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PRIMO TRA I PERDENTI

Pubblicato il 2 agosto 2013

Le soddisfazioni non hanno età. 

Anzi, molte volte è meglio godersele da uomini o donne maturi che da giovani promesse. Hanno il sapore della conquista dopo i tanti colpi provati in allenamento, dopo continue sedute contro un muro per migliorare il rovescio, dopo infinite ore di dvd da visionare per scoprire i segreti dei propri avversari. 

Ci sono tennisti (tanti) che partecipano ai circuiti – maggiori e minori – ma che non potranno mai gioire di una vittoria finale. Per destino, sfortuna, incapacità o coincidenze astrali leggeranno sempre i loro cognomi sui tabelloni ma poi non li ritroveranno a fianco della casella del vincitore. 

Si potrebbe dire: è lo sport. Certo, senza partecipanti non ci sono vincitori.

Poco tempo fa, due giocatori rientravano in questa categoria: Fabio Fognini e Carlos Berlocq. Eterni non-vincitori. Il ligure, dopo la vittoria di Stoccarda, ci ha preso gusto e ha trionfato anche ad Amburgo. Sul rosso tedesco è riuscito a scrollarsi di dosso l’etichetta dell’eterno incompiuto. 

L’argentino, dopo un’onesta carriera da gregario del tennis (aveva perso la sua unica precedente finale ATP a Vina del Mar in Cile), ha alzato le braccia al cielo di Bastad, in Svezia, per la prima volta nella vita. Un premio alla sua tenacia e alla sua costanza. 
Con la dovuta cautela nell'azzardare un paragone, anche Andy Murray rientrava in questa categoria. Riavvolgendo il nastro del tennis, dodici mesi fa, ci stavamo chiedendo se lo scozzese, dopo l’ennesima finale persa a Wimbledon contro SirRoger, avesse avuto la forza di imporsi in uno Slam. Ai primi di settembre arrivò il trionfo degli US Open e anche per lui l’etichetta di eterno incompiuto è stata staccata.
Wimbledon 2013 ha dimostrato che New York non è stato un fuoco di paglia.

Chi sarà il prossimo primo tra i perdenti a passare nella categoria vincente?