blog
home / BLOG / Appuntamento a domani

Appuntamento a domani

Pubblicato il 13 settembre 2014

Un alpino, con immancabile piuma in testa, oggi è venuto in missione in Svizzera.
Aveva il compito di tenere in vita la comitiva azzurra, squadra con il morale sotto i tacchi dopo il venerdì di Coppa Davis dentro il Palexpo ginevrino.
Barazzutti&Co. avevano invocato San Gennaro per una degna conclusione della sfida, ovvero la giornata di oggi, e quando si invocano i santi generalmente si è arrivati a un punto di disperazione.
Il prode alpino non era armato di baionetta ma di nobili propositi: esultare ad ogni 15 della coppia Bolelli-Fognini, il doppio scelto dal ct azzurro per portare il duello sul 2-1.
Dall’altra parte della rete non c’era SirRoger, tenuto a riposo e con tuta in panchina. Non si conoscono ufficialmente i motivi della sua assenza sul rettangolo di gioco ma i più maliziosi hanno evacato ragioni economiche, ovvero la vendita di 18.000 tagliandi (più della capienza del Centrale di Wimbledon, per intenderci) per la giornata di domani. Se tutto si fosse concluso al tramonto di oggi, molti cittadini lagurani avrebbero indubbiamente optato per un picnic sui verdi prati con caldo sole in fronte piuttosto che rinchiudersi in un freddo palazzetto per assistere ad un allenamento delle riserve delle riserve.

L’alpino italiano aveva tre sfide da affrontare: far sentire il suo calore dentro un palasport ricolmo di cartelli rossi con scritto Hop Suisse; motivare il bolognese dal cappellino all’indietro (Bolelli) dopo la sua ottima prestazione di ieri, ma con sconfitta, contro l’uomo leggenda di Basilea e dare una spinta in più al ligure dal carattere irrequieto (Fognini); l’ultimo punto era però il più duro: vedersela con sua moglie, svizzera, seduta nel seggiolino accanto.

Sicuro con il suo tricolore in mano, l’alpino solitario ha esultato dopo il primo set in favore degli italiani, ha perso delle certezze dopo la seconda frazione a favore di Wawrinka e Chiudinelli, ed era sconsolato quando ha visto i rossi passare in vantaggio per due set a uno.
Quando tutto sembrava perduto, l’Italia è invece rimasta a galla. Ha saputo sfruttare i molti errori del vincitore dell’Australian Open (non in una delle sue migliori giornate), così come ha sbagliato di meno al servizio, seppure Fognini alternasse ottimi colpi a clamorosi errori. Prima che una prestigiosa marca di orologi segnasse le quattro ore di gioco, la panchina azzurra era già in campo per festeggiare.
La vittoria di oggi non è la vittoria di Pirro. Per seguire il pensiero del ct di ieri, gli italiani erano i più forti in campo e dovevano dimostrarlo. Così è stato.

?Fiero della sua bandiera, l’alpino è salito sul bus numero 5 che dal Palasport conduce in città. Sorridente. E’ una serata di festa, a Federer ci pensiamo domani mattina alle 12:00.

 

 

photo credits: A. Costantini