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Grecia divisa: Tsitsipas vola, disastro Sakkari

Pubblicato il 13 maggio 2022

Agli Internazionali BNL d’Italia Tsitsipas cresce rispetto ai giorni precedenti ed elimina un Sinner a mezzo servizio. Maria comanda fino al 6-1 5-2, prima di subire la rimonta di Ons Jabeur. Ecco il racconto della giornata così diversa dei due campioni ellenici.

Lui è numero 5 della classifica Atp, lei numero 4 Wta. In comune hanno il best ranking al numero 3, ma soprattutto il passaporto. Nati entrambi ad Atene, Stefanos Tsitsipas e Maria Sakkari sono un vero e proprio orgoglio nazionale per la piccola (sportivamente parlando) Grecia. Un Paese che in tempi recenti ha dovuto pensare a ben altri problemi, e che oggi si coccola due campioni di una disciplina molto poco popolare prima del loro arrivo.

Stefanos e Maria hanno vissuto una giornata da protagonisti, a Roma, ma per motivi diametralmente opposti. Uno, il primo, ha raggiunto le semifinali al termine di un’ottima prestazione, regolando Jannik Sinner grazie a una grande attenzione nei punti decisivi del primo set. Poi, l’azzurro ha accusato un problema fisico all’anca sinistra che lo ha condizionato in maniera abbastanza evidente nella seconda parte del confronto. Sul Grand Stand, nel frattempo, Maria Sakkari stava approfittando di una giornata poco brillante di Ons Jabeur, la tunisina che era reduce dal trionfo di Madrid.

LA RIMONTA DI ONS JABEUR

Se Ons, che ha nella palla corta uno dei suoi punti di forza, non trova (quasi) mai la misura del suo colpo preferito, è chiaro che vincere diventa molto difficile. Dopo un primo set perso nettamente, la tunisina si è trovata in svantaggio per 5-2 anche nel secondo. A quel punto, però, qualcosa è cambiato. La greca ha cominciato a sbagliare quasi tutto, la sua rivale ha cominciato a crederci, mettendo finalmente a segno anche una delle sue proverbiali smorzate.

Così, poco a poco, il vantaggio della Sakkari è evaporato, e con questo anche la speranza di raggiungere un’altra semifinale al Foro Italico, dopo quella del 2019, quando perse da Karolina Pliskova. Stavolta, Maria sarebbe arrivata all’appuntamento con le prime quattro forte di un altro appeal e di uno status da top 10 consolidata, invece è giunta una delle delusioni più cocenti della carriera.

La sezione inferiore del draw femminile si è trasformata col passare dei giorni in una buona opportunità per tante giocatrici, ma Ons Jabeur, pur graziata dalla sua avversaria, è stata brava a confermare il suo straordinario momento di forma. Con questo successo, la nordafricana arriva a toccare il decimo match vinto consecutivamente dopo i sei di Madrid della scorsa settimana. Una striscia importante, anche se lontana da quella di una sua collega che la aspetta, eventualmente, nella parte alta del draw. Il problema, infatti, è che in gara c’è ancora una certa Iga Swiatek, la quale non ha nessuna voglia di perdere ed è arrivata a quota 26 incontri vinti di fila.

A TSITSIPAS BASTA UN SET

Stefanos Tsitsipas, invece, di problemi ne ha avuti molti meno, ma in realtà è stato bravo (e fortunato) a evitarli grazie a una concentrazione degna di un campione vero nel tie-break del primo set, che in sostanza ha deciso anche l’incontro. Proprio negli ultimi punti, Sinner ha cominciato ad avvertire quel dolore che poi gli ha impedito di essere al top nel secondo parziale. Un problema di cui al momento non si conosce l’entità, non tale da spingerlo al ritiro ma abbastanza pesante da cambiare la partita.

Le indicazioni della prima ora e mezza di gioco, tuttavia, erano state molto positive per l’altoatesino, capace di reggere il ritmo dell’avversario e di sorprenderlo con quelle variazioni che ormai stanno entrando in maniera molto frequente negli scambi delle sue partite. Jannik ha pagato dazio sotto il profilo fisico, ma in quel tie-break perso sono certamente più i meriti di Tsitsipas che non i demeriti di Sinner. Il bilancio dei match romani tra i due diventa quindi di 2-1 in favore del greco, ma è probabile che di occasioni ce ne saranno altre.

LE PAROLE DI SINNER

“Mi è dispiaciuto – ha detto l’azzurro in conferenza stampa – non essermela potuta giocare al cento per cento per tutto l’incontro, perché all’inizio le sensazioni erano positive. Con questo, non voglio dire che avrei vinto, magari avrei perso lo stesso, ma l’amarezza rimane. Nel primo set ho cercato di mettere in pratica il lavoro che stiamo facendo in allenamento, e penso che mi sia riuscito piuttosto bene. Il dolore all’anca mi ha impedito di essere al top, adesso capiremo che tipo di problema è”.

“Nel tie-break – ha proseguito – lui ha giocato molto bene il punto sul 5-5, ma la mia seconda di servizio non è stata abbastanza incisiva. In precedenza avevo avuto più occasioni io di lui, ma Stefanos si è salvato spesso grazie al servizio. Ho visto che ho fatto due punti più di lui (56 contro 54, ndr), pur essendo partito male, ritrovandomi sotto 3-0. Rispetto al match giocato in Australia è andata sicuramente molto meglio”.

ZVEREV-TSITSIPAS, LA MIGLIORE SEMIFINALE POSSIBILE

Intanto, Tsitsipas è in semifinale nella parte bassa del draw, e parte almeno alla pari contro Alexander Zverev, che nemmeno contro il cileno Cristian Garin ha convinto fino in fondo. Il tedesco, sulla terra, perde qualcosa rispetto al greco in termini di efficacia del proprio tennis, ma ha comunque tutto per dare fastidio al rivale.

Il bilancio degli 11 testa a testa è di 7-4 in favore di Tsitsipas, con gli ultimi due incontri giocati quest’anno tra Monte-Carlo (vinse Stefanos in due set) e Madrid (Zverev in tre). Il Centrale di Roma è una via di mezzo: più rapido di quello del Principato, meno di quello spagnolo. Dunque è difficile azzardare un pronostico. Sotto il profilo della classifica, è la migliore semifinale possibile (il numero 2 contro il numero 4), anche se agli appassionati italiani lascia un po’ di legittima amarezza.