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Rune vs Tsitsipas, la sfida delle personalità

Pubblicato il 29 maggio 2022

C’è una partita – negli ottavi del Roland Garros 2022 – che più di altre stuzzica la fantasia degli appassionati. Da una parte la stella nascente Holger Rune, dall’altra Stefanos Tsitsipas. Un match che promette spettacolo tra due delle personalità più forti (e particolari) del Tour.

Quando si parla di futuro del tennis, inteso come futuro post-Big 3, una delle preoccupazioni ricorrenti è quella che chiama in causa l’ipotetica assenza di grandi personalità, di personaggi con un carisma tale da trascinare le folle. Una preoccupazione che – guardando più in profondità – si rivela decisamente infondata. Per rendersene conto, basterebbe dare un’occhiata alla sfida degli ottavi di finale tra Stefanos Tsitsipas e Holger Rune. A prescindere da come giocheranno e a prescindere da chi vincerà, sarà una partita strabordante di personalità, tra due giocatori per niente banali.

Non è banale Holger Rune. Non lo è stato fin da quando, un paio d’anni fa, disse con un’incoscienza tipica degli adolescenti una frase che è rimbombata negli spogliatoi del tennis dei pro provocando più di un sorriso: “Posso battere il record di vittorie di Rafael Nadal al Roland Garros”. Rune aveva 17 anni, Rafa aveva già in tasca 13 trofei parigini, e la sparata fu talmente grossa che qualcuno cominciò pure a dubitare delle chance di quel ragazzino biondo con l’aria un po’ strafottente: diventerà mai un campione, uno così?

RUNE VERSO I TOP 30 ATP

Gli ultimi tornei, e in particolar modo questo Roland Garros, stanno dimostrando che la strada intrapresa dal talento danese, tutto sommato, è quella giusta. Rune ha raggiunto gli ottavi di finale a Parigi travolgendo tre avversari tutt’altro che comodi, come il canadese Denis Shapovalov, lo svizzero Henri Laaksonen e il francese Hugo Gaston. Nessun set perso, nessun rischio corso. Per trovare uno così giovane capace di approdare agli ottavi in maniera tanto agevole al Bois de Boulogne, bisogna tornare proprio a Rafael Nadal, versione 2005. Un caso curioso, viste le parole di Holger.

Rune è entrato per la prima volta fra i top 100 Atp lo scorso 17 gennaio. Ma è da inizio maggio, dopo il titolo centrato a Monaco di Baviera, che è arrivato il balzo nei primi 50 al mondo. Oggi il 19enne danese è numero 40 e la classifica live – appena inaugurata dall’Atp – lo vede già al numero 31. Battendo Tsitsipas, impresa difficile ma non impossibile, salirebbe ulteriormente e si auto-promuoverebbe come nuova star del circuito, ben più rapidamente di quelle che erano le previsioni degli addetti ai lavori.

Perché se è vero che il talento gli è sempre stato riconosciuto, la sua smisurata ambizione e una mente non proprio fredda creavano più di un dubbio in merito a una maturità ancora tutta da costruire. Se questa maturità non si può certo dire raggiunta, la fame di vittorie dimostrata da Holger è tale da avergli permesso di bruciare le tappe. E nemmeno i top players possono sentirsi al sicuro.

LA DIETA DI STEFANOS TSITSIPAS

Detto di Rune, se c’è un giocatore di vertice che sta dimostrando personalità dentro e fuori dal campo da tennis, questo è il prossimo avversario del danese, Stefanos Tsitsipas. Nell’ultima conferenza stampa parigina, il greco ha prima fatto pubblicamente i complimenti a un giornalista per quella che, a suo dire, poteva essere definita la domanda dell’anno. Poi gli ha risposto spiegando qual è ancora la questione rimasta senza risposta tra quelle che girano per la sua testa.

“Ammiro molto – ha detto Stefanos – chi sta davanti a me in classifica, quei giocatori che negli ultimi due o tre anni sono stati così continui nei risultati da rimanere sempre lì sul podio (Novak Djokovic, Daniil Medvedev, Alexander Zverev, ndr). Dunque la domanda che mi faccio costantemente e alla quale non ho ancora risposto è questa: cosa posso aggiungere al mio repertorio o alla mia preparazione per salire ulteriormente nel ranking e superare quei tre?”.

Qualche idea, nella testa del miglior giocatore greco di sempre, ovviamente c’è. Ma per una risposta definitiva serve altro tempo. “Una prima differenza rispetto alla prima parte della mia carriera riguarda la dieta: quando sono arrivato nel Tour dei pro non facevo così tanta attenzione a quello che mettevo nel piatto. Adesso invece sono più professionale, mi sono informato su quello che fa bene e su ciò che fa male, e soprattutto sono più cosciente di quelle che sono le necessità del mio corpo. Detto questo, sono tanti i dettagli che devo migliorare e le domande sono sempre presenti in quantità nella mia testa”.

CARISMA ED EMOZIONE

Non sempre, per Stefanos, queste domande hanno portato a qualcosa di utile. Se è corretto dire che un dubbio vale più di mille certezze, a volte il greco ha dato l’impressione di esagerare in questa direzione. Di certo non è uno che vive di pane e di tennis, come invece hanno fatto alcuni suoi colleghi capaci di dominare nel recente passato (e nel presente), vedi Rafael Nadal e Novak Djokovic. Tsitsipas è uno che ha una vita (e degli interessi) lontano da racchette e palline, come dimostrano i suoi interventi sui social network e le sue interviste, molto spesso le più interessanti in assoluto all’interno di un torneo.

Difficile dire se il tennis robusto di Rune sia già abbastanza ‘adulto’ da mettere in crisi un giocatore come il numero 4 del mondo, che peraltro proprio sulla terra ha trovato i suoi risultati più importanti. Ma di certo sarà una sfida teatrale, appassionata, forse anche lunga e lottata. Ammesso che nessuno dei due si ritrovi a dover fare i conti con qualche problema fisico, potremmo assistere a uno dei match del torneo.

Potremmo assistere al primo confronto, di tanti altri che senza dubbio verranno, tra due ragazzi divisi da cinque anni (Tsitsipas è classe 1998, Rune è 2003) ma uniti da un carisma da campioni veri. Quei campioni che sanno emozionare e possono contribuire a far segnare un cambio di epoca.