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Emma, inno alla gioia

Pubblicato il 12 settembre 2021

Emma Raducanu compie un’impresa mai vista prima, vincendo uno Slam da qualificata, senza perdere un set. La cartolina più bella che arriva da New York è il sorriso di una 18enne che col suo entusiasmo ha travolto tutti, meritando persino un messaggio da Sua Maestà la Regina Elisabetta.

Prima di Wimbledon 2021 non aveva mai conquistato un match nel circuito maggiore. Oggi si ritrova campionessa degli Us Open, la prima nella storia a prendersi uno Slam mettendo in fila una striscia di dieci partite vinte consecutivamente nel torneo, dopo essere passata attraverso le qualificazioni da numero 150 del mondo. Tutto questo senza avere perso un solo set. Quella di Emma Raducanu, britannica di passaporto ma cittadina del mondo, è la più bella favola raccontata dal tennis femminile nel 2021, forse nell’ultimo decennio. Perché sì, di stelline pronte a nascere e splendere, e poi tornate nell’oscurità nel giro di un batter di ciglia, ormai ne abbiamo viste tante, ma qui parliamo probabilmente (bisogna comunque andarci cauti) di un altro genere di personaggio. Per salutare il trionfo newyorchese della gioiosa Emma si è scomodata pure Sua Maestà la Regina Elisabetta, che le ha fatto recapitare un messaggio a tempo di record, lodandola per la dedizione dimostrata e indicandola come esempio per le future generazioni.

VITTORIA AL SECONDO SLAM

Tutto è accaduto troppo rapidamente per riuscire a comprendere appieno il fenomeno Raducanu. Fuori dalle top 300 Wta all’avvio della stagione sull’erba, inizio estate, sarà fra le top 25 del prossimo ranking. Ma sarebbe sbagliato inquadrare la vicenda soltanto dentro ai numeri. Emma ha saputo conquistare il mondo nel giro di un paio di tornei dello Slam, grazie al suo tennis e al suo atteggiamento, una specie di Amélie moderna prestata alla racchetta, capace di costruirsi il suo mondo meraviglioso. Nella finale più giovane dal 1999, quando di mezzo c’erano le sorelle Williams, la nuova reginetta ha rimandato le ambizioni dell’altra teen-ager d’assalto, la canadese Leylah Fernandez. Un incontro che non è stato in discussione quasi mai, ma che ha proposto una qualità eccellente di tennis, a dispetto dell’emozione che sicuramente avrà preso entrambe, almeno all’entrata in campo per il match più importante della loro vita.

UN TENNIS COMPLETO

Emma e Leylah giocano bene in senso ampio. Non tirano solo forte, come altre colleghe emerse di recente. Sanno costruire il punto, sanno variare, sanno tenere scambi prolungati a un ritmo molto molto alto, sanno accelerare in maniera improvvisa. E soprattutto sorridono, si divertono, sanno che stanno vivendo la loro stagione migliore e cercano di approfittare di tutto quello che accade. Una gioia vederle, un senso di freschezza e aria nuova per chi era abituato a campionesse tristi, arrabbiate o troppo seriose per lasciare spazio a una smorfia naturale sul viso. Di naturale, in Emma e in Leylah, c’è proprio tutto: dal talento immenso col quale si stanno imponendo all’attenzione del mondo, al percorso tortuoso ma rapidissimo per arrivare lassù nell’Olimpo. Entrambe sono un miscuglio ben riuscito di culture, come ormai accade sempre più spesso nel mondo dello sport. Entrambe hanno sangue asiatico nelle vene e una formazione tennistica occidentale, senza però cadere in quell’omologazione che a un certo punto sembrava necessaria per imporsi nel circuito in rosa.

COME MARIA SHARAPOVA

Emma Raducanu diventa la più giovane campionessa Slam dai tempi di Maria Sharapova, anno 2004. Ma rispetto alla russa appare già più vicina alla gente, personaggio più accessibile e più normale, pur nella sua meravigliosa eccezionalità. “Questo percorso, mio e di Leylah – ha detto la nuova titolare del Major a stelle e strisce –, dimostra quanto il tennis femminile sia cresciuto: oggi tutte le ragazze presenti in tabellone hanno una chance di vincere il torneo, è incredibile”. La nota curiosa è che le sue parole, pronunciate con un orgoglio dedicato a tutte le donne, rappresentano una visione diversa di ciò che invece a molti appare come una nota negativa del momento attuale del circuito in rosa. Sono solo visioni del mondo, appunto, ed è bello constatare che accanto all’immagine, Emma sappia riprodurre a parole quella positività che esprime così bene in ogni suo colpo. Con le leggende Billie Jean King e Virginia Wade a farle da corte, la nuova regina ha abbracciato forte il suo trofeo, stringendolo come se fosse un bambino appena nato.