blog
home / BLOG / I DOMINATORI DEI DUE MONDI

I DOMINATORI DEI DUE MONDI

Pubblicato il 10 settembre 2013

Egemonia assoluta. Non c’è altro termine per descrivere il potere tennistico degli ultimi mesi di Rafael Nadal tra gli uomini e Serena Williams tra le donne, freschi trionfatori dell’ultimo Slam del 2013.

New York con tutte le sue star in tribuna (vip o presunti tali, esperti o semplici appassionati) ha avuto il privilegio di guardare con i propri occhi la forza dirompente dello spagnolo sul cemento di casa. Una volta tale privilegio era riservato solo a Parigi, terra rossa di conquista del giovane di Manacor. Dopo il suo rientro dall’infortunio, patito dodici mesi fa (è sempre bene ricordarlo), il mancino con la bandana non ha perso un solo incontro sul terreno duro, quello che doveva creargli più problemi!

Non c’è riuscito nemmeno il numero uno al mondo Novak Djokovic, sconfitto per la seconda volta in una finale dello Slam dopo la caduta per mano di Murray a Wimbledon durante l’estate. Il serbo, nervoso in alcuni passaggi cruciali dell’incontro, non ha avuto la forza mentale per trascinare la partita verso i binari a lui più congeniali.

Ricapitolando, il 2013 di Nadal è così composto: 10 vittorie tra cui due Slam (Roland Garros e US Open), Master 1000 e 500; due finali (Viña del Mar e Montecarlo), un’uscita al primo turno a Wimbledon. Sono stati tre i tennisti quest’anno capaci di alzare la mani in segno di vittoria e non di recarsi a rete da perdenti: Horacio Zaballos in Cile, Djokovic nel Principato e Steve Darcis sull’erba inglese. Stop. In tutti gli altri casi Nadal ha vinto, spesso dominando. 

È più forte dopo la pausa forzata del ginocchio. Ha una solidità al servizio senza eguali, una resistenza fisica doppia rispetto a molti colleghi. Prima era l’incubo di Federer, ora lo è di Djokovic. La loro rivalità, in numero di incontri, ha superato quella tra due miti della racchetta quali Lendl e McEnroe. 22 vittorie per lo spagnolo, 15 quelle del serbo. 
Chi può fermarlo? Semplice, nessuno. Se non Nadal stesso.

Discorso simile, ma con qualche sfumatura, per Serena Williams. Come Nadal quest’anno ha fatto filotto sul rosso: Madrid, Roma, Parigi. Come Nadal ha vinto Toronto ma è stata sconfitta in finale da Vika Azarenka. Si è presa la rivincita con gli interessi a New York, sempre contro la bielorussa, portando la collezione di Slam a quota 17, a una sola lunghezza da Martina Navratilova e Chris Evert. 

Entrambi favoriti alla vigilia, hanno ampiamente rispettato il pronostico; entrambi sono già parte della storia del tennis. Entrambi possono continuare a scriverla (oltre che guadagnare un sacco di soldi, 3,6 milioni incassati sia da Serena che da Rafa grazie al jackpot dell’Us Open Series, forse una cifra esagerata per i tempi).

New York ci lascia altre cartoline: il ritorno di Flavia Pennetta ai vertici, ottimo in chiave finale Fed Cup visto anche il calo annuale di Sara Errani. La crescita di Camila Giorgi e del gruppo femminile, mentre per gli uomini nuove premature sconfitte. 
Roger Federer, al di là di ciò che pensino i fan più agguerriti, sembra aver imboccato il viale del tramonto. Un suo connazionale sta invece impressionando: Stan Wawrinka, capace di estromettere dal tabellone Andy Murray, vincitore dello scorso anno.

Goodbye New York. Ora un po’ di pausa prima degli ultimi botti al coperto.