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TANGO ARGENTINO

Pubblicato il 17 luglio 2016

Prendi la pioggia che mischia le carte, costringendo Fabio Fognini agli straordinari. Prendi un Del Potro lasciato in naftalina per i singolari di apertura e poi buttato nella mischia nel doppio, fino a risultare decisivo. Prendi un Andreas Seppi non proprio al meglio, con problemi alla schiena e un dolore alla mano che ha consigliato di lasciarlo a riposo nella giornata di sabato. Prendi tutto questo, e troverai che non è affatto strano se sulla terra di Pesaro, dove ci si gioca un posto nelle semifinali del World Group della Coppa Davis 2016, l'Argentina è avanti 2-1 sull'Italia.

 

A far ballare questo tango alla formazione albiceleste è soprattutto lui, Juan Martin Del Potro, al rientro in Nazionale dopo la semifinale persa a Buenos Aires contro la Repubblica Ceca quasi quattro anni fa. Il 'Delpo' visto a Wimbledon – capace di buttar fuori sull'erba uno tosto come Stan Wawrinka, prima di andare al tappeto con il francese Pouille – poteva già essere uno spauracchio. E tale si è confermato in un sabato italiano fatto di alti e bassi, per gli argentini e per i nostri. Cinque set che hanno mandato a un passo dal traguardo gli ospiti, a un passo dall'eliminazione gli azzurri. Con capitan Barazzutti a cercare di rimettere assieme i cocci di un Fognini avvilito dopo una giornata di straordinari: otto set e sei ore in tutto, e la sua Nazionale che deve cercare la rimonta.

 

Un'Argentina fatta di Delbonis, di Guido Pella e di Juan Monaco (sconfitto nel secondo singolare da Fognini) pareva una squadra abbordabile, fatta sì di ottimi gregari, ma ancora in attesa del suo capitano. Quello che quando la strada s'impenna per davvero piazza lo scatto decisivo, distanzia l'avversario e taglia il traguardo in solitaria. La stella poi è emersa dalla panchina, e ora gli si chiede di chiudere la contesa. Ma di gente che abbia voglia di mollare presto, da questa parte della rete, non ne troverà. Fognini e Lorenzi, pur giocando un doppio a tratti più simile a un singolare, lo hanno già dimostrato sabato, mettendo il cuore dove non arrivavano tecnica e affiatamento. Fognini e Seppi (o Lorenzi) cercheranno di ribadirlo nell'ultima giornata, con i due singolari che andranno a decidere il confronto.

 

Ci sta tutto, arrivati a questo punto. Ci sta che l'Argentina si prenda la rivincita dopo l'ultima cocente sconfitta subita nel 2014 a Mar del Plata, dove il protagonista fu proprio Fognini. Ci sta pure che l'Italia si riprenda, scaldata da quella Pesaro già decisiva nel primo turno contro 'Svizzera 2', senza Federer e Wawrinka. Ci sta che Fognini reagisca, trovi un sussulto di orgoglio e metta al tappeto la stanchezza e Delbonis. Che proprio l'ultimo arrivato non è, e che ha battuto il ligure due volte su cinque, facendolo impazzire pure nelle altre occasioni, su tutte la finale di Amburgo 2013. Ci sta che Seppi torni quello che conosciamo: concreto, deciso, sicuro. Servirà, per ribaltare le sorti di un confronto che adesso sembra segnato, ma che segnato ancora non è. Come non lo sono gli altri quarti del World Group, tutti fermi sul 2-1, a favore di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti. È una Davis aperta, quest'anno più che mai.