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Berrettini e Fognini, due ottavi d’oro

Pubblicato il 13 febbraio 2021

Berrettini si dimostra più forte di Khachanov e pure di un problema muscolare apparso a fine terzo set. Fognini domina De Minaur. Negli ottavi troveranno rispettivamente Tsitsipas e Nadal, ma il loro torneo è già da incorniciare.

C’erano legittime speranze, alla vigilia del terzo turno, di ritrovare due giocatori italiani negli ottavi di finale degli Australian Open. Ma che Matteo Berrettini e Fabio Fognini finissero per chiudere entrambi per tre set a zero, rispettivamente contro Karen Khachanov e Alex De Minaur, era più un sogno che un’ipotesi concreta. Invece i due azzurri sono riusciti a tenere lontani i loro avversari, mostrando talento, lucidità e capacità di gestire i momenti difficili. Che, in particolare per Berrettini, non sono mancati.

TRE TIE-BREAK E UN PO’ DI PAURA

Matteo ha vinto tre tie-break su tre contro Khachanov, contro il quale complessivamente è riuscito a fare tutto meglio: più incisivo al servizio, più efficace nei punti chiave, più accorto tatticamente. L’imprevisto che rischiava di far saltare tutto era però dietro l’angolo, sotto forma di un problema muscolare agli addominali apparso sul finale del terzo parziale. Il romano ha chiesto il medical time-out, si è fatto trattare ed è tornato in campo dolorante, ma deciso a non prolungare l’incontro verso un quarto set che a quel punto sarebbe stato durissimo da gestire. Pur servendo a velocità ridotta, l’allievo di Vincenzo Santopadre è stato in grado di mantenere concentrazione e ordine, portando a casa poi al tie-break una rimonta insperata da una situazione di 1-4 per il suo avversario. “Spero solo di recuperare completamente – ha detto Berrettini nel dopo gara – perché adesso non so esattamente cosa mi sia successo. Poi penserò al prossimo match, sperando di poter essere al cento per cento per dire la mia”.

DEMON SENZA CHANCE

Non ha corso nemmeno questo rischio, invece, Fabio Fognini, che contro Alex De Minaur è rimasto totalmente in controllo dall’inizio alla fine. Solo negli ultimi game, causa qualche piccola distrazione, il ligure ha dovuto soffrire più del dovuto, ma in fondo non si è mai avvertita la sensazione di poter assistere a una rimonta. Troppo evidente la differenza di velocità di palla fra i due, con Fabio a condurre gli scambi e l’australiano in affanno a cercare complicati recuperi. Considerati i cinque set durissimi giocati in precedenza nel derby tricolore contro Salvatore Caruso, ha sorpreso la condizione fisica eccellente dell’azzurro. Ma ha sorpreso pure, in negativo, la poca consistenza del suo avversario, che pure aveva iniziato bene la stagione vincendo il titolo sul cemento di Antalya. Più che i demeriti di Demon, tuttavia, bisogna sottolineare i meriti di Fognini, capace di dimostrarsi più forte in ogni settore del gioco.

ADESSO TSITSIPAS E NADAL

Il movimento azzurro ha raggiunto negli ultimi tempi una solidità tale che nemmeno due risultati del genere possono bastare a riempirsi la pancia. Al contrario, i prossimi incontri che attendono Berrettini e Fognini sono da un lato durissimi, dall’altro estremamente stimolanti. Matteo – sperando che nel frattempo riesca a curare efficacemente il problema all’addome – troverà Stefanos Tsitsipas in un match ricco di fascino e tutto sommato alla sua portata. Il greco ha classe da vendere e tutte le armi per far male al romano, ma a sua volta Matteo può mettere in difficoltà il rivale contando sulla combinazione servizio-diritto. Se l’allievo di coach Santopadre sarà al cento per cento della condizione, ci sarà da divertirsi. Ma proprio il fisico, spesso acciaccato, resta la nota dolente che non fa stare tranquillo lo staff del 24enne numero 10 del mondo. Per quanto riguarda Fognini-Nadal, malgrado l’iberico debba per forza essere considerato favorito, ci sono abbastanza precedenti per parlare di una sfida tutt’altro che chiusa. Rafa, peraltro, pur avendo incontrato fin qui poche difficoltà, è sempre alle prese con una schiena che lo fa dannare, e inoltre il gioco di Fognini gli può dare parecchio fastidio. La certezza è che nessuno, adesso, può prendere l’Italia e gli italiani con leggerezza: se si vuole vincere uno Slam, bisogna fare i conti anche con noi.