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WILLIAMS AFFAIRE

Pubblicato il 8 settembre 2015

È risaputo, tra i fratelli (o sorelle) non sempre corre buon sangue. Ci può essere competizione senza che venga formalmente dichiarata, ci può essere invidia, possono nascere divergenze dal nulla. Se alle divisioni familiari ci si aggiunge una “shakerata” di sport, ecco che il mix può diventare ancor più elettrico.

Nei secoli sono numerosissimi i casi di odio tra fratelli. La Genesi racconta il dramma di Caino e Abele, la mitologia egizia quello di Seth e Osiris, quella greca descritta da Sofocle di Eteocle e Polinice. Nell’Urbe romana Romolo e Remo non giravano felici per la città, così come nell’Impero Ottomano il sultano Maometto II non amava condividere il trono del potere con i discendenti del suo stesso sangue.

A secoli di distanza dalle Piramidi della Necropoli di Giza così come dall’isola Tiberina, New York potrebbe assistere al peggior “fratricidio” della storia del tennis degli ultimi trent’anni. A Serena Williams, infatti, mancano solo tre partite per laurearsi campionessa di Flushing Meadows e portare a casa il suo settimo US Open, a sedici anni dalla prima vittoria contro Martina Hingis. Ecco, il “problema” potrebbe nascere proprio in casa. La sorella maggiore Venus, sette titoli dello Slam in bacheca e una battaglia vinta contro la sindrome di Sjögren, sarà la prossima avversaria della numero uno del mondo in gonnella.

Serena e Venus si sono affrontate tante volte nella loro vita e mai hanno dato la sensazione di vivere una lotta interna per la supremazia familiare-sportiva. Al contrario, papà Richard fu spesso accusato di decidere a tavolino chi delle due figlie dovesse lasciare “campo libero” alla rivale, un po’ come accade in alcuni GP di Formula1 quando dal muretto decidono di far passare davanti un pilota della stessa scuderia.

Venus e Serena si sono incontrate già 26 volte in carriera, con un bilancio che pende verso la sorella più piccola di poche partite (15 contro 11). Da primo turno degli Australian Open del 1998 agli ottavi di finale di Wimbledon dello scorso luglio, le due si sono spesso alternate alla vittoria, e lo diciamo senza malizia. La striscia più lunga di successi è di Serena, con sei trionfi consecutivi tra il Master di Miami del 2002 e la finale di Wimbledon dell’anno successivo. In finale si sono viste spesso: undici volte, di cui due proprio nella Grande Mela (vittoria di Venus nel 2001, replica di Serena dodici mesi dopo).

Lo scontro di oggi è quello che in tanti sognavano, soprattutto tra le tv a stelle e strisce. Costruire una storia Made in Hollywood sulla partita è fin troppo facile. Venus che “uccide” il sogno Slam di Serena, oppure Serena che stravince contro la sorella, oppure ancora una battaglia all’ultima pallina al tie-break del terzo set con tutto l’Arthur Ashe in piedi ad applaudire. Ecco, ci si può ricamare molto sulla partita ma forse è l’ultima cosa che avrebbe voluto Venus e Serena. Venus non vorrebbe certo interrompere il sogno iridato della sorella ma, allo stesso tempo, non vorrebbe passare per quella che non ha fatto nulla per infastidirla dentro il rettangolo di gioco.

Tutti, ma proprio tutti, cercheranno di analizzare ogni dettaglio, ogni sussurro, ogni respiro, ogni “come on!”. Non sarà una partita normale, forse la più difficile che hanno dovuto affrontare le due. Serena quest’anno ha perso solo due partite, se la terza fosse per mano delle sorelle dentro il gigantesco stadio di New York sarebbe una beffa. Anche perché Serena odia giocare contro sua sorella: “Mi ha battuto tante volte, più di chiunque altra: non sarà facile. Ad ogni modo resta l’unica giocatrice del tabellone contro la quale non vorrei mai giocare. Non perché sia mia sorella, ma perché è la più forte di tutte. Comunque sia se proprio devo perdere preferisco che sia contro Venus. Anche se a me perdere non piace. Mai”.

Sarà ancora Williams Affaire, la puntata più attesa della serie, seguita dagli americani come la conclusione di Lost o il mistero irrisolto di Laura Palmer di Twin Peaks.