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NIGHTMARE SLAM

Pubblicato il 19 gennaio 2016

Stever Darcis a Wimbledon 2013 fu un caso, Fernando Verdasco a Melbourne poche ore fa no. Le due peggiori sconfitte di Nadal in uno Slam, ovvero al primo turno del tabellone, sono profondamente diverse. A Londra, alcune stagioni fa, Rafa cadde per mano del belga numero 135 del mondo, più per l’incessante dolore al ginocchio che per i colpi dell'avversario. Oggi, sul caldo cemento australiano, il maiorchino si è dovuto inchinare ai vincenti del suo compagno di nazionale. E così il nativo di Madrid, ex numero 7 del mondo, si è preso la rivincita della semifinale dell’Australian Open del 2009 quando fu battuto al quinto set dal mancino di Manacor.

Il film, riavvolgendo il nastro della partita di oggi, sembrava il medesimo. Rafa in vantaggio di due parziali, recupero di Fernando e quinto set decisivo. Qui Nadal prendeva subito il break e si portava sul 2-0 ma poi incassava sei giochi consecutivi e doveva dire addio fin da subito al primo importante appuntamento della stagione. Rafa in Australia ha vinto nel 2009 ma è arrivato in finale anche nel 2012 e 2014, sconfitto rispettivamente da Djokovic e Wawrinka. La sua peggiore prestazione nel continente dei canguri, prima di questa mattina, era stato il terzo turno del 2004, ad inizio carriera, quando perse dall’ex numero uno al mondo Lleyton Hewitt. Già in altre occasioni Nadal aveva lasciato in anticipo i tornei dello Slam: a Wimbledon, oltre al già citato Darcis, ci furono Rosol e Brown. Lo scorso settembre ci pensò il nostro Fognini (anche lui uscito oggi al primo turno) a rimontare due set sotto e vincere al quinto al terzo turno di New York. Quella di oggi è stata però una partita diversa. In primo luogo perché il maiorchino arrivava in un buon stato di forma e non acciaccato da infortuni al ginocchio. Era uno dei favoriti perché il finale della passata stagione, dopo l’US Open, aveva riproposto un Rafa combattivo e con una tattica di gioco leggermente diversa. Ed invece è arrivata la sconfitta.

Bisogna dare il merito anche al suo avversario. Nadal lo aveva detto in conferenza stampa: “Non poteva toccarmi un primo turno più complicato, Fernando è un osso molto duro”. Verdasco non ha rubato nulla, anzi: novanta vincenti (90!) conditi anche da 20 aces e una grande tenuta mentale nei passaggi più difficili dell’incontro. Proprio come sette anni fa la partita si è decisa al quinto parziale. In quel momento Verdasco è stato baciato dal Dio del tennis. Ogni pallina che tirava, a tutta forza, finiva dentro il rettangolo di gioco. Candidamente lo ha ammesso anche il diretto interessato nell’intervista post partita a bordo campo: “Tiravo al massimo ogni pallina, chiudevo gli occhi, e mi entrava tutto. Tutto”.

E così, se Rafa prepara già le valigie per il torneo sul rosso di Buenos Aires tra tre settimane, Verdasco aspetta al prossimo incontro l’israeliano Dudi Sela, decisamente un avversario alla sua portata. La grande sorpresa, la prima di questo torneo al maschile, lascia senza fiato i tanti tifosi del nove volte campione di Parigi. “L’Happy Slam”, come spesso viene definito Melbourne, per Rafa si è trasformato in un “Nightmare Slam”.