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Swiatek, numero 1 modello Nadal

Pubblicato il 29 marzo 2022

Dopo il torneo di Miami, Iga Swiatek sarà la nuova numero 1 del circuito Wta. Una ragazza cresciuta nel mito di Rafa Nadal e che dallo spagnolo ha imparato tanto, in campo e fuori. Ecco la sua visione del mondo dalla vetta del ranking

Diventare numero 1 così, in un modo tanto accelerato e bizzarro, è accaduto poche altre volte nella storia. Iga Swiatek, al termine del torneo di Miami, sarà la migliore giocatrice del pianeta, perché nel frattempo Ashleigh Barty – dopo aver annunciato il suo ritiro dal circuito – ha chiesto l’immediata rimozione dal ranking Wta. La polacca di Varsavia sarà dunque, a soli 20 anni, la leader numero 28 della classifica femminile, la prima del suo Paese. Una leader che non si atteggia come tale, che ha sempre mantenuto un profilo basso, anche dopo la splendida vittoria nel Roland Garros d’autunno, quello del 2020.

Solo che, adesso, evitare i riflettori sarà davvero difficile. Tanto più che la striscia di successi sta diventando parecchio lunga, per giunta su una superficie che fino a poco tempo fa non poteva essere considerata la migliore per il suo tennis. Tra Doha, Indian Wells e Miami, Iga ha messo in fila due titoli e quattordici partite senza sconfitte. Contro Coco Gauff ha fatto segnare un parziale di 14 punti a zero che ha messo in un angolo la stellina americana, dimostrando quanta differenza ci sia, ad oggi, fra la polacca e una delle ragazze più talentuose del Tour.

COLPI PESANTI E CARATTERE UMILE

Ma qual è davvero la forza di Iga? Il suo tennis robusto, certo, con quelle rotazioni e quegli angoli che fanno malissimo e che sembrano importati direttamente dal circuito maschile. Ma la forza della polacca sta soprattutto in un atteggiamento umile, in un lavoro ordinato fatto giorno dopo giorno senza eccedere in entusiasmo, anche in momenti come questo. “Ho trovato un buon equilibrio – ha detto lei, stuzzicata sul nuovo ruolo di numero 1 – e questo è fondamentale. Ho cercato di pensare solo partita dopo partita, di staccarmi dall’idea dei traguardi da raggiungere, anche se sono consapevole di quanto siano importanti”.

“Non so dire se mi sento davvero pronta per essere numero 1 del mondo. Suppongo dovrò controllare di essere vestita bene, di essere in ordine ogni volta che esco… (risata, ndr). Ma è qualcosa che non puoi nemmeno immaginare, fino a che non ci arrivi. Fino a pochi giorni fa per me era ancora un traguardo lontano, poi è accaduto tutto così in fretta. Devo ancora metabolizzare la cosa, poi saprò dare una risposta”.

IL ROLAND GARROS DOMINATO NEL 2020

Era andata un po’ allo stesso modo anche un anno e mezzo fa, in quello Slam così anomalo vinto – anzi dominato – al Bois de Boulogne. Iga si era presentata come numero 54 del mondo e aveva vinto sette incontri demolendo la resistenza altrui. Le sue avversarie, al massimo, portarono a casa cinque game in due set, compresa Sofia Kenin in finale. 

Un successo che sapeva di rivoluzione, anche per il modo così autorevole di comandare il gioco. Poteva sembrare, a posteriori, la settimana della vita, magari favorita da quella terra tanto umida e da quell’atmosfera particolare, dentro a un torneo con pochissimo pubblico e spogliato della magia dei Major. Invece no, era solo l’avvisaglia di una crescita che sarebbe arrivata in fretta.

L’anno di assestamento, il 2021, le ha comunque portato in dote due titoli, Adelaide e soprattutto Roma. Mentre la stagione 2022 sembra davvero quella della consacrazione. Con un obiettivo ancora più alto e nobile, rispetto a quello di guardare tutte le colleghe dall’alto. “Essere da esempio per le future protagoniste è un’idea che mi ha sempre stimolato molto e so che già oggi in Polonia c’è più attenzione sul tennis rispetto a quanta ce ne fosse prima. Non so dire, invece, se potrò essere un modello anche fuori dal mio Paese, ma di certo mi auguro di essere una buona ambasciatrice del tennis femminile. Cercherò di non farmi pesare questo ruolo, perché non posso chiedere troppo a me stessa, ma al contempo mi rendo conto delle mie responsabilità”.

L’ESEMPIO DI RAFAEL NADAL

La aiuterà, in questo senso, il tifo verso Rafael Nadal, che Iga non ha mai nascosto. “Ovviamente mi è sempre piaciuto il suo modo di giocare, soprattutto sulla terra, che è anche la mia superficie preferita. Ma ciò che adoro di Rafa è il carattere, l’atteggiamento positivo che mantiene in ogni caso, a prescindere dal risultato. Adoro il modo in cui si rapporta con gli altri in campo e fuori, il grande rispetto che dimostra ogni giorno: per me è stata la principale fonte di ispirazione”.

E c’è certamente qualcosa di Nadal, in questa striscia vincente che ha portato la polacca a raggiungere la vetta del circuito mondiale. Dopo la sconfitta patita in semifinale agli Australian Open contro l’americana Danielle Collins, Iga ha ricevuto un messaggio dal collega, poi protagonista della meravigliosa finale contro Daniil Medvedev. Il contenuto non è stato rivelato, l’effetto sì: “Mi ha dato una motivazione enorme – ha spiegato la Swiatek – e il giorno dopo ero già in campo per allenarmi, più duramente di quanto avessi fatto in precedenza”.

ASHLEIGH BARTY, L’ALTRA ISPIRAZIONE

Da quel momento, la polacca ha perso solo una partita, a Dubai contro Jelena Ostapenko. Poi ha messo il piede sull’acceleratore e non lo ha più tolto, garantendosi un primato che va oltre le attese. “Sto cercando di togliermi dalla testa tutte le aspettative che provengono dall’esterno e mantenere solo le mie. Soltanto così potrò sentirmi libera di esprimermi e dunque dare il massimo in campo nei momenti importanti”.

“Adesso devo continuare a lavorare duramente per mantenere questa posizione. So che io e il mio team siamo in grado di farlo, perché anche per arrivarci il percorso è stato difficile, eppure ce l’abbiamo fatta. Devo solo evitare di guardare troppo i social o ascoltare chi mi sta attorno. Non penso che un risultato come questo sia frutto di coincidenze, dunque bisogna essere consapevoli del buon lavoro fatto e proseguire su questa strada”.

Infine, le parole al miele su chi l’ha preceduta, favorendo – con le sue scelte – l’approdo in vetta così rapido: “Ashleigh Barty è stata una grande fonte di motivazione per me. E ascoltare le belle parole che mi ha riservato è stato un motivo di orgoglio. Lei è straordinaria, sono grata di aver potuto giocare con Ashleigh, anche in allenamento. Prendere il suo posto come leader del circuito è qualcosa di inimmaginabile. Un sogno che diventa realtà”.