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2020, IL RE SBARCA NEL FUTURO

Pubblicato il 21 dicembre 2017

Save the date. Nell'autunno del 2020, se potete, fate un salto al torneo di Basilea, prenotando i posti con un certo anticipo. Se tutto andrà secondo i piani, dovreste trovare una volta ancora quel campione che ormai sta sfidando le leggi non scritte dello sport, in tema di longevità agonistica ad alti livelli: Roger Federer. Inizialmente il contratto con il torneo 'di casa', quello che ha già vinto otto volte, prevedeva che il Re giocasse fino al 2019. Ma un nuovo incontro tra le parti ha fissato il traguardo (per ora) a dodici mesi più avanti. Significa che passeranno altri tre anni, Roger ne avrà 39, e sarà ancora in campo per vincere.

Ora, fare i veggenti e capire cosa potrà accadere da qui a tre anni è impresa in cui non è il caso di avventurarsi. Però ciò che conta è l'intenzione. E l'intenzione è quella di non fermarsi, di proseguire nonostante l'obiettivo di entrare nei libri di storia (già scritti ma mai pronti per la stampa) come il 'Migliore di sempre' sia già stato raggiunto. Nonostante i record sbriciolati in vent'anni di professionismo. Nonostante una famiglia che – con Mirka a gestire quattro pargoletti – si presenta piuttosto impegnativa. Ebbene, più di tutto può solo la passione. Quella che ha permesso a Federer di cambiare racchetta, coach e persino modo di giocare, per esplorare ulteriormente i propri limiti. Quella che ti permette di non sentire la fatica, né quella fisica né tantomeno quella mentale, nel momento in cui si torna in campo per un altro allenamento.

L'Atp lo ha premiato con il 'Comeback award', il riconoscimento per chi torna fra i grandi. In effetti il salto da numero 16 a numero 2 non è roba da poco, anche se il bello – a sentire Roger – potrebbe arrivare proprio ora. “Il ritorno è sempre una sfida per il corpo. Perché bisogna essere estremamente pazienti e positivi. Ma dalla prossima stagione mi aspetto molto, sarà emozionante ritrovare tanti colleghi che per un motivo o per l'altro non sono riusciti a giocare nel corso della seconda parte del 2017”. Eccolo qui, lo spirito di cui si parlava, quello che ti permette di vedere il rientro di potenziali avversari come una sfida persino divertente. Uno stimolo ulteriore laddove qualcuno potrebbe vedere un ostacolo.

Infine, accanto al Federer campione, giocatore che continua a vivere la solita vita del professionista (seppur con tempi più dilatati rispetto al passato), c'è il Federer imprenditore. Un po' imprenditore di se stesso, un po' ambasciatore del tennis, con produzione e sviluppo di idee ben congegnate. Su tutte, la Laver Cup, l'evento creato seguendo la sponda della Ryder Cup del golf, che ha opposto sul campo di Praga l'Europa e il resto del mondo. Roger ha voluto quell'evento, lo ha promosso, lo ha giocato, lo ha vinto. E ne sarà protagonista, in un modo o nell'altro, anche in futuro. Per la gioia di tutti quei fan che nel 2017 lo hanno premiato (per la quindicesima volta consecutiva) come il favorito degli appassionati di tutto il mondo.