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Auger-Aliassime, dai bambini del Togo al sogno Slam

Pubblicato il 8 maggio 2022

Felix Auger-Aliassime è già un top 10 ed è tra i migliori della nuova generazione. Ma è soprattutto una persona sensibile, capace di mettere un progetto di sostegno ai bambini del Togo – sviluppato insieme a BNP Paribas – in cima ai suoi pensieri. Ecco il canadese a cuore aperto su vita, carriera, sogni e speranze. Sue e di un intero Paese, quello del papà

Venti euro messi da parte per ogni punto vinto in ogni partita del Tour. Con un obiettivo nobile e ambizioso: aiutare i bambini del Togo, il Paese di origine del padre, ad avere un’istruzione adeguata e dunque un futuro sereno. Felix Auger-Aliassime – impegnato questa settimana negli Internazionali BNL d’Italia 2022 – non è solo un top 10 e uno dei giocatori più amati del circuito mondiale. È anche un ragazzo estremamente sensibile, con idee e ambizioni che vanno oltre la sfera dello sport. Un campione pensante che non si accontenta di vincere in campo, ma che vuole dare un senso pure alla sua vita extra tennis.

FAA POINTS FOR CHANGE CON BNP PARIBAS

“Ho dato vita al progetto ‘FAA Points For Change’ – spiega il canadese – nel 2020, per aiutare Edu Change, programma messo in pista dall’associazione Ngo Care. Ma l’idea era nata già nel 2019, perché avevo bisogno di dare un senso più profondo a ciò che facevo, quindi non limitandomi solo a me stesso, al mio tennis e ai miei risultati. Ho sempre avuto dentro di me questo desiderio di aiutare i giovani, le nuove generazioni, dunque in primo luogo i bambini. Ho voluto cominciare proprio dal Togo, che è il Paese di origine di mio padre, nell’Ovest dell’Africa, dove evidentemente c’era particolarmente bisogno di un sostegno alla popolazione più giovane”.

“Sono stato lì tempo fa per un periodo e mi sono resto conto che c’era tanto da fare coi ragazzi, per dare loro un’educazione, un’istruzione, un accesso sereno alla scuola. Per ogni punto dono 5 dollari, mentre 15 dollari li dona BNP Paribas: stiamo procedendo molto bene, anche se passare attraverso i due anni di Covid non è stato facile. Adesso, tuttavia, abbiamo già raccolto abbastanza per poter rinnovare delle scuole, dei campi da calcio, così come per comprare materiali scolastici e utili agli insegnanti. Sono stato impegnato tanto nelle ultime stagioni per sviluppare al meglio la mia carriera da professionista. Ma in Togo ci voglio andare in fretta per vedere di persona quello che stiamo costruendo con il nostro impegno”.

IL SOGNO: UNA FONDAZIONE CHE VADA OLTRE IL TOGO

Il sogno raccontato da Felix è già qualcosa di prezioso, che tuttavia non si fermerà a questo primo step. “Il mio obiettivo – prosegue – è di avere una mia fondazione, per andare oltre il Togo. Per raccogliere fondi per quello che è più importante per me. Anche oltre l’educazione e l’istruzione, investendo sul mondo della salute di base e sullo sport. Voglio fare molto in questo settore, e ho tanto tempo davanti a me per fare mille altre cose in futuro”.

“Sono in una posizione privilegiata a fare il lavoro che amo e a guadagnare bene grazie a questo. Mi dà la chance per avere una visibilità importante, con tanti bambini che mi guardano. Ci sono giovanissimi che possono prendere esempio da me e io ne sono consapevole, per questo cerco di essere un’ispirazione per loro. Lo sport in questo senso è qualcosa di determinante. E allo stesso tempo l’istruzione e lo sport sono molto connessi tra loro: quando ero a scuola già giocavo a tennis e proprio lo sport mi ha fornito tanti insegnamenti. Spero sia lo stesso per i ragazzi che mi seguono ora”.

