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Donne al potere

Pubblicato il 5 febbraio 2012

I recenti Australian Open hanno portato allo scoperto una serie di interrogativi sul perché le donne debbano ricevere un premio in denaro uguale a quello degli uomini, pur giocando di meno e fornendo quindi uno spettacolo minore, seppur imprendibile.

Il Professor Henry Higgins in “My Fair Lady” si chiedeva “perché la donna non è più simile a un uomo?”. Mel Gibson gli ha dato una risposta in “What Women Want”.

A lungo la donna, che fosse nello sport, nel lavoro o nella società, è stata protagonista di forti lotte a sostegno della parità, spesso con importanti successi. Allo stesso tempo, gli uomini hanno fatto sforzi altrettanto encomiabili per capire la loro controparte. Ad oggi è un sogno assolutamente impossibile, ma pensare al desiderio di uguaglianza della donna mi ha fatto riflettere sul fatto che nel tennis c’è un terreno su cui nessuna donna si è mai addentrata: nessuna donna si è mai fatta avanti per capitanare una squadra durante la Davis Cup. Perché?

Le donne vogliono essere considerate alla pari di un uomo, quindi perché non essere un capitano in Coppa Davis e dimostrare quanto questo sia possibile?

Durante la Fed Cup abbiamo visto donne svolgere egregiamente il ruolo di capitano (Mary Joe Fernandez, Judy Murray) al pari degli uomini (Shamil Tarpischev, David Taylor), ma nulla di questo si è visto per quanto riguarda la più grande manifestazione sportiva dell’anno. Perché non abbiamo mai visto una donna capitanare in Coppa Davis?
Non pensate sia ora di svoltare? Sarebbe un esperimento a dir poco affascinante.

Se poteste, quale donna eleggereste a capitano in Coppa Davis? E non ditemi Hillary Clinton, che per quanto possa essere un pensiero interessante, tanto per cominciare incuterebbe troppa paura e sarebbe probabilmente del partito politico sbagliato per uno come Andy Roddick.
Per quanto mi riguarda c’è solo una donna all’altezza di questo ruolo e penso che la Francia dovrebbe essere la nazione cavia per fare un tentativo su questo: Amelie Mauresmo. Il mio collega Eli Weinstein, blogger francese qui su We Are Tennis, credo sarebbe d’accordo con me.

Amelie ha lavorato in passato con Michael Llodra, ha una grande mente ed è stata un’atleta meravigliosa, è ben voluta dai media e dagli altri giocatori della sua nazione.
C’è poi il fatto di essere stata campionessa olimpica, numero 1 al mondo, campionessa dei Grandi Slam. In una nazione il cui motto parla di uguaglianza e libertà, una cosa del genere sarebbe una vera rivoluzione, un’incredibile spinta a favore dell’uguaglianza fra i generi.
Non preoccupiamoci del non poter entrare negli spogliatoi, i capitani in Fed Cup non lo fanno e questo non gli ha di certo impedito di portare a casa grandi trionfi.

Io credo che bisognerebbe iniziare a parlarne, magari da qui. Voi cosa ne pensate? Chi vorreste “nominare”? Dateci il vostro parere su chi e perché, o magari sul perché non sia una buona idea avere una donna alla guida di una squadra in Coppa Davis.