migliore del mondo della classifica ATP, Nole Djokovic. Il serbo troverà sul percorso, nel caso in cui non ci fossero incidenti di tabellone, prima Tommy Haas e poi Thomas Berdych.

Sul fronte femminile, a nostro avviso, basta una riga. Serena Williams. Da qui partì il suo cammino trionfale del secondo semestre 2012 e del nuovo 2013. E’ campionessa in carica e, al momento, può solo perdere il torneo visto lo stato di grazia del suo tennis. Come sappiamo le sorprese sono però dietro i ciuffi verdi.

Gli italiani partono in secondo piano, in entrambe le categorie. Silenziosamente. 

Siamo pronti alla tradizione. A match infiniti in campi isolati, partite interrotte continuamente da pioggerellina di 20 minuti, ragazzi acrobati che chiudono i campi con i teloni in un battito di ciglia. Siamo pronti a grandi cappelli variopinti di attempate signore di mezza età, nobilità e podere, classe e tradizione.

Siamo pronti al tennis. Siamo pronti a Wimbledon.