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Le pagelle degli IBI22, con vista Roland Garros

Pubblicato il 17 maggio 2022

Dai promossi con lode – Novak Djokovic e Iga Swiatek – a un Dominic Thiem nuovamente bocciato. Ecco chi esce dagli Internazionali BNL d’Italia di Roma con buone chance in vista di Parigi, e chi invece avrà bisogno di più tempo per tornare in alto

Nell’edizione numero 79 degli Internazionali BNL d’Italia ci sono state conferme importanti, come quelle dei vincitori dei due titoli di singolare, i numeri 1 del mondo Novak Djokovic e Iga Swiatek. Ma ci sono state pure delle delusioni, tanto tra gli uomini, quanto tra le donne. Ecco promossi e bocciati della settimana del Foro Italico, nella quale si è anche registrato il nuovo record di spettatori, oltre quota 230 mila.

NOVAK DJOKOVIC E IGA SWIATEK – 10 E LODE

Non si poteva chiedere di più, ai due favoriti dei tabelloni di singolare. Novak Djokovic sembrava destinato a incrociare Rafael Nadal in semifinale, prima che lo spagnolo si arrendesse al suo piede malconcio, oltre che al suo avversario, nell’occasione Denis Shapovalov. Una volta fuori dai giochi il vincitore di 10 titoli, Nole si è sentito probabilmente più tranquillo, ma non per questo ha allentato la concentrazione. Al contrario, proprio nei momenti chiave, è emerso il miglior Djokovic da parecchio tempo a questa parte, al punto che il Roland Garros sembra vederlo chiaramente favorito. Carlos Alcaraz permettendo.

Sempre in chiave Parigi, è difficile vedere chi potrà arginare il dominio di Iga Swiatek, giunta ormai a 28 partite e 5 tornei consecutivi. Striscia vincente che la mette già in un gruppo molto ristretto di leggende capaci di fare una cosa del genere in carriera: le sorelle Williams, Justine Henin e poi – ma sono troppo staccate per pensarci adesso – Steffi Graf, Margaret Court, Chris Evert e Martina Navratilova.

STEFANOS TSITSIPAS E ONS JABEUR – 8

L’aria è quasi costantemente quella un po’ triste e un po’ dimessa a cui Stefanos Tsitsipas ci ha abituati negli ultimi tempi. E qualche siparietto con il padre Apostolos, sempre molto presente e molto esigente, ha attirato l’attenzione di colleghi e addetti ai lavori. Detto ciò, Tsitsipas è pur sempre numero 2 della Race (peraltro vicinissimo al numero 1 Rafael Nadal) e arriverà al Roland Garros per recitare da protagonista, visto che la terra continua a essere la superficie sulla quale ottiene i risultati più importanti. A Roma ha confermato che, quando alza i giri del motore, sono in pochi a potergli tenere testa.

Ons Jabeur, tra le donne, ha continuato sull’onda del trionfo di Madrid, seppur in una settimana nella quale è rimasta ben lontana dal suo miglior tennis. Con tanto coraggio e con le consuete variazioni che tolgono ogni riferimento alle avversarie, la tunisina si è spinta fino all’ultimo atto, dove ha fatto quello che ha potuto contro Iga Swiatek. Il pubblico del Foro Italico, in ogni caso, le ha tributato tanti applausi e ha potuto ammirare una giocatrice davvero diversa da tutte le altre. Una nella quale – tra pregi e difetti – è più semplice riconoscersi.

JANNIK SINNER E STAN WAWRINKA – 7

Jannik Sinner è stato il migliore degli italiani e ha disputato un ottimo torneo. Anche se contro Tsitsipas, nei quarti, avrebbe potuto fare meglio, se fosse riuscito a mantenere il livello del primo set. Un problema all’anca lo ha costretto a giocare a mezzo servizio nella seconda parte di gara, ma la settimana dell’altoatesino, impreziosita dalle vittorie contro Fabio Fognini e Filip Krajinovic, rimane comunque molto incoraggiante.

Allo stesso modo, dà coraggio e fiducia (in particolare al diretto interessato) la prestazione complessiva di Stan Wawrinka. Il quale sì, contro Novak Djokovic si è arreso nettamente e non è mai stato in partita, ma in precedenza aveva vinto due match affatto banali contro Reilly Opelka e contro Laslo Djere. Un raffronto col miglior Wawrinka sarebbe ingeneroso, ma Stan dimostra di avere ancora voglia di lottare. Una buona notizia per il tennis e per gli amanti del suo rovescio.

GARBINE MUGURUZA, SIMONA HALEP, PAULA BADOSA – 5

Tre delusioni dal torneo femminile degli Internazionali BNL d’Italia, anche se nessuna di queste giocatrici – quando perde – in questo momento fa notizia. Garbine Muguruza quest’anno non è mai andata oltre i quarti di finale di un torneo Wta, e a Roma si è fatta sorprendere da Yulia Putintseva, ottima giocatrice ma non esattamente da terra.

La connazionale Paula Badosa, da numero 2 del torneo, poteva fare decisamente meglio, invece si è arresa con un doppio 6-4 alla russa Daria Kasatkina. E anche la Badosa, dopo il successo a Sydney a inizio stagione, non ha ottenuto risultati all’altezza del suo ranking.

Infine, ha deluso pure Simona Halep, che sta cercando di ritrovare se stessa ma per adesso rimane lontana dalla giocatrice capace di arrivare a toccare la vetta del ranking mondiale. Come per la Badosa, il successo nel torneo della prima settimana dell’anno (a Melbourne) non ha portato a un cambio di rotta definitivo. E nemmeno Patrick Mouratoglou, che a Roma è sembrato decisamente più ‘star’ rispetto alla sua giocatrice, fin qui ha potuto fare i miracoli. Il ritorno di una delle tre – Muguruza, Badosa o Halep – a una condizione accettabile per arrivare in fondo al Roland Garros, in questo momento, appare un’ipotesi lontana.

DOMINIC THIEM – 4

Spiace dirlo, ma cominciano a insinuarsi dubbi importanti sul possibile ritorno ad altissimo livello di Dominic Thiem. L’austriaco appare sempre più spaesato in campo, e la cosa grave e che parliamo di prestazioni scadenti sulla sua superficie preferita, quella terra battuta su cui ha costruito gran parte dei suoi successi passati.

Il vincitore degli Us Open 2020 è ancora relativamente giovane visti i nuovi standard del circuito pro (festeggerà i 29 anni a settembre), ma questa fatica nella ripresa post-infortunio è decisamente inattesa. Il ranking protetto gli consentirà di fare altri tentativi, e prima o dopo qualcosa si sbloccherà. Bisognerà capire, nel frattempo, come evolverà la sua condizione, fisica e mentale. E se i nuovi arrivati al vertice non gli chiuderanno le porte in faccia.