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Swiatek-Jabeur: a Roma è finale fra imbattibili

Pubblicato il 14 maggio 2022

Iga Swiatek (27 partite vinte di fila) e Ons Jabeur (in striscia positiva da 11 incontri) si affronteranno per il titolo femminile degli IBI22. Un match che ha nella polacca una chiara favorita, nonostante i precedenti. L’obiettivo, per la numero 1, non è solo vincere, ma avvicinare i record di altre campionesse che hanno fatto la storia.

Quando Iga Swiatek è diventata numero 1 del mondo – accadeva il 4 aprile scorso – in tanti hanno cominciato a parlare di quel risultato come di una specie di regalo della sorte. O meglio, di un gentile omaggio di Ashleigh Barty, che era la leader del circuito Wta nel momento in cui, tra lo stupore generale, ha annunciato il suo ritiro dal tennis e contemporaneamente la richiesta di essere tolta fin da subito dalla classifica mondiale.

Se l’inatteso addio alla racchetta della talentuosa australiana ha effettivamente accelerato il processo, la ventenne polacca è entrata fin da subito nel suo nuovo ruolo, con un’autorevolezza che forse nemmeno la diretta interessata si aspettava di mostrare. Ecco perché non stupisce più di tanto che la timida Iga sia a un passo dal bis agli Internazionali BNL d’Italia, dopo quella finale del 2021 contro Karolina Pliskova che entrò nei libri di storia per il primo 6-0 6-0 mai registrato nell’ultimo atto del torneo del Foro Italico (uomini compresi).

I NUMERI DI IGA SWIATEK: 27 PARTITE, 4 TORNEI

Iga Swiatek si presenta al match decisivo non solo da campionessa in carica ma con una striscia aperta di 27 incontri (e 4 tornei) consecutivi. Non perde da metà febbraio, la polacca, da un match di secondo turno del torneo di Dubai, dove inciampò nella lettone Jelena Ostapenko. Poi ha infilato uno dopo l’altro i titoli di Doha, Indian Wells, Miami (tutti sul duro) e Stoccarda (su terra). C’è di più: solo in cinque di queste 27 partite incamerate, ha dovuto ricorrere al terzo set. E a Roma sta andando tutto secondo il medesimo copione.

Dopo aver dominato la lucky loser Elena-Gabriela Ruse all’esordio, la ventenne di Varsavia ha sofferto nel primo set sia contro Victoria Azarenka, sia contro Bianca Andreescu, due delle colleghe che vantano il tennis più pesante in assoluto. Nemmeno loro, tuttavia, sono riuscite a rovesciare una sorte già scritta, ritrovandosi sconfitte in due parziali prima di capire come avrebbero potuto costruire una qualche reazione. Il 6-2 6-1 rifilato in semifinale ad Aryna Sabalenka, pur essendo stato favorito da qualche acciacco della bielorussa nella seconda parte di gara, è un’ulteriore conferma di un dominio che non accenna a trovare una fine.

I PRECEDENTI: DA MARTINA NAVRATILOVA ALLE WILLIAMS

Serve fare un salto nella storia del tennis femminile, per incontrare giocatrici in grado di vincere cinque o più tornei consecutivi. La migliore in assoluto resta Martina Navratilova, che nel 1984 arrivò a conquistare 13 titoli di fila, con una serie di 74 partite senza sconfitte. Un primato che difficilmente sarà superato in tempi brevi.

Dietro di lei, troviamo Margaret Court (12 tornei), Steffi Graf (11) e Chris Evert (10). Se è vero che la Swiatek è ancora lontana da questi numeri, è altrettanto vero che in poche sono riuscite a fare meglio. Dal 2000 in poi, parliamo di sole tre atlete: Venus e Serena Williams (rispettivamente con 35 e 34 match vinti di fila) e Justine Henin (32).

LE PAROLE DI IGA: SKY IS THE LIMIT

Non penso ai record – ha detto la polacca – e caso mai la storia delle strisce precedenti la studierò per bene a fine torneo, o quando la mia sarà conclusa. Per adesso voglio concentrarmi su me stessa, su quello che sto facendo, pensando a un match alla volta”. Il limite? Non c’è: “Sky is the limit”. Lo dice con un tono deciso ma con un sorriso ancora piuttosto timido, la ragazza dell’Est. Perché evidentemente sta lavorando su se stessa e sulla propria fiducia, ma rimane ancora genuinamente acerba, non certo una leader cinica e spietata come altre che l’hanno preceduta.

Sto sorprendendo continuamente pure me stessa – ha continuato la numero 1 del mondo, che ha oltre duemila punti di margine sulla numero 2 – e sono orgogliosa di ciò che sto facendo. Non voglio pensare troppo a quando questo periodo d’oro finirà e cerco di imparare le lezioni che arrivano da ogni partita. Anche da quelle che vinco, come sta accadendo qui a Roma. In semifinale contro la Sabalenka sono riuscita a mantenere alta l’attenzione lungo tutto l’incontro, con qualche incertezza solo nel finale. Ma nei match precedenti avevo concesso alle mie avversarie troppe occasioni per recuperare. Questo non deve accadere”.

I NUMERI DI ONS JABEUR: 11 PARTITE VINTE E SECONDA FINALE

In finale, la Swiatek troverà un’altra che è in serie positiva, ma soltanto (si fa per dire) da 11 partite: si tratta di Ons Jabeur, la tunisina che è reduce dal successo più importante della carriera a Madrid, e che a Roma è approdata in finale da miracolata. Contro Maria Sakkari nei quarti, si era trovata in svantaggio per 6-1 5-2 prima di rimontare. In semifinale contro Daria Kasatkina, se possibile, le è andata persino meglio, perché la russa ha avuto addirittura un match-point, cancellato da un diritto dell’avversaria che ha spazzolato la riga.

Passata la paura, la nordafricana numero 7 del mondo ha cambiato marcia, ricominciando persino a giocare (in modo efficace) le sue celebri smorzate, accantonate per gran parte dell’incontro. Alla prima occasione utile, sul 6-5 in suo favore, la Jabeur ha chiuso l’incontro per 6-4 1-6 7-5 prendendosi dunque la seconda finale consecutiva in un Wta 1000, tornei che fino a poco tempo fa non sembravano ancora alla sua portata.

SWIATEK E JABEUR, DUE STORIE NON COMUNI

Il pubblico, a parte qualche rara eccezione, sta sempre dalla parte della simpatica Ons, perché in quel tennis non omologato e diseguale ritrova anche un po’ se stesso. Quelle smorzate, quegli angoli, quelle accelerazioni improvvise seguite da errori di metri, sanno di improvvisazione. Ma, al contrario, hanno alle spalle un percorso lungo e complicato, durante il quale la tunisina ha saputo andare ben oltre quelle che erano le aspettative della gente (e persino degli addetti ai lavori) nei suoi confronti.

La partita con Iga Swiatek sembrerebbe avere proprio nella polacca una chiarissima favorita. Tuttavia, i precedenti dicono Jabeur (2-1), anche se sono tutti andati in scena su campi diversi dalla terra (erba e cemento). In ogni caso, gli Internazionali BNL d’Italia, tra le donne, celebreranno in questo 2022 una campionessa non comune. Una che sta provando a scrivere un pezzo di storia di questa disciplina, oppure una capace di cambiare la storia sportiva del suo Paese, di un intero continente e di un mondo arabo che, in precedenza, il tennis non lo aveva mai davvero conosciuto.