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La passione e la paura

Pubblicato il 17 maggio 2017

È entrata per la prima volta tra le top 10 nel 1998, è diventata numero 1 del mondo nel 2002. Ma oggi, mentre un paio di generazioni sono già passate sotto i suoi occhi, è ancora qui a lottare per i titoli che contano. Venus Williams è il volto bello, positivo, fresco, di questi Internazionali BNL d'Italia al femminile. Fresco nonostante i suoi 36 (quasi 37) anni, che ne fanno la veterana per eccellenza in un circuito sempre più in mano alle giocatrici esperte. Venus che sente eccome l'assenza di Serena, ma ha abbastanza personalità per sopportare la solitudine del tennista, per cogliere tutto quello che di buono questo mondo può dare. Fosse anche solo il saluto di quel mago di Nick Bollettieri, che la vede in allenamento e le sussurra 'Good luck Venus': quanto basta per strapparle un sorriso di ringraziamento.

 

Contro l'ucraina Tsurenko, che al primo turno aveva svegliato dal sogno l'azzurra Deborah Chiesa, Venus parte subito forte andando avanti di un break. Poi l'incontro si complica, ma nei turni di risposta l'americana è letale. Così finisce 6-4 e, pur con qualche indecisione, è la più grande delle Williams la stella della NextGen Arena. Quella che il pubblico vuole vedere andare più avanti possibile. Lei ricambia, dando tutto quello che ha anche nel secondo parziale, nel quale recupera da 0-2 infilando un parziale di tre game che stronca le ambizioni di rimonta dell'avversaria. Qualche difficoltà negli spostamenti, a volte, si nota, ma il braccio è sempre quello dei giorni migliori e bastano un paio di accelerazioni delle sue per mettere la parola fine sul match.

 

Per contro, sul Centrale c'è una Kerber che prosegue in una crisi senza fine, alimentata dalle sue paure e dalla terra battuta che non le è mai davvero andata a genio. La tedesca sembra un pesce fuor d'acqua, di fronte a una onesta mestierante come l'estone Anett Kontaveit, al massimo numero 65 del ranking mondiale. Certo Anett ci mette del suo giocando un match solido, ma l'avversaria proprio non trova il campo. Pare non pervenuta. “Lo sapete – spiega la numero 1 del mondo – che sulla terra non rendo al meglio. Ma ammetto che questo non è un bel periodo. Sto lavorando per uscirne al più presto, ma ho bisogno di una bella vittoria che mi faccia svoltare. Non credo che essere in vetta al ranking Wta sia un problema, anzi è un privilegio. Si tratta solo di ritrovare la condizione e di continuare ad allenarsi con fiducia”. Lei ci crede, e fa bene. Perché in fondo pure le rivali non brillano. Così per gli exploit, conviene rivolgersi a Venus. E, chissà, in futuro a Maria Sharapova. Un'altra restaurazione, come sta accadendo tra gli uomini.