blog
home / BLOG / Berrettini e Caruso show agli US Open

Berrettini e Caruso show agli US Open

Pubblicato il 4 settembre 2020

I temi del secondo turno agli US Open: lo show di Matteo Berrettini, la difesa di Salvatore Caruso, le armi del ‘sindacalista’ Vasek Pospisil. E ancora, tra le donne, l’uscita della numero 1 e un match tra Serena Williams e Sloane Stephens che promette spettacolo. Ecco i temi del secondo turno degli Us Open.

BERRETTINI SHOW

Non è soltanto che ha vinto, e che lo ha fatto di nuovo in tre set, come al primo turno. È anche che questo Matteo Berrettini, al contatto con quegli Us Open che lo scorso anno lo lanciarono fra i top players, sta tornando a brillare come nei suoi momenti migliori. La partita contro il francese Ugo Humbert non era così facile come poteva sembrare, perché il transalpino ha classe sufficiente per spaventare molti, nel Tour. È stato bravo Matteo a non dargli corda, a tenerlo sempre sotto nel punteggio, fin dall’avvio, risultando pressoché inattaccabile al servizio. Per condire la vicenda, il numero 1 d’Italia ha pure mostrato un colpo che – in altri tempi – avrebbe scatenato una standing ovation: recuperando una volèe di rovescio stretta del francese, ha trovato un passante mostruoso tra paletto e sedia dell’arbitro che è già diventato il punto del torneo. Come premio, al prossimo turno, Matteo non avrà Ruusuvuori bensì Casper Ruud, che non sarà comodissimo (c’è un precedente negativo a Parigi) ma sul duro dovrebbe essere più gestibile del finlandese.

L’ACUTO DI CARUSO

Quando Salvatore Caruso si è affacciato ai tornei che contano nel corso del 2019, si dava quasi per scontato che i punti pesanti se li sarebbe dovuti andare a cercare quasi esclusivamente sulla terra battuta. Invece non è così, e il siciliano sta dimostrando ancora una volta che il suo tennis fatto soprattutto (ma non solo) di difesa e resistenza è in grado di essere efficace anche sul duro. Di fronte all’americano Escobedo, colto a più riprese dalla frustrazione per quel muro che si è trovato davanti, ‘Salvo’ ha giocato una partita ordinata, fatta di tanti recuperi e di un atteggiamento positivo che non si è mai perso per strada. Nemmeno quando, sul primo match-point, il suo avversario ha risposto goffamente mandando la palla sul nastro e poi sulla riga. Un respiro profondo, un secondo match-point, e stavolta per Caruso è stato quello definitivo. Rublev, al prossimo ostacolo, sembra essere un avversario troppo complicato, ma chissà che la spinta di un possibile ottavo tutto italiano non possa fare il miracolo.

POSPISIL, DALLA POLITICA AL CAMPO

Lo strappo di quel gruppo di giocatori che nelle ultime settimane ha contestato l’Atp, fino a dare vita a una nuova associazione parallela, non aveva come unico leader Novak Djokovic. Anzi, a voler ben guardare, colui che ha avviato il processo sotto il profilo formale, dando per primo le dimissioni dal Players Council, è stato il canadese Vasek Pospisil, uno che solo qualche anno fa aveva in mente progetti ben più ambiziosi di quelli che poi è riuscito a realizzare. Una lunga serie di guai fisici (l’ultimo in ordine di tempo, un’ernia del disco) non lo ha tuttavia fermato completamente, e oggi all’età di 30 anni rischia di diventare uno dei protagonisti di questi Us Open così particolari. Nel confronto col connazionale Milos Raonic, apparso in ottima condizione al rientro, Vasek sembrava la vittima sacrificale. Invece non solo ha vinto, ma adesso si presenta alla sfida con Roberto Bautista-Agut con la leggerezza di chi non ha nulla da perdere, ma allo stesso tempo possiede le armi per fare malissimo a tanti dei favoriti.

SERENA VS STEPHENS

Serena Williams ha iniziato il torneo a fari spenti. Di lei si parla poco, non è strafavorita come le è accaduto in tante altre occasioni, e questo forse le sta consentendo di far crescere la condizione a piccoli passi, al riparo dalla pressione. Dopo aver battuto senza troppi problemi la russa Gasparyan, adesso la numero 3 del seeding trova sul suo cammino Sloane Stephens in un match ricco di fascino e di punti di domanda. Sloane, che questo torneo lo vinse tre anni fa, non è diventata la campionessa che qualcuno si attendeva, ma non può nemmeno essere la giocatrice che era uscita per quattro volte al primo turno negli Slam degli ultimi due anni. Chiamata a dare una risposta più precisa in merito al suo attuale valore, Serena non si tirerà indietro.

NUMERO 1 OUT

Sono state talmente tante le defezioni della vigilia nel torneo femminile, che in pochi si erano accorti dell’esistenza di una ‘numero 1 del tabellone’. Quella numero 1, in realtà numero 3 Wta, è – o meglio era – Karolina Pliskova, che al secondo ostacolo ha già lasciato la compagnia, sconfitta dalla francese Caroline Garcia. Al di là della sua attuale classifica (numero 50), la 26enne transalpina è stata anche numero 4 e ha un talento tale per cui, se è in forma, non parte battuta con nessuna. Ecco perché è bastata una preparazione invernale e primaverile importante, una “sistemazione generale della condizione fisica” (per dirla con le parole del padre-coach Louis Paul) per mettere al tappeto la numero 1. La quale, dal canto suo, ha certamente dei demeriti e non è stata all’altezza delle sue giornate migliori.