blog
home / BLOG / Next Gen al via: da Alcaraz a Musetti, il futuro è a Milano

Next Gen al via: da Alcaraz a Musetti, il futuro è a Milano

Pubblicato il 8 novembre 2021

Da una parte Alcaraz, Nakashima, Cerundolo e Rune. Dall’altra Korda, Musetti, Baez e Gaston. Le Next Gen Atp Finals si presentano con la solita formula che racchiude velocità e innovazione. Ecco cosa possiamo aspettarci dagli 8 protagonisti di quest’anno.

Carlos Alcaraz, Sebastian Korda, Lorenzo Musetti, Brandon Nakashima, Juan Manuel Cerundolo, Sebastian Baez, Holger Rune e Hugo Gaston: in rigoroso ordine di ‘Race’, sono loro gli otto protagonisti delle Next Gen Atp Finals, il torneo che torna a Milano quest’anno dopo la sospensione del 2020 causa pandemia, e che presenta (al netto delle assenze di Auger-Aliassime, Sinner e Brooksby) il meglio del tennis mondiale entro i 21 anni di età.

Per quanto riguarda i gironi, da una parte avremo Alcaraz, Nakashima, Cerundolo e Rune; dall’altra Korda, Musetti, Baez e Gaston. Si comincia martedì e si chiude sabato, con la solita formula che racchiude velocità e innovazione. Nel format ci sono due variazioni evidenti rispetto agli anni passati: il riscaldamento che passa da 4 minuti a 1 solo e il coaching non più via cuffie ma direttamente a bordo campo. Per il resto, confermati i set corti, il no-ad, lo shot clock e tutto quello che ha fatto di questo evento una sorta di laboratorio per il tennis del futuro.

CARLOS ALCARAZ, SULLE ORME DI RAFAEL NADAL

In questo momento è Carlos Alcaraz la vera star della manifestazione, perché gli ultimi risultati hanno fatto capire che il ragazzino spagnolo – solo 18 anni – ha bruciato le tappe e ha imparato in fretta come battere i campioni. Agli Us Open ha fatto fuori Tsitsipas issandosi fino ai quarti di finale, poi ha rovinato i piani degli azzurri superando Matteo Berrettini a Vienna e Jannik Sinner a Parigi Bercy.

Sotto la guida di coach Juan Carlos Ferrero ha saputo crescere costantemente lavorando sui dettagli, molti dei quali ancora da limare. Malgrado questo, è già competitivo coi top players e a Milano si presenta per vincere. Perché nemmeno i campi veloci, ormai, gli creano problemi. Il suo tennis è nato sulla terra ma – come quello del suo illustre connazionale Rafael Nadal – è talmente evoluto da potersi adattare in fretta a qualsiasi terreno.

BRANDON NAKASHIMA, ANTICIPO E STUDIO

Nel gruppo con Alcaraz c’è anche questo ragazzo americano di origine asiatica, che nel corso del 2021 ha fatto un bel salto di qualità, raggiungendo persino un paio di finali a livello Atp nel giro di due settimane, a Los Cabos e Atlanta. Dotato di un ottimo timing, ha nella corsa e nella coordinazione le sue armi principali, ma in generale è un tennista dal repertorio completo, nel quale è difficile individuare dei veri punti deboli.

Brandon aveva anche una carriera scolastica ben avviata, con l’iscrizione al college per potersi garantire un ‘piano B’. Ma visto che il suo tennis stava crescendo sempre di più e sempre meglio, nel dicembre del 2019 decise di chiamare l’Università della Virginia per avvisare che non sarebbe più rientrato. A giudicare dai risultati di quest’anno, una scelta azzeccata.

JUAN MANUEL CERUNDOLO, EREDE DEI TERRAIOLI

Se Carlos Alcaraz e Brandon Nakashima sono figli del nostro tempo per il modo in cui interpretano la disciplina, l’argentino Juan Manuel Cerundolo sembra uscito da un’altra dimensione. Il 19enne mancino sudamericano è uno di quei vecchi terraioli puri che mettono la difesa a oltranza prima di tutto. Uno di coloro che per fare un singolo quindici sono capaci di costringere l’avversario a scambi infiniti e mille tentativi.

