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Melbourne, Melbourne, Melbourne!

Pubblicato il 17 dicembre 2020

Tre tornei, due Atp 250 e l’Atp Cup, nella stessa settimana e nella stessa città. Poi, il grande show degli Australian Open. Ecco svelate le sette settimane di apertura del circuito mondiale 2021, che contengono due prime assolute nella storia del tennis. 

I vaccini anti-covid sono una realtà, il mondo spera di lasciarsi presto alle spalle l’incubo della pandemia. Ma almeno i primi mesi del 2021 saranno ancora avvolti nell’incertezza. Non fa eccezione il circuito del tennis, che ha finalmente scoperto il calendario delle prime settimane, nuovamente rivoluzionato rispetto a una stagione tradizionale. Pare essere ormai scongiurato il pericolo di sospensione prolungata del Tour, quella che abbiamo vissuto da marzo a luglio, quando tutti furono presi di sorpresa da un evento inatteso e troppo grande per essere gestito in fretta e in maniera efficace. Adesso le sfide sono altre: per esempio, consentire a tutti di giocare, negli Slam come nei tornei Challenger e Itf, in totale sicurezza, assecondando le necessità e le richieste dei vari governi nazionali. Proprio sulla base delle norme dettate dal governo australiano si è mossa l’Atp, che è riuscita a creare una bolla di tre settimane tutta concentrata in una sola città: Melbourne.

QUALIFICAZIONI SLAM A… DOHA

Ma andiamo con ordine. Si partirà il 5 gennaio con due appuntamenti, uno negli Stati Uniti (Delray Beach) e un altro in Turchia, ad Antalya, dove peraltro andranno in scena anche una valanga di tornei minori, Challenger e Itf, destinati a coloro che dovranno rinunciare alla trasferta down under. Poi si entra il clima Slam, ma non in clima Australia. Perché, per la prima volta nella storia, le qualificazioni di un Major avranno luogo in un altro Paese rispetto a quello dove si gioca il main draw: non a Dubai, come sembrava dalle voci della vigilia, bensì a Doha, in Qatar. Doha per il mondo del tennis è ormai una sicurezza, considerato che la città dal 1993 ospita un evento del Tour con un albo d’oro molto ben frequentato: nel corso degli anni ci hanno messo il loro timbro Roger Federer, Rafael Nadal, Novak Djokovic, Andy Murray, ma pure Stefan Edberg, Boris Becker, Jim Courier e Petr Korda.

UNA CITTÀ, TRE TORNEI

Dal 31 gennaio, infine, ecco i tornei australiani, con Melbourne come unica sede. E qui troviamo un’altra prima volta nella storia del circuito professionistico maschile: si giocheranno infatti due tornei (entrambi di categoria 250, con main draw a 48 giocatori) nella stessa città e nella stessa settimana. Uno ricollocato da Adelaide, l’altro nuovo di zecca. Ma c’è di più: in contemporanea, i campi di Melbourne vedranno in scena pure quell’Atp Cup nata lo scorso anno e messa in serissimo dubbio dalle misure di emergenza per contenere la pandemia. Da itinerante che era, dunque, la manifestazione a squadre vinta lo scorso gennaio dalla Serbia cambia immediatamente pelle trovando una location unica. Quella che consentirà ai giocatori, una volta esaurito il periodo di quarantena richiesto, di rimanere all’interno di una bolla dalla quale sarà vietatissimo uscire. Il governo australiano, è bene precisarlo, è stato fra i più severi al mondo nel far rispettare le regole anti-covid, e già il fatto di essere riusciti a salvare l’intera trasferta è un grande merito di tutte le parti coinvolte.

DA MONTE-CARLO, SI TORNA ALLA NORMALITÀ

Al culmine di queste sette settimane così intense e particolari, ecco infine gli Australian Open, con le date ufficiali che recitano 8-21 febbraio. Uno slittamento ormai ampiamente previsto, che andrà in qualche modo a far sentire i suoi effetti pure su altri eventi del Tour, come quello di Pune (in India) e quello brasiliano di Rio de Janeiro: il primo è già stato cancellato, il secondo potrebbe essere ricollocato durante l’anno. Contestualmente all’approvazione dei primi due mesi del nuovo calendario, l’Atp ha fatto sapere che sta lavorando per rimodulare anche le settimane dalla 8 alla 13, con la grana Indian Wells che pesa più di ogni altra. Mentre resta tutto confermato – al momento – per quanto riguarda il resto della stagione, a partire dalla terra: ciò significa che da Monte-Carlo in poi, in teoria, tutto dovrebbe tornare alla normalità pre-pandemia. Una previsione che è anche un grande auspicio collettivo.