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SPAGNOLO CON PASSAPORTO TEDESCO

Pubblicato il 3 agosto 2015

Michael Stich sulla terra rossa ci passava poco tempo. Non per sua volontà ma per le qualità degli avversari, sempre pronti ad affrontarlo (e batterlo) quando scendeva a rete per il suo consueto gioco di Serve&Volley. Nell’anno di grazia 1996, con grande sorpresa, il tedesco di Pinneberg arrivò alla finale del Roland Garros ma fu sconfitto in tre set dal russo Kafelnikov. Dodici mesi dopo Herr Tiebreak decise di ritirarsi, orgoglioso della sua vittoria a Wimbledon nel 1991 e della sua seconda posizione mondiale come . Dalla racchetta passò alla scrivania: ha fondato un'associazione contro l’AIDS, è diventato commentatore della BBC, si è sposato per la seconda volta ed è diventato il direttore tecnico dell’ATP 500 di Amburgo, il torneo appena vinto da Rafa Nadal contro il nostro Fabio Fognini.

Stich, in finale, non poteva sognare una partita migliore. Per lui e per il suo pubblico. Il maiorchino e il ligure hanno dato vita a un match intenso, combattuto, ben giocato e condito da polemica finale tra i due giocatori sul comportamento non proprio sportivo dell’angolo dell’ex numero uno al mondo.

L'azzurro, che aveva superato Nadal nelle ultime due uscite del 2015 (a febbraio in semifinale a Rio de Janiero e ad aprile a Barcellona), ha giocato un grandissimo match, mancando per un soffio l'occasione per allungare l'incontro al terzo set dopo aver sprecato due set point. Nadal, dal canto suo, ha offerto la sua miglior versione, non la sua controfigura degli ultimi mesi. Già vittorioso, fin troppo facilmente, contro Andreas Seppi in semifinale, si è ripetuto anche domenica mettendo in bacheca il suo 67esimo titolo in carriera, il più importante di questo 2015 molto confusionario.

Due ore e mezza di grande tennis con lo spagnolo che ha servito l'80% di prime e Fognini appena sopra il 60. I vincenti sono stati 18 per Nadal e 39 per il ligure che però ha commesso 60 errori gratuiti contro gli appena 27 del suo avversario. Entrambi hanno chiuso con percentuali altissime a rete (10 su 13 per Nadal e 14 su 17 per Fognini), loro non proprio degli abitué del gioco di volo, con alcune azioni degne di nota, soprattutto una volée incrociata di Nadal sul 5-5 del primo set. 

Nadal vince nella fredda città del Nord della Germania per la seconda volta in carriera, dopo il successo del 2008 contro Roger Federer. Da lunedì scalerà una posizione e si porterà al numero 9 della classifica mondiale. Non siamo abituati a vederlo così in basso ma lo stato di forma in cui si è presentato sulle riva dell’Elba permette di essere fiduciosi sulla stagione del cemento che sta per iniziare. Discorso analogo per Fognini: peccato per quelle due occasioni mancate nel secondo set ma ha tenuto testa molto bene al suo quotato avversario. Lui qui ad Amburgo vinse nel 2013 battendo in finale Federico Delbonis, un bis avrebbe avuto un sapore speciale.

Terra rossa addio. Salvo l’ATP 250 di Kitzbühel in Austria, tutti i migliori stanno pensando agli States: prima Washington, terra che ha dato i natali a un certo Pete Sampras, poi Montreal e Cincinnati, per finire nella Grande Mela il 31 agosto per ultimo Slam della stagione.

©Photo GettyImages