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UN LUSSUOSO RODAGGIO

Pubblicato il 13 aprile 2015

Rosso-passione, rosso-lusso, rosso-Nadal. Dal 2005 al 2012 la storia si è sempre ripetuta. Il primo Master 1000 della superficie regina della primavera era sempre stato vinto dal mancino di Manacor, capace di inanellare una striscia vincente di otto successi consecutivi nel Principato.

Nelle ultime due stagioni il leitmotiv è cambiato: prima la vittoria di Nole Djokovic proprio contro lo spagnolo nel 2013, poi la finale tutta svizzera dello scorso anno, con Wawrinka capace di negare il primo successo in carriera a Roger Federer nel prestigioso e costosissimo Club affacciato sul Mediterraneo. L’uomo di Basilea è arrivato per quattro volte allo scontro decisivo ma in tutte le occasioni ha dovuto lasciare il passo al vincitore.

Come sarà il torneo di quest’anno? Ma, soprattutto, come sta nella sua terra Rafa Nadal?

È il giocatore che ha lasciato troppi punti in sospeso in questo inizio di stagione. Con un Djokovic straripante (il triplete Melbourne-Indian Wells-Miami è lì a dimostrarlo), con un Federer eternamente rinato e un Murray impegnato a ritrovare il proprio tennis e portare all’altare in kilt la sua Kim, manca ancora l’acuto del pluricampione del Roland Garros. Montecarlo ci darà i primi segnali ma la corsa per il trofeo più ambito è senza dubbio quella sotto la Tour Eiffel.

Azzardiamo un paragone ciclistico. Il Roland Garros è il traguardo finale e i nostri quattro corridori favoriti (più qualche outsider, come Wawrinka o Ferrer) sono appena saliti in sella. Montecarlo-Madrid-Roma rappresentano i più importanti Gran Premi della Montagna ma solo l’ultima vetta ci dirà chi sarà il migliore. Perché è innegabile che il sogno non troppo segreto di Djokovic è finalmente battere Nadal a Parigi; è altrettanto evidente che Federer pagherebbe oro per tornare a vincere nella capitale francese, come fece nel 2009 quando sconfisse in finale Robin Söderling, l’unico uomo capace di battere Nadal sul rosso parigino. Nonostante le apparenze, molti commentatori ed ex tennisti ritengono che Andy Murray possa essere una valida alternativa, non solo sull’erba inglese. Insomma, Montecarlo rappresenta un lussuoso “rodaggio” e l’inizio della lunga scalata verso Parigi.

Il tabellone ha sorteggiato Rafa Nadal nel parte alta. Debutto con il giovane Dominic Thiem, poi eventuale quarto di finale contro l’amico-rivale David Ferrer, colui che lo estromise dodici mesi fa, e potenziale semifinale contro il numero uno al mondo. Un torneo tutt’altro che comodo.

La finale tutta svizzera dello scorso anno è nella parte bassa del tabellone. Federer torna nel circuito dopo l’assenza di Miami. Quest’anno ha deciso di allungare la preparazione sul rosso aggiungendo il torneo di Istanbul (e facendo tremare un po’ gli organizzatori di Roma per un suo forfait, al momento non confermato). La tappa monegasca ci dirà il suo attuale stato di forma. StanMan, al contrario, vorrà togliersi di dosso la pessima forma degli ultimi tornei. Qui deve difendere punti importanti conquistati lo scorso anno anche se ripetersi non sarà affatto facile. Gli italiani in tabellone sono due, dopo la sconfitta di Bolelli al primo turno contro il vecchietto Victor Estrella Burgos. Fognini parte con il polacco Janowicz, Seppi con Tommy Robredo.

Torna Cilic dopo l’assenza di Miami, non sono al via Murray e Nishikori. Per il resto tutti ai nastri di partenza. La corsa verso Parigi parte dal piccolo e lussuoso regno del Principe Alberto II.

Photo credit: 485888461/Getty Images