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VOLERE VOLARE

Pubblicato il 22 agosto 2014

I bambini di oggi passano spesso il tempo sotto l’ombrellone giocando a tennis, con l’iPad. Quelli della generazione precedente, non potendo far rimbalzare la pallina nella sabbia, adottarono la tattica del racchettaone con i piedi pucciati nell’acqua per non perdere l’allenamento del dritto. Ancor prima i bambini degli anni ’70 amavano il volano.

Un sport che lentamente sta tornando di moda, anche sulle sabbie italiane. Il badminton, dalla tradizione antichissima, fu portato in Inghilterra da alcuni ufficiali di Sua Maestà dalla città di Poona, attualmente la quarta città industriale dell’India a circa 150 km da Mumbai, divenne sport olimpico da Barcellona 1992.

Regole semplici: si gioca in singolo o in coppia, su un campo rettangolare con rete. La pallina non deve mai rimbalzare per terra, o meglio, se cade entro le linee regolamentari è punto. Si vince a 21, come a ping pong, con un numero dispari di set. Clear, Drop, Smash sono i nomi più comuni dei colpi, da quello per far indietreggiare fino a fondo campo l’avversario alla palla corta verso rete fino al colpo risolutore per eccellenza. La racchetta è molto più leggera di quella di Federer o Serena Williams e le palline hanno una forma particolare. Se avete visto il cartone Disney Robin Hood, pensate al match tra Lady Cocca e Lady Marian. Ecco, quello è il badminton.

Esiste anche una versione speed, perfettamente regolamentata dalla Federazione Mondiale ISBO (International Speed Badminton Organisation). È praticabile all’aperto, al contrario del più tradizionale badminton, e il campo non necessità di fondi particolari. Il motto della disciplina, "Speed Badminton: Anywhere, Anytime", riassume in modo efficace lo spirito che c'è dietro a questo sport: rappresentare un puro divertimento low cost, a portata di tutti.

Anche il campo è molto semplice da segnare, e per questo ogni luogo è adattabile allo speed badminton: la spiaggia, un prato, la terra battuta, il cemento. Bastano quattro riferimenti che delimitino i quattro angoli di un quadrato, e il campo è pronto. La versione con il costume, rispetto a quelle del badminton, prevede che il campo si di 5 x 12 metri. Fondamentali variazioni rispetto al Badminton sono le modifiche dell’area di servizio del singolare. Mentre nel doppio il servizio come il solito viene fatto diagonalmente, nel singolare si può anche servire sull’intera larghezza del campo.

Dato che è un gioco di volo, il fattore più importante da tenere in considerazione è il vento. Con una leggera brezza marina il colpo effettuato può assumere traiettorie imprevedibili, come una punizione di Andrea Pirlo.

Facile, semplice, economico. Se volete staccare un po’ dal tennis senza abbandonare la racchetta il badminton può fare al caso vostro.