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La pozione di Panoramix

Pubblicato il 9 settembre 2012

Gioca un altro sport.

Come se nella gara dei 100 metri partisse 50 davanti a tutti.
Come se nella gara del lancio del peso tirasse una biglia.
Come se nella gara di nuoto facesse 10 vasche in meno.

Serena Williams sta giocando un altro sport. Una categoria a parte, tecnicamente nel tabellone femminile. In pratica potrebbe essere inserita tra i maschietti senza problemi (con tante paure tra i giovanotti).

Come sempre, non è tutto oro quel che luccica. Abbiamo incontrato il suo sorriso e i suoi muscoli a Roma. Dopo una partita di pochi scambi giocata contro Flavia Pennetta (interrotta a causa del forfait del pulcino pugliese) decise di ritirarsi per un problema alla schiena per preparare al meglio il
Roland Garros. A Parigi non andò meglio, fuori al primo turno contro la francese Razzano.

Da giugno il risveglio. Come se avesse bevuto la pozione magica di Paronamix, il mago di Asterix che rende la gente del villaggio più forte. Forse noi non lo sappiamo ma Serena, dopo l’eliminazione della terra rossa, si è rifugiata nel villaggio della Gallia ed ha assunto poteri divini.

Vittoria semplice a Wimbledon-tradizionale. Doppio oro sempre sull’erba nell’edizione olimpica dopo aver travolto Maria Sharapova in finale in poco più di un’oretta (da sola) e con la sorella Venus in doppio. Qui a New York ha sempre dato l’impressione di colpire la palla, muoversi e
giocare con una disinvoltura innaturale. C’è la sensazione che, senza un suo errore, la partita volga al naturale compimento: la vittoria.

Cesare – ovvero tutte le sue avversarie – riuscirà a scovare l’antidoto per sconfiggere la Serena-Asterix? Chiedere a Paronamix la pozione di salvataggio.