blog
home / BLOG / IL PRESENTE E IL FUTURO

IL PRESENTE E IL FUTURO

Pubblicato il 14 maggio 2017

Il movimento tennistico tricolore esce rinfrancato, dal derby che ha opposto al primo turno degli Internazionali BNL d'Italia il ligure Fabio Fognini e il romano Matteo Berrettini. Perché se da una parte abbiamo visto un Fognini carico e tranquillo come poche volte in carriera, dall'altra si è potuto ammirare almeno a tratti il talento di un 21enne che nei prossimi anni potrà darci soddisfazioni importanti. Non meno rilevante, quello che è emerso dalle interviste post-match: energia, carica positiva, consapevolezza delle proprie possibilità.

 

Entrare in campo sul Centrale del Foro, quello che probabilmente aveva sognato mille volte da bambino e da adolescente, ha bloccato Berrettini per buona parte del parziale d'apertura. “Troppa emozione quando ho visto tutta quella gente – ha confermato poi il diretto interessato – e mi sono sentito gli occhi addosso come mai mi era accaduto prima”. Dopo lo 0-4 di partenza, il romano ha preso coraggio e ha cominciato a lottare alla pari con il rivale, pur pagando qualche incertezza di troppo sul rovescio: “deve migliorarlo – ammonisce Fognini – mentre su servizio e diritto è già ad alto livello”.

 

La differenza (6-1 6-3 per il favorito) sta qui, nella lacuna tecnica del più giovane sulla parte sinistra, ma anche nella concretezza di un Fognini decisamente in palla e convinto dei propri mezzi. “Sto bene – dice in conferenza stampa – e credo di poter essere competitivo con tutti. La partita con Nadal a Madrid mi ha dato fiducia, e con Murray me la gioco. Certo il sorteggio poteva andare meglio, ma anche gli altri, quando vedono il mio nome, non credo siano così contenti”. Non recita da spaccone, Fabio. Lo fa da giocatore maturo, consapevole del suo valore.

 

In tutto questo c'è però anche una moglie, Flavia Pennetta, che a giorni sta per dare alla luce il loro primo figlio. E allora, come si fa a stare tranquilli? “Con Flavia ne abbiamo parlato – spiega ancora Fabio – e siamo rimasti svegli fino alle 3 e mezza di notte prima di Madrid, per capire cosa era meglio fare. Alla fine abbiamo deciso che li avrei giocati, questi due tornei, ma ovviamente tengo un occhio al telefonino per capire se c'è bisogno di me”.

 

L'impressione è che l'imminente paternità stia dando a Fognini una serenità che si riflette positivamente anche in campo. È vero che il test con Berrettini non era il più probante, ma è altrettanto vero che il linguaggio del corpo dell'azzurro è sempre stato estremamente positivo. Come pure estremamente positivo è stato il suo atteggiamento in conferenza stampa, situazione in cui solitamente non si trova proprio a suo agio. I consigli a Berrettini, le parole su Murray, l'autocritica sui suoi pessimi precedenti romani, sono tutte indicazioni di un numero 1 d'Italia al meglio, pronto per realizzare quello che mai gli era riuscito prima: giocare al Foro Italico da protagonista.

 

Ma se il presente di chiama Fognini, il futuro azzurro potrebbe avere il nome di Matteo Berrettini. Il nostro NextGen, quello che potrebbe rientrare tra i primi 8 under 21 al mondo e giocarsi quindi il masterino in programma a Milano a novembre. Matteo ha qualità tecniche importanti: servizio e diritto che fanno male, una mano educata, un gioco di volo di tutto rispetto e un'attitudine molto positiva anche di fronte alle difficoltà. Due sono i dubbi: il rovescio, ma ci si può lavorare, e il fisico apparso a volte troppo fragile. Ma di tempo per rimediare ce n'è. L'obiettivo, ora, è continuare a studiare da campione.