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FINALMENTE DEL POTRO!

Pubblicato il 19 marzo 2018

Ad oggi è il match della stagione, ed è probabile che lo rimanga a lungo. Juan Martin Del Potro sigilla a Indian Wells il suo primo centro nei Masters 1000 al termine di una partita da favola contro Roger Federer, battuto dopo aver salvato tre palle match. Due ore e 42 minuti di spettacolo tecnico ed emotivo, che hanno coinvolto il pubblico come poche volte si è visto di recente. Non è un caso, che questo sia accaduto con Roger e Delpo in campo. Perché si tratta di due tra i giocatori più amati dal pubblico di ogni latitudine, e di due personaggi in grado di proporre un confronto piacevole in ogni settore: dal piano prettamente tattico a quello caratteriale. Con una grande stima reciproca sullo sfondo.

Roger ha mancato il suo ennesimo trionfo in un 1000 per un solo punto, e in queste occasioni è fin troppo chiaro che possa restare più di un rammarico per ciò che non è stato. Ma sono più i meriti dell'argentino, nel suo successo, che i demeriti dello svizzero. Una rivalità, la loro, potenzialmente bellissima e avvincente che però finora c'è stata solo a tratti, per via dei tanti problemi fisici che hanno travolto il sudamericano nella sua carriera. A 29 anni, la 'Torre di Tandil' riparte per l'ennesima volta, con una serie positiva aperta di undici partite, con una vittoria in un 500 (Acapulco) e una in un 1000 nel giro di tre settimane, e con una crescita in grande stile nel ranking mondiale, dove il nostro si colloca al numero sei, ma a soli 750 punti dal numero 3 di Marin Cilic.

Per uno che in passato ha pure vinto uno Slam, non si tratta di una sorpresa. Ma considerando tutte le vicende dolorose vissute da Juan Martin, un po' di precauzione nell'essere entusiasti diventa quasi normale. Quando pareva pronto per mettersi nei panni di leader, di colui che si presenta da favorito principale e punta alla vetta della classifica, quasi sempre è accaduto qualcosa che lo ha frenato. Adesso pare – diciamolo sottovoce – che il momento sia decisamente diverso. Pare che finalmente Delpo possa ritagliarsi quel posto che la sfortuna gli aveva sempre negato. E c'è da star sicuri che pure lo sconfitto Federer, di fronte a una storia come quella del sudamericano, si sia emozionato e sia tutto sommato contento di vedere un po' di buona sorte tornare laddove pareva ormai sconosciuta.

Una storia emozionante è anche quella – tra le donne – di Naomi Osaka. Che a 20 anni ha vissuto la settimana più bella della carriera, travolgendo qualsiasi avversaria passasse sul suo cammino. Nemmeno la numero 1 al mondo Simona Halep in semifinale e la russa Daria Kasatkina nell'ultimo atto hanno potuto fermare la furia di questa giapponese di padre haitiano, ora a un passo dalle prime 20 giocatrici del mondo. Un punto di partenza e non certo di arrivo, perché con un tennis così brillante e così travolgente, il traguardo deve essere posto decisamente più in alto.