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Berrettini e Sinner, doppia chance

Pubblicato il 2 settembre 2021

Dopo un avvio convincente, Matteo Berrettini e Jannik Sinner puntano alla conferma agli Us Open. Sono i favoriti nel loro settore per l’approdo agli ottavi, ma le insidie non mancano. Quanto lontano si potranno spingere?

I tornei non si giocano sulla carta, e la storia del tennis è piena di tabelloni favorevoli non sfruttati, come pure di tabelloni durissimi divenuti improvvisamente abbordabili grazie a una serie di coincidenze capaci di aiutare l’outsider di turno. Fatta la premessa, è però innegabile che questi Us Open della rinascita siano un’occasione importante per i due italiani di punta, Matteo Berrettini e Jannik Sinner. Entrambi sono favoriti nei loro settori del draw, almeno per un approdo negli ottavi di finale, che significherebbe mettere il naso nella fatidica seconda settimana. I campi duri sono il loro pane, la condizione sembra importante e oltre al torneo in sé c’è pure un altro stimolo mica da ridere, per spingerli a dare il massimo: le Nitto Atp Finals di Torino. Matteo è ormai a un passo dalla qualificazione matematica, mentre Jannik è numero 10 della Race, con il forfait di Rafael Nadal che ha lasciato libero un posto in più nel torneo dei maestri, e con l’altro avversario diretto Casper Ruud già eliminato nella Grande Mela.

BERRETTINI VERSO DJOKOVIC

Berrettini non aveva un esordio comodo: Jeremy Chardy è uno di quei giocatori che tutti vogliono evitare, almeno nei primi turni, perché serve bene, attacca, non dà ritmo. Insomma, è il rivale peggiore da incontrare quando si è ancora in rodaggio. E in effetti Matteo qualche rischio lo ha corso: avrebbe potuto perdere almeno uno dei primi due set, invece è rimasto concentrato nei momenti chiave, ottenendo molto dal suo servizio. Proprio il rendimento in battuta è uno dei termometri più affidabili per capire le condizioni del tennista romano: quando ricava tanti punti col colpo di inizio gioco, Matteo diventa più sicuro dei propri mezzi, poi il resto viene di conseguenza. Al secondo turno, l’altro transalpino Corentin Moutet (autore dell’eliminazione di Stefano Travaglia) è un avversario totalmente diverso: nessun bombardamento, al contrario un tennis fatto di angoli e variazioni. I due non si sono mai incontrati ma se Berrettini sta bene non teme avversari del genere. Le incognite stanno nel proseguimento del torneo, perché in un eventuale terzo turno il romano si troverebbe di fronte il vincente tra il canadese Pospisil e il bielorusso Ivashka, un attaccante puro e uno che picchia forte forte da fondo. Ivashka, peraltro, ha appena vinto il suo primo titolo Atp a Winston Salem e non è eccessivo considerarlo una delle mine vaganti del torneo. Per gli ottavi, ma stiamo guardando troppo lontano per fare previsioni, ci sarebbe poi Hubert Hurkacz, ammesso che Kudla, Otte o Andreas Seppi non riescano a produrre la sorpresa. In definitiva, nessuno di questi sette giocatori è un’insidia troppo grande per un Berrettini in forma, ma i pericoli sul suo cammino in ogni caso non mancheranno. Per arrivare a incrociare la strada del numero 1 Novak Djokovic.

L’EQUILIBRIO DI SINNER

Jannik Sinner, in teoria, è stato abbastanza fortunato nel sorteggio. Perché l’aussie Max Purcell al primo turno era oggettivamente un avversario non troppo complicato, e perché pure Zachary Svajda al secondo rappresenta un rivale tra i migliori che si potessero immaginare a questo livello. Attenzione: il 18enne americano di San Diego, che all’esordio ha fatto fuori Marco Cecchinato, non vale la sua classifica (716), ma quest’anno ha fatto fatica a vincere partite persino nei 15 mila dollari, perdendo anche da Lucas Catarina e Fabio Coelho, non proprio due campioni. A seguire, quella contro il vincente tra Gael Monfils e Steve Johnson sarebbe certamente una sfida ben più complessa, ma né il francese né l’americano sono nel loro momento migliore, e vederli battere Jannik sarebbe onestamente una sorpresa. L’altoatesino è dunque, come Berrettini, il favorito per approdare agli ottavi di finale. A quel punto però la questione diventerebbe più complicata, perché da quella parte ad attenderlo ci sarebbe probabilmente Alexander Zverev. Fra l’azzurro e il tedesco ci sono due precedenti: al Roland Garros dello scorso anno vinse l’allievo di Riccardo Piatti, mentre a Colonia tre settimane più tardi Sascha si prese la rivincita. Di certo c’è che Sinner, sotto il profilo tecnico, non soffre particolarmente il tennis di Zverev, e da questo punto di partenza si potrebbe cercare di costruire una partita in equilibrio. Sognare si può, soprattutto quando si ha la fortuna di avere due campioni in costruzione che sono ben consci del loro potenziale, e che questo equilibrio lo hanno trovato attraverso un lavoro fatto di ordine e pazienza.