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I DUBBI DI MAMMA SERENA

Pubblicato il 13 febbraio 2018

Il suo momento più bello lo ha vissuto fuori dal campo, quando è nata la figlia Alexis Olympia. Ma dallo scorso weekend Serena Williams è tornata a essere una tennista a tutti gli effetti, seppur solo per un doppio a risultato acquisito in Fed Cup, accanto alla sorella Venus. Per lei si erano mossi appassionati e televisioni, per lei c'erano i social in fibrillazione, c'era tutto un mondo che attendeva e che alla fine non ha aspettato invano. Serena ad Asheville, Stati Uniti, in campo ci è tornata, anche se – come era logico pensare – la condizione è quella che è: ossia, tutta da ritrovare. Il giorno dopo il rientro ufficiale, seguito dell'esibizione di fine dicembre, l'annuncio più importante: la lista di appuntamenti previsti per il 2018. Che comprende i prossimi tre Slam, ma comprende pure altri eventi, tra cui gli Internazionali BNL d'Italia di Roma. In totale otto tornei per capire se Serena è sempre quella che avevamo lasciato, ossia una donna in grado di dominare il circuito, oppure se la sua seconda carriera sarà una sorta di passerella fatta di alti e bassi, di momenti straordinari e altri più difficili.

L'esempio, manco a dirlo, è quello di un suo coetaneo, Re Roger. Che, superata la soglia dei 35 (ma in realtà pure prima), ha pensato bene di ridurre l'attività a quello che il suo fisico si sentiva di poter sopportare. Tanto in allenamento, quanto in partita. Così facendo, a costo di sacrifici non da poco (vedi l'assenza nella stagione su terra 2017), Federer è riuscito a ritrovare quella brillantezza che a un certo punto pareva perduta, e che invece era solo nascosta dietro a un carico eccessivo di lavoro e pressioni. Per Serena la questione fisica sarà altrettanto decisiva, perché a livello tecnico è difficile trovare un motivo, uno solo, per il quale non possa tornare in vetta al mondo. Da Indian Wells in poi, a meno di ripensamenti che peraltro sono sempre possibili, capiremo qualcosa di più su una donna che certamente adesso ha altre priorità nella vita, ma che continua ad amare il tennis come ai tempi degli esordi, a fine Anni Novanta, una vita fa.

Questo nonostante nel frattempo il suo amore si sia concentrato sulla famiglia creata con Alexis Ohanian, co-fondatore di Reddit. Una famiglia che ha cominciato a sentire i primi battiti proprio mentre Serena, in Australia, vinceva l'ennesimo titolo del Grande Slam. Una gioia a cui non ha rinunciato, mentre già le settimane di gravidanza erano sette, non proprio poche. Un intreccio tra vita e sport, tra il futuro che sarebbe arrivato e il presente che la chiamava, gestito come solo una campionessa avrebbe potuto fare. I dubbi di adesso non possono togliere nulla alla sua carriera, e per questo è giusto, sacrosanto, che Serena ci provi ancora. Alcuni dicono che senza di lei, dunque con un maggiore equilibrio, ci si potrebbe divertire di più. Altri rispondono che, in sua assenza, il tennis femminile perde molto del suo significato. Di certo c'è che il suo percorso, anche grazie alla maternità, resterà tra quelli incisi per sempre sui libri di storia dello sport. Per questo, per tutte le emozioni che ci ha fatto vivere e per quelle che verranno, la vincitrice di 23 Slam si merita un grazie infinito.