Questo suo tennis anacronistico fin qui ha funzionato, perché nel 2021 ‘Juanma’ ha saputo entrare nei top 100 Atp vincendo pure il titolo in quel di Cordoba. Una favola, peraltro sostenuta dal fratello maggiore Francisco, che Next Gen non lo è più ma che tutto sommato fa parte della stessa generazione, avendo soltanto 23 anni. Un ‘sistema famiglia’ che funziona, e che adesso si presenta alla prova più difficile, quella dei campi indoor contro i migliori talenti del futuro (e del presente).

HOLGER RUNE, GHIACCIO BOLLENTE

Il 18enne danese è un fenomeno atipico. Uno che ama lo show e gli atteggiamenti plateali, in contrasto con la natura di tanti suoi connazionali. Uno che accende e spegne l’interruttore mille volte, all’interno di una partita, ma che poi sa giocare i punti importanti come un veterano. Nel corso del 2021 ha vinto quattro Challenger, tutti nello Stivale.

L’ultimo a Bergamo, dove è riuscito a farsi amare dal pubblico nonostante finisca spesso per andare sopra le righe. Tecnicamente, è già completo e possiede pure una palla corta efficace per spezzare il ritmo altrui. Gli manca continuità, e in questo senso almeno due match di questo girone di ferro, contro Nakashima e contro Alcaraz, daranno un’idea più precisa del suo attuale valore.

SEBASTIAN KORDA, FIGLIO D’ARTE

Di Sebastian si è parlato moltissimo, e non soltanto perché di cognome fa Korda. Certo il papà Petr, talento sopraffino che fu numero 2 del mondo negli anni Novanta e vinse gli Australian Open nel 1996, in qualche modo ha aiutato nel renderlo popolare, ma dietro al 21enne nato e cresciuto in Florida c’è tanta sostanza.

Pur non essendo mancino e non essendo un talento straripante come il padre, Sebastian conta su di un repertorio completo e su una stabilità – tecnica, fisica e mentale – che potrebbe portarlo lontano. Tanto che negli States puntano soprattutto su di lui per ritrovare un americano con in mano un trofeo dello Slam. Intanto ha bisogno di crescere ancora, ma tra i colleghi della Next Gen appare già come uno dei più maturi.

LORENZO MUSETTI, TALENTO D’ITALIA

Sulla carta, il principale antagonista di Korda nel suo girone sarà Lorenzo Musetti, il toscano che ha vissuto un’annata magica, decisamente al di sopra delle attese almeno nella prima parte. Lorenzo a un certo punto della stagione, quando al Roland Garros si è trovato avanti di due set contro Novak Djokovic, è sembrato persino poter andare più in alto di quanto poi sia effettivamente accaduto.

Ma al di là di una seconda parte di 2021 un po’ meno brillante, i suoi colpi e la sua fantasia lo hanno portato in fretta nei cuori della gente, non solo degli appassionati italiani ma di quelli di tutto il mondo. Il 19enne di Carrara incanta con un tennis che ricorda alcuni grandi del passato, ma che trova pochi paragoni nel presente. Trovare la continuità e la sicurezza nei propri mezzi sarà il prossimo passo per entrare nell’Olimpo (e rimanerci).

SEBASTIAN BAEZ, IL NUOVO PEQUE

Il secondo argentino del lotto è un simpatico furetto che non brilla per altezza o per doti tecniche particolari, ma che è temuto da tutti i colleghi, in special modo sulla terra. Spesso lo si accosta a Diego Schwartzman, vuoi perché entrambi non sono dei giganti, vuoi per lo stile di gioco.

Baez, rispetto al connazionale Juan Manuel Cerundolo, potrebbe trovare meno difficoltà nell’adattare il proprio tennis al veloce dell’Allianz Cloud Arena, ma non c’è dubbio sul fatto che parta un gradino dietro rispetto ai rivali del suo girone. Trovarlo in semifinale sarebbe decisamente una sorpresa.

HUGO GASTON, FUNAMBOLO FRANCESE

La Francia è abituata, ad avere a che fare coi funamboli, da Henri Leconte a Fabrice Santoro. E in questa categoria può rientrare a pieno titolo un altro piccoletto dal grande cuore e dal tennis brillante: Hugo Gaston. Rivelatosi al Roland Garros di Parigi nel 2020, il 21enne di Tolosa ha trovato continuità nel corso di questa stagione e può essere pericoloso su ogni superficie.

Anche sul rapido, malgrado non abbia i colpi per sfondare gli avversari. Proprio la sua intelligenza e il suo tennis fatto di angoli e geometrie, lo rendono un cliente ostico per tanti. Le Next Gen Atp Finals potrebbero essere perfette, col loro format, per esaltare le sue qualità.