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DAVIS PRONTA ALLA RIVOLUZIONE

Pubblicato il 27 febbraio 2018

Ormai pare manchi davvero pochissimo. L'Itf, la Federazione internazionale del tennis, è pronta a cambiare il format – e per certi versi pure il significato – della Coppa Davis. Un comunicato apparso sul sito del massimo organismo mondiale spiega in linea generale ciò che potrebbe accadere a partire dal 2019, anno indicato per il momento del passaggio. Si giocherebbe in sede unica, nella settimana di novembre tradizionalmente riservata alla finale. Ma con 18 squadre in campo, le 16 del World Group più altre due scelte dalla stessa Itf: che andranno in campo prima per una fase a gironi, e quindi per la fase decisiva a eliminazione diretta, a partire dai quarti di finale. I match in programma sarebbero due singolari e un doppio per ogni sfida, sulla distanza dei due set su tre. Nessun cambiamento, invece, per quanto riguarda le categorie inferiori, che continuerebbero con le attuali regole.

Il tutto non è ancora certo, perché manca il passaggio decisivo: l'approvazione nell'Itf General Meeting di agosto, in Florida, quando saranno necessari i due terzi dei voti favorevoli per mandare in porto il progetto, pensato sulla durata minima di 25 anni. Ma la sensazione, ascoltando le parole degli addetti ai lavori, è che questo step possa diventare quasi una formalità. “Si tratta – spiega il presidente Itf David Haggerty – di un momento di cambiamento decisivo per il mondo del tennis, non solo per la Davis. Un passaggio chiave nella serie di modifiche che abbiamo pensato per arrivare al 2024. La nostra visione è di creare un festival di tennis e intrattenimento con i migliori giocatori di ogni Paese, con investimenti tali da poter aiutare l'intero movimento”.

Non solo Davis dunque, ma anche redistribuzione delle risorse. Il tutto grazie a un accordo del valore di 3 miliardi di dollari con il gruppo Kosmos di Gerard Piqué, calciatore del Barcellona e della Nazionale spagnola, appoggiato dalla compagnia di e-commerce giapponese Rakuten. “Una rivoluzione di questo genere – spiega Piqué – è molto stimolante perché potrà portare la Davis a vette mai raggiunte in precedenza. E in più sarà un modo per far arrivare nuove risorse al tennis, aiutando il suo sviluppo in tutto il mondo”. E se su questa seconda parte del discorso c'è poco da obiettare, sulla rivoluzione che attende la Davis non saranno in pochi a storcere il naso. Il mondo del tennis è da sempre molto legato alle sue tradizioni, e un cambiamento radicale come questo non sarà facile da assorbire. Ad agosto scopriremo se si potrà concretizzare.