blog
home / BLOG / MILLE DI QUESTI FEDERER

MILLE DI QUESTI FEDERER

Pubblicato il 11 gennaio 2015

Diciamo la verità: eravamo già entrati nell’ottica di dirgli addio, come meritano le leggende dello sport, e invece siamo nuovamente qui a celebrarlo. SirRoger Federer non ha solo vinto il torneo di Brisbane 2015 a una settimana esatta dall’inizio del primo Slam dell’anno. Battendo un ottimo Milos Raonic ha raggiunto la quota di mille (1000!) vittorie in carriera. Una vetta che solo i grandissimi della racchetta hanno saputo oltrepassare.

Visibilmente commosso, con le gemelline in tribuna, in abitini floreali e sorridenti, accompagnate da mamma Mirka, il campione di Basilea è consapevole di quello che ha già fatto per questo sport. E non vuole smettere certo sul più bello.

Riavvolgendo il nastro della sua carriera, il finale della stagione 2013 sembra distante anni luce. Un Federer che non sapeva più dove rigirarsi per trovare una soluzione alla sua lenta parabola discendente, in termini di risultati e non certo di classe espressa sul rettangolo di gioco. Poi l’incontro con Stefan Edberg, la consapevolezza di potersi esprimere ancora ai massimi livelli, il cambio di gioco, le maiuscole prestazioni, la finale di Wimbledon, la vittoria di Davis. Tutto in dodici mesi. Come la notte lascia spazio al giorno appena il sole si alza all’orizzonte, Roger è rinato. Più forte di prima. Peccato che lo svedese di Västervik e lo svizzero si siano voluti conoscere solo ora.

Sì, perché l’avversario più difficile da incontrare non è un tennista bensì l’anagrafe. Il prossimo agosto infatti le candeline sulla torta saranno 34, non 24. Roger, dopo la vittoria di novembre a Lille con la sua Svizzera, ha ben chiaro in testa qual è l’obiettivo numero uno: l’Olimpiade di Rio de Janeiro del 2016. Lotterà per l’oro nel singolare, l’unico trofeo che ancora gli manca (nel 2008 vinse a Pechino il doppio con Stan Wawrinka).

Guillaume Raoux fu il primo avversario sconfitto al torneo di Tolosa del 1998. Lleyton Hewitt la vittoria numero 300 nella finale degli US Open del 2004. Il nostro Andreas Seppi la “vittima” della numero 500 al 2º turno di Montecarlo 2007, Milos Raonic l’ultimo in ordine cronologico.

Davanti a Federer, per numero di partite vinte in tutte le superfici, ci sono altri due mostri sacri: Ivan Lendl e Jimmy Connors. L’ex allenatore di Andy Murray è a “sole” 71 lunghezze di distanza, Jimmy è molto, ma molto, più lontano, a quota 1253. Inarrivabile. Eppure Roger, con la sua spensieratezza e il suo sorriso, ha riconosciuto che non dimenticherà mai il match di oggi ma che non vuole parlare di ritiro: "Ora sto bene e voglio festeggiare con la mia famiglia, per poi tornare in campo a Melbourne".

Non sappiamo chi o cosa abbia portato Roger e Stefan davanti a un caffè, un tavolino e un’idea di collaborazione sportiva. Sappiamo il risultato: un Federer da leggenda. Che sogna il Brasile, non per fare un tuffo nel mare d’inverno ma con una medaglia d’oro al collo. 

Credits: EPA/MAXPPP