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TUTTO GIÀ DECISO?

Pubblicato il 26 gennaio 2016

Lo sport è ricco di “maledizioni”, quelle strane coincidenze per la quali una squadra (o una persona) non riesce mai a vincere. Nel calcio è famosa quella di Bela Guttmann, ex allenatore della squadra portoghese del Benfica. Il coach ungherese vinse due Coppe dei Campioni con i rossi di Lisbona ma, una volta vistosi rifiutare un premio in denaro per il secondo successo, decise di sbattere la porta e imprecò: “Da qui a cent’anni non vincerete mai più nulla a livello continentale”. Era il 1962. Da quel momento il Benfica è arrivato a diverse finali ma non ha mai più vinto la prestigiosa coppa.

Nel baseball americano tutti conoscono quella di Babe Ruth. Il giocatore di Baltimora iniziò la sua corriera con i Boston Red Sox ma fu poi ceduto ai rivali dei New York Yankees. Nella Grande Mela Ruth iniziò la sua ascesa alla leggenda mentre la sua vendita costò alla squadra di Boston un digiuno di vittorie lungo più di 90 anni.

Nel tennis, ormai è conclamato, possiamo parlare della maledizione di Serena Williams. La “vittima” sportiva è Maria Sharapova. La russa, con la sconfitta di oggi agli Australian Open, continua la sua serie negativa contro la numero uno al mondo. Dopo la doppietta Wimbledon-Los Angeles del 2004, la siberiana ha incassato dodici anni consecutivi di insuccessi, che siano sul rosso, sull’erba, sul cemento e su qualsiasi altra superficie. Diciotto partite senza mai alzare le braccia al cielo, se non è record poco ci manca. Oggi, nonostante la buona volontà, il copione non è cambiato. Serena, nel suo abito giallo a rete sorridente, Masha con il broncio in panchina.

E quanto rammarico avrà Camila Giorgi? Sì, perché a guardare bene le statistiche Serena ha faticato di più con la nostra italiana che con le successive avversarie messe insieme. Nel primo turno contro l’italiana Serena ha perso 9 giochi in due set, poi 13 nelle successive quattro partite! Forse perché doveva ancora ritrovare il ritmo partita dopo la lunga assenza post US Open, forse perché l’italiana giocava con meno paura, la Serena più fallosa è stata vista al primo incontro. L’americana è stratosferica e la sua prossima avversaria certo non sorride. Agnieszka Radwanska contro di lei non ha mai vinto. In otto incontri è riuscita solo a vincere un set a Wimbledon nel 2012.

Serena a parte, quello che ha evidenziato il primo Slam della stagione in campo femminile è stata la caduta prematura delle teste di serie. Dodici addirittura al primo turno (tra le quali la nostra Sara Errani). Agli ottavi di finale sono arrivate cinque tra le top ten e solo la tedesca Kerber nella parte bassa del tabellone. La zona che avrebbe dovuto occupare la numero due al mondo, Simona Halep, è quella che regala più aneddoti. Johanna Konta, nata a Sydney ma di nazionalità britannica, numero 47 del mondo, è la prima tennista del Regno Unito a raggiungere i quarti di uno Slam dal 1984, anno in cui Jo Durie si classificò per la seconda settimana di Wimbledon. Ancor più sorprendete il cammino della cinese Zhang, lei che nelle sue precedenti 14 partecipazioni non era mai riuscita a superare il primo turno! Una di loro andrà in semifinale…nessuno avrebbe scommesso un dollaro australiano sulla loro presenza in tabellone nella giornata di giovedì.

A conti fatti, cosa può ostacolare Serena Williams alla vittoria del suo settimo sigillo all’Australian Open e al 22esimo Slam in carriera?