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Nadal e Djokovic a un passo dal quarto più nobile

Pubblicato il 27 maggio 2022

Novak e Rafa vincono i rispettivi match di terzo turno. Ma prima della loro sfida numero 59 avranno due incontri non banali, rispettivamente contro Schwartzman e Auger-Aliassime. Con quest’ultimo che non potrà avere Toni Nadal al suo angolo, per scelta dello zio del vincitore di 13 Roland Garros.

Manca una sola partita. Se Novak Djokovic e Rafael Nadal vinceranno i loro match degli ottavi di finale, al Roland Garros 2022 vedremo probabilmente il quarto di finale più nobile della storia dei tornei del Grande Slam, almeno se pensiamo alla carriera e ai titoli vinti dal serbo e dallo spagnolo. Andrebbero in campo, nel caso, 41 Major, i 20 di Nole e i 21 dell’iberico, 13 dei quali conquistati proprio sullo Chatrier.

Ma c’è di più: dal 2006 a oggi, solo per tre volte i Big 3 si sono incontrati nei quarti (o addirittura prima) in una prova dello Slam. Proprio nel 2006, Novak Djokovic fu costretto al ritiro dopo aver perso i primi due set contro Rafa Nadal, pronunciando poi quella famosa frase (“se mi fossi fatto male avrei potuto recuperare”) che rimase a lungo attaccata all’immagine del serbo come una sorta di promessa troppo ambiziosa. Una promessa che tuttavia, in seguito, il numero 1 ha ampiamente mantenuto.

Nel 2007, negli ottavi di finale degli Australian Open, Roger Federer trovò lo stesso Djokovic, superandolo in tre set nel percorso che lo avrebbe portato al titolo. Infine, nel 2015, nuovamente al Roland Garros, ecco di nuovo di fronte Rafael e Novak, con il serbo stavolta capace di prendersi la rivincita rispetto al match di nove anni prima. A sette anni di distanza da quella sfida, gli stessi due potrebbero trovarsi nuovamente di fronte. Ma non si tratta di un approdo scontato, considerati gli avversari che si mettono in mezzo.

NADAL VS AUGER-ALIASSIME

Rafa, al terzo turno, si è sbarazzato di Botic van de Zandschulp. Ma l’incontro che lo attende di fronte a Felix Auger-Aliassime è un test decisivo per capire le condizioni reali dello spagnolo e le sue chance di arrivare a quota 14 Roland Garros. Non è solo un incontro difficile, ma è anche un incontro particolare. Perché se Toni Nadal è stato il creatore di Rafa (fin dall’infanzia), da un annetto a questa parte è anche il supervisore del lavoro del canadese, rimasto col coach storico Frederic Fontang ma con lo zio di Rafa a limare i dettagli.

E allora, proprio per Toni, si presenta ora quel problema di cui si parlava già all’inizio della sua collaborazione con il talento nordamericano: “Ma se un giorno dovessero affrontarsi…?”. La risposta, all’epoca, fu questa: “Non mi siederò all’angolo di nessuno dei due”. Dunque Felix stavolta dovrà fare a meno dello zio più famoso del mondo del tennis, colui che meglio di chiunque altro conosce pregi e difetti del nipote da 21 Slam.

Un precedente peraltro c’è già e risale a Madrid 2019, quando Nadal si impose per 6-3 6-3. Da quel momento sono passati tre anni, la promessa Auger-Aliassime è diventata una certezza e anche nel successo (in tre set, ma in lotta) contro Filip Krajinovic c’è stata la conferma della maturità del buon Felix, capace oggi di capitalizzare quelle occasioni che prima si perdeva per strada. Detto questo, battere Rafa significherebbe aver fatto uno step ulteriore, forse quello decisivo per dare l’assalto ai tornei che contano.

DJOKOVIC VS SCHWARTZMAN

Se Nadal dovrà stare attento, nemmeno Djokovic potrà stare tranquillo. È vero che i precedenti dicono Nole, con un 6-0 che non lascerebbe troppo spazio per una possibile vittoria di Diego Schwartzman. Tuttavia c’è un precedente, del 2017 a Parigi, che può fare sperare il furetto argentino: nel loro match di terzo turno, El Peque volò avanti per due set a uno, prima della rimonta avversaria. Quel Djokovic – che poi avrebbe perso da Dominic Thiem nei quarti di finale – non era certo come quello di oggi, tornato a splendere e soprattutto tornato affamato come ai tempi migliori.

Però Diego sa come resistere, sa come giocare sulla terra e ha abbastanza pazienza per stare in campo tutte le ore necessarie per superare anche i migliori. Di certo è sfavorito e non di poco, il sudamericano, ma Novak non dovrà patire quelle amnesie che ogni tanto arrivano e che di fronte a un rivale del genere rischiano di compromettere l’intero incontro.

VERSO LA SFIDA NUMERO 59

Dopodiché, se tutto andrà secondo copione, avremo il big match, la sfida che tutti attendono dal momento dell’uscita del tabellone di singolare maschile. Una partita che da un lato darà al vincitore una dose straordinaria di fiducia. Dall’altra, potrebbe rappresentare un problema per gli ultimi due incontri, visto che le sfide tra Nadal e Djokovic sono state spesso delle maratone. Sarebbe il testa a testa numero 59 nella rivalità più lunga (in tutti i sensi) della storia di questo sport. Il bilancio attuale vede Nole in vantaggio per 30-28, con l’ultimo match che andò in scena proprio sul Centrale di Parigi. Era la semifinale del 2021, il serbo chiuse in quattro set e poi andò a prendersi il trofeo.

In questo caso, però, ci sarebbero altri pericoli, provenienti da protagonisti vecchi e nuovi che non attendono altro: vedere i due fenomeni stanchi e affrontarli proprio quel giorno, quando magari c’è una goccia in meno di benzina nel loro serbatoio. Detto tutto questo, i favoriti rimangono loro. E ci sono tanti appassionati che non vedono l’ora di assistere un’altra volta a questo confronto. Così già visto, così conosciuto, eppure così affascinante.