blog
home / BLOG / BOWLING SOTTO MONTE MARIO

BOWLING SOTTO MONTE MARIO

Pubblicato il 12 maggio 2015

Sono caduti come i birilli di un bowling, uno dopo l’altro. Un lunedì quasi da dimenticare per i nove italiani in gara, equamente divisi tra uomini (4) e donne (5). Dopo i match sui campi roventi del Foro Italico, dove la temperatura rimane ai livelli della sabbia di Mondello nei giorni di Ferragosto, sono rimasti in piedi solo in tre: Sara Errani, Fabio Fognini e Karin Knapp. Gli altri hanno il volto cupo della tristezza, le forze ridotte al lumicino e nessuna voglia di firmare le palline colorate dei tanti bambini che hanno affolano il viale che costeggia i campi in terra rossa.

Fuori una dimagritissima Roberta Vinci, nervosa dopo una brutta prestazione contro la britannica Watson che cancella i discreti progressi del torneo di Madrid. Addio con doppio tie-break per Simone Bolelli, incapace di contenere la gioventù dell’austriaco Thiem. Saluta Roma anche Paolo Lorenzi, per il quale l’ostacolo uruguaino di Pablo Cuevas è stato insormontabile nonostante il sostegno di un accaldato pubblico del Pietrangeli. Non è riuscita a vincere neppure un set Nastassja Burnett contro la slovacca Rybarikova, attuale numero 63 della classifica WTA. Il francese Gasquet, per tornare tra i maschi, ha piegato agevolemente il nostro Thomas Fabbiano. Un preoccupante elenco di insuccessi collettivo.

Il derby al femminile tra la veterana “Leonessa” Francesca Schiavone e Karin Knapp ha preso la strada dell’Alto Adige, terra nativa della ragazza di Brunico. Due set a zero per la 27enne azzurra che al prossimo turno affronterà, con tutti gli sfavori del pronostico, Petra Kvitova, recente vincitrice del torneo di Madrid. Per la Schiavone potrebbe essere la sua ultima volta a Roma, un addio con tanta amarezza.

Per trovare un sorriso bisogna riavvolgere il nastro dela giornata all’ora di pranzo, quando il mercurio del termometro del Centrale superava con disinvoltura i 30 gradi. Sara Errani passava il suo primo turno non senza difficoltà e non senza tensione. Daniela Hantuchova era già sulla carta un osso duro, capace in carriera di aver battuto la bolognese in sei occasioni su dieci. Ma l’undicesima è per Sara, brava ad annullare un set point e tenace nell’inseguire il suo tennis, anche se non al massimo della forma. “Non mi sono piaciuta molto – ha detto la numero tredici del tabellone – ma qui a Roma difendo una finale e non avevo alcuna intenzione di lasciare così presto!”. Il prossimo turno con la statunitense McHale ci dirà se Sara sarà quella ammirata a Brindisi in Fed Cup o quella timorosa di oggi.

Chiusura per uno dei più attesi dal pubblico romano. Fabio Fognini, nonostante sia nato in Liguria, ha il carattere del cittadino della capitale: estroverso, passionale, funambolico. Quando il Sole già stava percorrendo la sua strada di discesa quotidiana alle spalle del Cupolone, il numero uno azzurro entrava sul Centrale per il primo match della sessione serale. Dall’altra parte della rete c’era lo statunitense Johnson. Fabio, solido e concentrato ma con diverse sbavature in alcuni passaggi del match, chiudeva la giornata azzurra con le braccia al cielo. Finalmente. 

Martedì ci dirà qualcosa in più sugli altri italiani. Donati avrà le gambe tremanti per presentarsi in campo contro Tomas Berdych sul Centrale illuminato a festa dopo la partita di Serena Williams. Speriamo che il ventenne di Bra possa godersi la giornata e giocare con la mente libera, tanto non ha nulla da perdere. Flavia Pennetta e Camila Giorgi calpesteranno il Pietrangeli. La brindisina contro l’ucraina Elina Svitolina all’ora di pranzo, la marchigiana verso l’aperitivo delle sei contro la serba Jelena Jankovic. 

Photo credit: 472985092/Getty Images