blog
home / BLOG / WILLIS, UN MAESTRO CONTRO FEDERER

WILLIS, UN MAESTRO CONTRO FEDERER

Pubblicato il 30 giugno 2016

Sul campo centrale più famoso del mondo, trovi uno che è 'Il' Maestro per eccellenza, di fronte a uno che il maestro, con la emme minuscola, fino all'altro ieri lo faceva di mestiere. Quando Marcus Willis ha messo piede sull'erba del Centre Court, di sicuro le gambe gli saranno tremate. Di fronte a lui, Re Roger Federer, l'uomo da 17 Slam, 7 sui prati: un giusto regalo guadagnato in una settimana di piccoli prodigi: dal superamento delle qualificazioni al successo nel match di primo turno contro il lituano Ricardas Berankis. Non proprio poca cosa, se pensiamo che il 25enne mancino di Slough, fino a oggi, non aveva mai giocato nel tabellone principale di un torneo del Tour maggiore.

“È una delle storie più belle che abbia prodotto di recente il nostro sport”, gli ha reso omaggio lo stesso Federer, prima di affrontarlo e batterlo in tre set ma senza che il rivale abbia sfigurato: 6-0 6-3 6-4. E lui avrà incassato il complimento col solito sorriso un po' timido, di chi sa che di tempo ne ha perso, ma che in fondo un po' ne resta ancora, per combinare qualcosa di buono con una racchetta come arma. I top 100 sono il suo sogno, che magari stride col ranking attuale – 772 – ma non col tennis d'attacco messo in mostra fin dalle pre-qualificazioni londinesi, dove la Federazione britannica assegnava gli inviti per il tabellone cadetto. Marcus Willis è il peggior classificato a raggiungere il secondo turno in un Major negli ultimi 28 anni, da quando ci riuscì Jared Palmer, agli Us Open del 1988 da numero 900 e passa. Ma tra i peggiori, oggi, è uno dei più invidiati.

Un'impresa, la sua, che nasce da una donna. Sì perché Willis aveva ormai abbandonato quelle ambizioni, quei sogni di gloria di quando era adolescente, quando pure qualche buon risultato tra gli juniores lo aveva ottenuto. Con alcuni infortuni a mettere al tappeto il morale, sovrappeso e con un aspetto – parole sue – da 'loser' (perdente), il britannico contava di trasferirsi a Philadelphia dove era già pronto per lui un posto da coach. Invece di mezzo si è messa tale Jennifer Bate, 30enne ex reginetta di bellezza, che lo ha convinto a continuare a provarci. “Mio fratello – ha detto la bionda Jennifer – di tennis ne capisce. Di Marcus diceva che aveva talento, così entrambi lo abbiamo spinto ad andare avanti”. Una bella scommessa vinta, e per giunta in poche settimane.

Vestitino da brava ragazza londinese, bandiera inglese stretta in vita, al termine del primo turno di main draw Jennifer ha atteso a bordo campo il suo campione stampandogli un bacio come premio per una vittoria inattesa sul numero 54 del mondo. Una vittoria tanto più importante perché, oltre al bacio, gli ha consegnato come premio una sfida che ogni giocatore sogna di poter affrontare nella vita, quella con Mr. Federer. Che poi sia finita in fretta, poco importa. Quei 25 game resteranno per sempre come i più importanti della sua carriera. Una carriera che, forse, comincia proprio da qui.