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LA PRIMA E LA DECIMA

Pubblicato il 10 giugno 2017

Nell'edizione di quest'anno del Roland Garros, ci sono due storie estremamente diverse legate dall'importanza dei numeri. Il numero 1 per Jelena Ostapenko, il numero 10 per Rafa Nadal. La giocatrice lettone ha 20 anni e va a caccia del suo primo successo in un torneo del circuito maggiore. Il 31enne di Manacor tenta l'assalto al decimo trofeo su altrettante finali giocate al Bois de Boulogne. E comunque vadano gli incontri di questo weekend, i riflettori nelle ultime due settimane si sono accesi soprattutto per loro. Per una ragazza che da Parigi potrebbe spiccare il volo verso una carriera di vertice, e per un uomo che è riuscito a smentire tutti quelli (non pochi) che negli anni scorsi lo avevano dato per finito.

La differenza tra le due vicende è grande anche per ciò che riguarda le possibilità di alzare il trofeo. Perché Rafa parte favorito contro Stan Wawrinka, seppur non così nettamente; mentre Jelena avrà il pronostico contro nella sfida alla rumena Simona Halep, unica superstite delle top player in due settimane che hanno visto una rivoluzione in vetta al tennis in rosa. Rivoluzione che adesso la Ostapenko (seguita prima dalla madre e ora, per il Roland Garros, dalla ex pro spagnola Anabel Medina Garrigues) cercherà di completare, sfruttando quelle armi che sono state così efficaci sin qui: freschezza, coraggio, aggressività, nessun timore reverenziale e un tennis fatto di gioia e cose semplici. Un po' come quel Guga Kuerten che a Parigi vinse per la prima volta vent'anni fa, nello stesso giorno in cui Jelena veniva al mondo. Una coincidenza che mette i brividi.

Nadal avrà comunque i suoi bei grattacapi per avere ragione di Wawrinka, uno che in carriera ha raggiunto tre finali Slam, e ne ha vinte altrettante. Un bel record, non c'è che dire, ma che se paragonato al nove-su-nove di Rafa a Parigi diventa quasi sbiadito, ininfluente. Lo spagnolo arriva da un torneo dominato come poche volte è accaduto nella storia (Borg, ancora Nadal): 29 game lasciati per strada nei primi sei incontri. E il modo in cui ha tramortito l'emergente Thiem in semifinale, dopo che lo stesso austriaco aveva riservato il medesimo trattamento a Djokovic, ha lasciato tutti con la sensazione che per battere questo Nadal sulla terra, oggi come oggi, ci voglia un miracolo.

La prima e la decima. Numeri che sarebbero da ricordare, che scriverebbero due storie di quelle che fanno grande lo sport. La prima e la decima, però, per ora sono soltanto due ipotesi, sogni appesi a un paio di incontri che portano in dote una valanga di insidie. Perché la realtà non studia come sviluppare le emozioni più forti, non è un libro già scritto. Ma in fondo è bella proprio per questo motivo. Se Jelena Ostapenko dovrà attendere per la sua prima volta nel Tour maggiore (e che prima volta), vorrà dire che saprà gustarsi l'attesa. E nel frattempo Simona Halep potrà festeggiare per il suo battesimo Slam e – allo stesso tempo – per la prima piazza della classifica mondiale, che dista giusto una partita. La più importante, la più difficile.