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Serena e il record: tempo scaduto?

Pubblicato il 3 dicembre 2020

A gennaio 2021 saranno 4 anni senza una vittoria di Serena Williams in un torneo del Grande Slam. Dopo la maternità ha perso 4 finali, con il primato di 24 titoli di Margaret Court che resiste. Numeri e risultati parlano di un aggancio difficile, ma coach Mouratoglou ha un’opinione diversa…

L’obiettivo di agguantare il primato di 24 titoli Slam di Margaret Court dista da tempo un solo successo, ma sono già due anni e mezzo che Serena Williams scivola sugli ultimi gradini. La campionessa statunitense ha festeggiato il Major numero 23 all’Australian Open del 2017, poi si è fermata per 13 mesi per via della gravidanza e della nascita della piccola Alexis Olympia. Tuttavia, dal suo rientro dopo la maternità ha avuto altre dieci opportunità di andare in campo e per quattro volte si è spinta fino alla finale, anche se il titolo non è mai più arrivato. Quell’aggancio che quattro anni fa pareva scontato oggi lo è molto meno, e la domanda che rimane sospesa è sempre la stessa: riuscirà la regina del tennis femminile a vincere almeno un altro Slam?

QUATTRO FINALI MALEDETTE

Il 2020 ha aggiunto nuove argomentazioni a sostegno del ‘no’: Serena ha chiuso l’anno fuori dalla top 10, risultato che per una stagione senza particolari infortuni è un’anomalia. Inoltre, a livello Slam ha raggiunto appena una semifinale in tre tornei: negli ultimi 22 anni aveva fatto peggio soltanto nel 2006. In aggiunta, la concorrenza è diventata più competitiva rispetto a qualche tempo fa, e quell’aura di giocatrice imbattibile che la circondava negli anni d’oro si è spenta a causa di qualche sconfitta di troppo. Come le quattro consecutive nelle ultime finali Slam, due a Wimbledon e due a Flushing Meadows. Le ha perse tutte in due set, spesso nettamente e senza mai riuscire a giocare serena, o meglio da Serena. Come se la ragione fosse psicologica prima che tecnica o fisica, e che il tanto chiacchierato record sia uno scoglio anche per lei.

VERSO I 40 ANNI

Da considerare c’è pure l’età: il prossimo settembre l’americana spegnerà 40 candeline, e le statistiche sui più anziani vincitori nei Major dicono che è già fuori tempo massimo da un pezzo. Solo nel lontano 1926 – altri tempi, altro tennis – la statunitense Molla Mallory riuscì a vincere gli Us Open a 42 anni e 5 mesi, mentre nell’Era Open nessuno ha fatto meglio di Ken Rosewall, campione all’Australian Open del ’72 a poco più di 37 anni. Addirittura, il record femminile dal 1968 in poi appartiene già a Serena, e al suo titolo del 2017 a Melbourne Park. Quando andrà in scena la prossima edizione dello Slam down under, saranno passati quattro anni: con una gravidanza di mezzo e con i risultati recenti tutt’altro che entusiasmanti, si tratta di un tempo talmente lungo da far sembrare improbabile un suo nuovo trionfo.

LE SPERANZE DI MOURATOGLOU

Detto questo, quando si parla di stelle del calibro di Serena bisogna sempre lasciare aperto almeno uno spiraglio. Nel corso di una carriera infinita, ha già stupito tante volte e può stupire ancora. Chi lo crede possibile è Patrick Mouratoglou, il coach che la segue dal 2012 e che l’ha guidata a vincere dieci titoli Slam. Solo papà Richard la conosce meglio di lui, che in una recente intervista non ha lasciato spazio a interpretazioni: “Se non pensasse di poter vincere ancora uno Slam – ha detto il tecnico francese – Serena non avrebbe ripreso in mano la racchetta dopo la nascita della figlia. Crede fermamente di potercela fare, ha già avuto qualche chance per riuscirci e vuole superare il record di Margaret Court. Le servono ancora due titoli”.

IL TENNIS È DI NUOVO UNA PRIORITÀ

Secondo ‘Mou’, il motivo per cui Serena non ci è ancora riuscita è legato alla maternità e ai cambiamenti che la nascita della figlia ha introdotto nella sua vita. “Per lei – ha aggiunto – il tennis non era più al primo posto, ed era come si sentisse in colpa a separarsi dalla sua piccola per andare a giocare i tornei. Non era pronta per affrontare nuove sfide. Ora, invece, ho la sensazione che Serena abbia rimesso tutto in ordine: il tennis è di nuovo la priorità, è consapevole di cosa non ha funzionato e credo che il suo 2021 sarà un’ottima stagione”. Se lo dice lui c’è da credergli, e anche se gli interrogativi legati all’età non si cancellano, almeno un ultimo colpo Serena potrebbe davvero metterlo a segno. Se non per superare la Court, almeno per agguantarla a 24 Slam, archiviando le poche discussioni rimaste sulla più forte di ogni tempo.