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Paris vaut bien une messe

Pubblicato il 28 maggio 2012

Così Enrico IV nel lontano 1594, convertitosi al Cristianesimo per necessità, poté fare ingresso
trionfale a Parigi per regnare sul Paese e mettere fine alla guerra con gli Ugonotti.

"Parigi val bene una messa". Come dire, pur di governare sopra la Senna sono disposto a tutto.

Roland Garros, 2012. 
A cosa potrebbero rinunciare i nostri giocatori per un trionfo sul rosso?
Azzardiamo.

Per la conquista del settimo sigillo sulla terra più famosa Rafa Nadal ci ha rivelato che è disposto
a cambiare i suoi rituali pre-battuta. Abbandonerà le fastidiose mutande e indosserà un
comodissimo costume.

Per bissare la vittoria del 2009 Roger Federer ha dichiarato che è pronto a far conoscere al mondo
il suo segreto (che noi non riusciamo più a custodire): non è di Basilea ma di Basilio (comune alle
porte di Milano). Dunque non più svizzero ma italiano.
Nole Djokovic, da numero uno della classifica Atp, non vuole mancare al ballo delle rivelazioni.
Nella sua bacheca manca ancora l’Open di Francia. Da grande amico di Zlatan Ibrahimovic è
disposto, dopo il bagno di champagne made in France, a fare coppia con lui nel futuro attacco del
Milan. Dell’ingaggio se ne sta occupando personalmente il vicepresidente vicario Adriano Galliani.

Fronte femminile, il ruolo di Maria Antonietta è molto ambito (esclusa la sua “fine”).
Maria Sharapova, mai trionfatrice tra gli arrondissement, è pronta a vestire, per un anno intero,
con felpa con le toppe e scarpe da tennis usate.

La nostra Francesca Schiavone, vittoria e finale nelle ultime due edizioni, si farà crescere i capelli
fino alle caviglie per poi raccogliere in uno chignon da anni 50.

Le sorelle Williams sono pronte a mettere sul tavolo l’eleganza: non scenderanno mai più in
campo con i polsini e cappellini arancioni fosforescenti da ausiliari del traffico.

Non ci resta che attendere 2 settimane.