LA CARRIERA: A ROTTERDAM LA SVOLTA

Intanto la carriera di Auger-Aliassime prosegue spedita. L’inizio del 2022, in questo senso, è stato determinante, con il primo titolo Atp giunto a Rotterdam, al nono tentativo. “Il successo nell’Atp 500 di Rotterdam è stato qualcosa di fantastico, perché lo stavo aspettando da tanto tempo e dopo alcune finali perse sono finalmente riuscito a farcela. Sono contento perché mi ha dato molta fiducia, mi ha letteralmente tolto un peso dalle spalle e mi ha permesso di sognare ancora più in grande. Non so se lo definirei un vero punto di svolta, perché è difficile parlare in questi termini di una sola partita, ma senza dubbio è stato un momento importante, che ricorderò per tanto tempo”.

In Australia, in precedenza, era giunto un momento doloroso, una sconfitta al quinto set contro Daniil Medvedev in una partita che avrebbe potuto cambiare totalmente le sorti del torneo. “Lo ammetto – spiega il canadese –, è stata dura perdere quell’incontro da due set di vantaggio, ma bisogna essere realisti e questo mi porta a dire che Daniil Medvedev in quel momento era probabilmente il migliore giocatore nel main draw. In questo senso, essere riuscito ad andare avanti di due set, giocando un ottimo tennis, è stato qualcosa di incoraggiante per me. Certo, è mancato davvero pochissimo per riuscire a vincere, e sarebbe stato uno straordinario inizio di stagione, una semifinale al primo Slam dell’anno. Ma è andata così e devo accettarlo. In ogni caso sono orgoglioso di come ho giocato e mantengo dei bei ricordi di quel match, malgrado sia finito con una sconfitta”.

Proprio negli Slam, tuttavia, Felix ha cambiato marcia. “Sto giocando bene negli Slam, sto trovando continuità, ma è altrettanto vero che al Roland Garros non ho ancora vinto un incontro in due partecipazioni, quindi ogni risultato che arriverà sarà un successo. Allo stesso tempo, nella posizione in cui mi trovo ora, da top 10 quale sono, so benissimo che se il tabellone si apre e io comincio a giocare bene posso andare molto avanti e può accadere di tutto. Bisogna sempre sognare in grande e bisogna sempre essere ambiziosi”.

LA TERRA E ROMA, IL TORNEO PREFERITO

La terra non sarà la sua superficie preferita, ma non dovrebbe nemmeno essere un grosso problema, per uno con le sue qualità. “Quando ero un teenager ho giocato molto sulla terra battuta, anche in Italia, e mi sono sempre trovato bene su questa superficie. Mi sono sempre trovato a mio agio e non c’è nessuna ragione per cui io non possa giocare bene sul rosso. Il fatto è che col mio stile di gioco piuttosto aggressivo, le superfici più rapide mi consentono di conquistare più punti diretti. Forse sulla terra dovrei essere un po’ più paziente a volte, questo sì”.

Adesso, a Roma, c’è una buona chance per trovare conferme in questa direzione. “Amo questo torneo e questa città. Quando comincia l’anno penso ai miei tornei preferiti e ogni volta rispondo alle domande che mi vengono poste dicendo che Roma è uno dei luoghi ideali per giocare a tennis. I fans sono appassionati e capiscono di tennis, c’è un’atmosfera straordinaria, indimenticabile”.

TONI NADAL, MENTORE E COSTRUTTORE

Da qualche tempo, la carriera di Auger-Aliassime ha trovato una svolta anche grazie al supporto dell’esperienza di Toni Nadal. “L’importante – sottolinea Felix – è comunque l’impegno che metto ogni giorno con il mio primo coach Frederic Fontang e con gli altri del mio staff. Toni è un mentore, ha fatto grandi cose in carriera e non ha nulla da dimostrare. Io l’ho approcciato in modo molto aperto, provando a imparare tanto da lui, provando ad ascoltare le sue proposte. Lui è prima di tutto un’ottima persona e spero di raggiungere tanti successi con il suo aiuto”.

“Lavoriamo sui dettagli tecnici, certo, perché lui dice a me e a Fontang cosa pensa che si debba migliorare. Ma l’approccio mentale è altrettanto importante. Non posso spiegare troppo, ma lui ha un ottimo approccio ed è sempre molto onesto con me. Con Rafa? Siamo diversi, Toni non cerca certo di farmi giocare allo stesso modo. Nadal è uno dei migliori giocatori della storia di questo sport ma io cerco di prendere qualcosa da lui. Ciò che conta sono le fondamenta e Toni è uno dei migliori costruttori di giocatori del Tour”.