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Tra fune e pallina

Pubblicato il 23 luglio 2012

Londra, Giochi Olimpici 1908.

La polizia di Liverpool è medaglia d’oro.
Forzuti giovanotti con canottiere attillate sconfiggono in finale la Polizia della City. No, non è una trama di una commedia inventata, ma la cronaca di uno sport che per ben otto edizioni fu nel calendario olimpico: il tiro alla fune.

Londra 1908, il torneo olimpico di tennis ebbe un andamento anomalo: durò 3 mesi. Suddiviso in due fasi, si giocò in indoor al Quuen’s per gli incontri iniziali (ma senza il tetto- tenda canadese del Centrale dell’All England!) per poi passare all’aperto, a luglio, per i match conclusivi.

Tantissime le assenze tra i giocatori in tabellone ma gli organizzatori, alle prime armi con i tornei a cinque cerchi, non vollero modificare il calendario. In finale femminile arrivò Dora Boothby senza neppure disputare un incontro! Ma perse (si sa, la stanchezza…).

Il rapporto tennis-Olimpiadi, nelle edizioni successive, si prese un lungo periodo di pausa.
Come due fidanzati che non vogliono ancora dirsi addio dopo un’intensa storia d’amore.  Da Amsterdam 1928 fino a Seoul 1988 nessuna pallina gialla toccò terra. Le uniche che volteggiavano erano bianche, quelle del ping pong.  Dalla Corea ripartì l’amore (certo che un “periodo di pausa” di 60 anni è forse un po’ lungo). Per trovare un giocatore di categoria con la medaglia al collo bisogna però fare un salto ad Atlanta  1996, le Olimpiadi della Coca Cola (fu ribattezzata così la scelta di far cadere la sede dei giochi, per il centenario, nella città della Georgia invece che sull’Atene del Partenone).

Oro al beniamino di casa Andrè Agassi. Prima di allora molti giocatori snobbarono i Cinque cerchi ritenendoli una parentesi per dilettanti e non professionisti (stesso comportamento tenuto dai giocatori di calcio). Ad Atene, nel 2004, trionfò il cileno Nicolàs Massù.

Alzi la mano chi se lo ricorda.

A Pechino fu Nadal.

A Londra 2012?
Certo che un po’ di nostalgia per il tiro alla fune c’è. Non possiamo chiamare i pompieri di tutto il mondo e organizzare una super-rimpatriata?