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HALEP E WOZ IN CERCA DI RIVINCITE

Pubblicato il 24 ottobre 2017

Chissà che con il numero 1 del mondo finalmente in tasca, qualcosa non sia cambiato davvero. Simona Halep ha cominciato il suo Master giocando come deve fare una regina del tennis, mettendo al tappeto rapidamente le ambizioni di una che solo pochi giorni prima l'aveva costretta a ripartire da sconfitta, la francese Caroline Garcia. A Singapore, prima giornata del gruppo rosso, non c'è stata storia e la rumena ha chiuso in due set senza mai rischiare, mettendo la sua firma su un raggruppamento che alla vigilia pareva complicatissimo. Insieme a lei, vince (e domina) pure Caroline Wozniacki, che concede due game alla Svitolina e soprattutto non le consente mai di entrare veramente in partita. Un inizio di torneo che lascia una traccia ben evidente a favore di due ragazze a volte un po' bistrattate dai media, ma molto amate dal pubblico che segue il Tour.

Simona lo aveva detto, in sede di presentazione del torneo: “Sento che dentro di me qualcosa è cambiato. Essere riuscita a diventare numero 1 è stato come realizzare un sogno. Il sogno più grande, quello che aspettavo da bambina. La migliore sensazione provata in carriera. E per questo sono tornata a casa nel mezzo della stagione asiatica, per poter condividere il momento più bello con le persone che amo”. Sembrerebbe quasi passare tra le righe un rischio di ubriacatura da primato, che invece non esiste in una ragazza che della solidità ha sempre fatto un suo pilastro, pur cedendo spesso nei momenti decisivi. Ma non è una che vola troppo alto, la Halep, semmai il contrario. In passato ha corso il rischio di non capire realmente il suo valore. Ora che la fiducia è a livelli mai raggiunti in precedenza, può finalmente cercare di divertirsi, e allo stesso tempo ottenere quei risultati che per una numero 1 devono essere la norma.

Un'altra che numero 1 lo è stata, ma la prima volta ormai ben sette anni fa, è proprio Caro Wozniacki, pure lei con meno vittorie all'attivo di quanto una che arriva in vetta potrebbe (e dovrebbe) permettersi. Le due, Halep e 'Woz', sono separate da un solo anno (26 e 27) e accomunate dall'assenza di Slam in bacheca. Di Caroline si è detto addirittura che è stata la numero 1 meno forte e rappresentativa della storia del tennis femminile. Forse, è stata solo la meno capace di sopportare la pressione che le derivava dall'essere la donna da battere nei tornei principali. Adesso però è tornata lì in zona medaglie, numero 6 del ranking Wta, e a Singapore potrebbe rilanciarsi una volta per tutte: “Per me – ha detto – è stato un anno fantastico e sono contenta di essere rimasta sempre ben preparata fisicamente, sempre in salute. Adesso cercherò di chiudere al meglio, anche se qui tutte arrivano per dare il massimo. È un momento di grande equilibrio, dove vincere è veramente complicato”.

Non è un modo di dire. Nel 2017, la Wta ha cambiato regina cinque volte: Serena Williams, Angelique Kerber, Karolina Pliskova, Garbine Muguruza e appunto Simona Halep, l'attuale capofila. Mamma Williams a parte, nessuna ha mai dato l'impressione di poter rimanere lì e dettare legge, nemmeno per un attimo. E così adesso, nel momento più atteso del finale di stagione, sono in tante a volere questo scettro. Come Pliskova e Muguruza, che nel gruppo bianco sembrano avere una marcia in più.