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BERRETTINI, ITALIAN NEXTGEN?

Pubblicato il 1 dicembre 2016

Il 2017 sarà l'anno dei 'NextGen', quei ragazzi nati a metà degli anni Novanta che dalla prossima stagione vedranno una race e delle Finals tutte per loro. Il tormentone è già partito da qualche mese e l'Atp sta puntando molto sul progetto, dedicando spazio a ognuno dei possibili protagonisti. Appunto, i protagonisti. Fin qui si è parlato quasi solo (inevitabilmente, verrebbe da dire) degli atleti di vertice: Zverev, Coric, Fritz e compagnia. Ma in realtà la corsa per questa particolare classifica appare tutt'altro che scontata. Ed è un bene, considerato che tra coloro che partono in seconda fila, ma sono pronti a mettere la freccia, ci sono pure dei nomi con la bandiera tricolore accanto.

L'ultimo emerso, in ordine di tempo, si chiama Matteo Berrettini, è di scuola romana e non pareva essere così avanti nella sua maturazione. Almeno fino a pochi giorni fa. Poi è successo che nel Challenger di Andria, il ventenne Matteo abbia trovato la miglior settimana di una carriera ancora tutta da scrivere, arrivando all'ultimo atto dove solo l'esperto Luca Vanni lo ha fermato, peraltro con parecchie difficoltà. Matteo è un giocatore moderno, alto oltre un metro e novanta e dal buon servizio (finalmente!), capace di far male coi colpi da fondo e con una buona attitudine al lavoro. Caratteristiche che lo accomunano all'emergente più in vista dell'anno in casa Italia: il piemontese Stefano Napolitano.

Strano destino il loro: partiti a fari spenti rispetto ad altri (Quinzi, Donati), si trovano in questa fase di passaggio a incarnare le speranze azzurre di poter trovare un futuro di alto profilo, una volta che i Fognini, i Seppi e i Lorenzi, ormai non esattamente alle prime armi, avranno deciso di lasciare. Se Berrettini ha chiuso in bellezza (ora è 433 Atp), Napolitano ha fatto parlare di sé per tutta la stagione, tanto da arrivare a quota 172. Ben davanti a Donati (207), Quinzi (292) e Sonego (303). Ma attenzione: se tutti loro possono essere etichettati come promesse, solo Berrettini e Quinzi potrebbero arrivare al Masterino under 21 di Milano, considerato che gli altri sono nati nel 1995 e – di conseguenza – per il nuovo evento dell'Atp sono di un anno troppo vecchi.

Ecco forse un punto sul quale si poteva fare qualcosa di più, e di meglio, in fase di ideazione. Perché la categoria under 21 è un retaggio calcistico, ormai con poco senso nel tennis. Una via di mezzo tra gli juniores (under 18) e i grandi, che però non rende merito a tanti ragazzi in piena formazione, in un mondo in cui al vertice troviamo quasi solo trentenni. Arrivare sino agli under 23, probabilmente, avrebbe avuto un significato più profondo, di cambiamento imminente invece che di passaggio. Invece il NextGen sarà proprio questo: un momento in cui si capirà chi ha chance di diventare protagonista, ma senza alcuna garanzia di arrivare in tempi brevi a giocare per i titoli che contano. A meno che non si parli del talento Zverev, quello che già campeggia sui manifesti dell'evento, e che con un altro piccolo (ma allo stesso tempo grande) salto di qualità, si ritroverebbe spalla a spalla coi top ten.