blog
home / BLOG / CAMBIO DI CAMPO CON SPALLATA

CAMBIO DI CAMPO CON SPALLATA

Pubblicato il 5 maggio 2015

“Nessuno ti vuole qui, tutti ti odiano!”. Piccolo indovinello: la frase è stata pronunciata da un’anziana signora nei confronti di un giovane black block mentre metteva a ferro e fuoco la città di Milano per la manifestazione dei #NoExpo lo scorso weekend oppure da Andy Murray nei riguardi di un suo collega? La risposta giusta è la seconda.

Il collega è facile da identificare: Lukas Rosol, nativo di Brno in Repubblica Ceca, attuale numero 42 del mondo, giusto due gradino sotto il nostro Andreas Seppi. Quasi due metri di tennista, una percentuale di vittorie/sconfitte in carriera del 46%, due successi ATP (Bucarest 2013 e Winston-Salem 2014, entrambi Master 250) e un segno particolare inconfondibile: è detestato da tutto il circus della racchetta.

Ma perchè? Partiamo dalla fine e andiamo indietro nel tempo. 

Nell’ultimo torneo disputato a Monaco di Baviera sulla terra rossa, lo scozzese e neo sposo Andy Murray ha descritto così il suo collega prima di un turno di battuta dei quarti di finale del torneo tedesco: “Piantala, tutti ti odiano, perchè non lo capisci…”. Rimprovero ufficiale del giudice di sedia e qualche mugugno delle tribune. La causa di questo sfogo è l’effetto dell’azione di Rosol durante un cambio di campo, ovvero una spallata volontaria contro il collega e numero 3 del mondo. Insensata e ingiustificata. Le scuse sono arrivate più tardi, solo negli spogliatoi, ma sono servite a poco perchè Andy ha aumentato la dose: “E’ stupido. Questo comportamento non lo aiuta. Due settimane fa Garcia-Lopez ha rifiutato di dargli la mano. Io non avevo avuto ancora problemi con lui ma altri compagni mi avevano avvisato dei suoi comportamenti senza senso”.

Qualche settimana prima, in Romania, Garcia-Lopez e Rosol si sono resi responsabili di una brutta pagina di sport. Nel tennis, a prescindere dall’importanza della partita e della sua evoluzione, è doveroso stringersi la mano sotto rete. Lo puoi fare in maniera fredda, distaccata, energica o polemica ma lo devi fare. Loro hanno saltato questa nobile pratica. Lopez ha accusato Rosol di continuare a polemizzare con l’arbitro durante i suoi turni di battuta, cercando in tutti i modi di innervorislo. “Fuori è un ragazzo a posto – ha dichiarato il tennista di Albacete – ma dentro al campo cambia completamente. Non ho idea di cosa possa passargli per la testa”.

Qui gladio ferit gladio perit. Wimbledon 2012, Rafa Nadal colpisce con una spallata il tennista ceco durante un cambio di campo. Troppo alta la tensione e l’arroganza con cui l’ex numero 100 del mondo estromise il maiorchino dal primo turno del torneo della Regina. Rafa, a fine partita, si scusò. Due anni più tardi lo spagnolo si prese la rivincita sul Centrale. Rosol, come un bambino, sempre al cambio di campo, decise di buttare giù una delle due bottigliette di Nadal, meticolosamente disposte sotto la panchina. Per quale motivo? Nessuno. Un dispetto adolescenziale.

Lukas, il più detestato del circuito, ha colpito ancora.

Photo credit: 471914468/Getty Images