blog
home / BLOG / FOGNINI, CUORE ITALIANO

FOGNINI, CUORE ITALIANO

Pubblicato il 2 febbraio 2018

Nella prima giornata della sfida italiana al Giappone c'è ben impresso il suo marchio. Fabio Fognini porta a casa la quarta vittoria (su cinque incontri) al set decisivo con la maglia della Nazionale, e dimostra una volta di più che quando c'è da lottare, lui non si tira indietro. Sotto per due set a uno contro Taro Daniel, onesto rematore che però non può nemmeno avvicinarsi all'azzurro quanto a talento, il 30enne di Arma di Taggia cambia marcia e chiude quarto e quinto parziale per 6-3 6-2, sostanzialmente senza mai rischiare davvero di perdere il confronto. Una partita che – se persa – avrebbe già potuto rappresentare un grosso problema per il team di Corrado Barazzutti, considerato che questo era, sulla carta, il match più abbordabile dell'intera tre giorni di Morioka.

Invece è andata diversamente. È andata che Fognini ci ha fatto spaventare un po', come gli accade piuttosto spesso, ma alla fine l'ha spuntata in rimonta dando il meglio nel momento decisivo, cosa che in Davis gli riesce piuttosto bene. Fin dalla sua seconda partita: era il 2009 e gli azzurri affrontavano la Slovacchia, Fabio si trovò di fronte Lukas Lacko e riuscì a vincere per 6-1 al quinto dopo aver perso il quarto con lo stesso punteggio. Altro spavento, altra rimonta e altra vittoria nel 2012 a Napoli contro il Cile, quando a lasciarci le penne fu Paul Capdeville. Lo scorso anno contro Pella, in Argentina, l'ultimo capolavoro: sotto 0-2, il ligure rimonta e domina al quinto, nel singolare che promuove l'Italia al secondo turno, quando già la formazione albiceleste stava cominciando a festeggiare. In mezzo, solo una sconfitta, quella (molto dolorosa) contro Nedovyesov nel 2015, lasciapassare per l'Uzbekistan nella sfida di Astana che ci bocciò al primo turno.

Nel complesso, in Davis, Fognini ha un record di 19 vittorie su 26 partite giocate in singolare, cui si aggiunge un più normale 6-4 in doppio. Record che sulla terra diventa addirittura di 14-2, come a dire che batterlo in Nazionale, se non sei Federer, diventa un affare decisamente serio. Con Fognini, nei tornei che contano (Slam compresi) ci siamo abituati a vedere qualsiasi tipo di prestazione: da quella che ti lascia l'amaro in bocca a quella che lo proietta in una dimensione da top 10, ben diversa da quella che ha vissuto per gran parte della carriera. La certezza è che Fabio, nel bene e nel male, ci mette il cuore. Quel cuore tipicamente italiano di un ragazzo (ormai marito e papà) che magari non avrà un carattere facile, almeno sul campo, ma che quando ce n'è bisogno lotta e cerca soluzioni, pescando in un bagaglio tecnico che ha pochi eguali nel Tour, fino a trovare la chiave per girare una partita storta.