blog
home / BLOG / Berrettini vs Djokovic, atto terzo (nel 2021)

Berrettini vs Djokovic, atto terzo (nel 2021)

Pubblicato il 7 settembre 2021

Nei due Slam precedenti, Roland Garros e Wimbledon, Matteo Berrettini ha perso soltanto da lui, Novak Djokovic. E da quelle partite il romano deve trovare la consapevolezza per giocare alla pari con il numero 1 del mondo, provando a fermare la sua corsa verso il Grande Slam

Per la terza volta in uno Slam quest’anno, per la quarta volta in carriera, Matteo Berrettini si troverà di fronte Novak Djokovic, il giocatore più forte del mondo. E come nelle ultime due occasioni, partirà con l’ambizione di creargli dei seri problemi. Nella serata che ha visto l’eliminazione di Jannik Sinner per mano di Sascha Zverev, il romano ha fatto suo il match degli ottavi contro Oscar Otte, chiudendo questo Italia-Germania sul campo neutro di New York in parità: 1-1.

SICUREZZA BERRETTINI

Ha perso un set per colpa di una manciata di game giocati in maniera più distratta. Ma è stato l’unico momento in cui Matteo Berrettini può rimproverarsi qualcosa. Nel resto del confronto con Oscar Otte, il tedesco dal tennis poco ortodosso che aveva già fatto fuori Sonego e Seppi, il romano è rimasto in controllo, sfruttando poi nel quarto parziale anche una certa dose di fortuna. Otte era ancora in partita, quando una caduta gli ha provocato un problema alla mano che non gli ha più permesso di essere competitivo, in particolare sul proprio servizio. È rimasto in campo per onor di firma, per chiudere il match, e proprio per questa ragione Matteo gli ha riservato un bel tributo al momento della stretta di mano, invitando il pubblico ad applaudire il suo avversario. Adesso contro Djokovic (che ha resistito a un avvio perfetto di Brooksby) sarà tutto molto più complicato, ma dalle sfide perse col serbo al Roland Garros (nei quarti) e a Wimbledon (in finale), Berrettini deve imparare soprattutto una cosa: che non parte battuto, che la vittoria non è una chimera.

SINNER, PICCOLI RIMPIANTI

Parlare di rimpianti veri e propri quando si perde tre set a zero non è del tutto corretto. E allora è il caso di parlare almeno di piccoli rimpianti, per Jannik Sinner, che contro Sascha Zverev avrebbe almeno potuto allungare la partita al quarto set. Sotto di due set e di un break nel terzo, il 20enne altoatesino ha imbastito una bella rimonta fino ad arrivare a conquistare cinque set-point. Di questi, uno in particolare, nel tie-break, grida vendetta, con un diritto comodo sopra la rete sparato malamente fuori. Non è un dettaglio, ma resta un episodio all’interno di una partita lunga due ore e 25 minuti, che per buona parte Zverev ha mostrato di poter controllare. In questo momento il tedesco ha una marcia in più, non solo rispetto a Sinner ma rispetto a tanti altri colleghi. Insieme a Berrettini e Medvedev, rappresenta la minaccia più concreta per impedire a Djokovic l’impresa del Grande Slam.

RADUCANU, LA NUOVA REGINETTA?

È nata in Canada da madre cinese e padre rumeno. E gioca per la Gran Bretagna, che se la coccola ormai come la futura reginetta del tennis e dello sport di Sua Maestà. Emma Raducanu aveva conquistato tutti proprio in casa, a Wimbledon, con la sua storia così particolare, con un tennis brillante e con un volto fresco ed entusiasta. Ma stavolta agli Us Open ha fatto un passo in più. La 18enne dai tratti asiatici ha sconvolto il tabellone in rosa dominando Shelby Rogers e prendendosi un posto nei quarti di finale nel settore dove la candidata per quello spot era solo una: Ashleigh Barty. Emma gioca benissimo a tennis, mostra una tecnica pulita e un coraggio da adolescente che non teme nessuno, né le avversarie né la pressione. Considerata la storia recente del tennis femminile, però, è meglio attendere altre conferme e lasciar passare un po’ di tempo, prima di considerarla davvero una predestinata.

BENCIC IN FORMA OLIMPICA

Di fronte alla Raducanu, nei quarti di finale, ci sarà la campionessa olimpica di Tokyo Belinda Bencic. E se per la britannica si tratta di una prima assoluta in un evento così prestigioso, per la svizzera si tratta di un ritorno. Battendo Iga Swiatek dopo un tie-break da infarto nel primo set (14-12), la 24enne elvetica ha ritrovato un traguardo che le mancava dal 2019, quando raggiunse la semifinale proprio a New York. Curiosamente, nelle uniche tre occasioni in cui Belinda ha raggiunto almeno i quarti di uno Slam, il palcoscenico è sempre stato quello degli Us Open. La prima volta risale addirittura al 2014, quando l’attuale numero 12 Wta aveva soltanto 17 anni. Per questo, forse, oggi sembra una veterana, soprattutto al cospetto di una newcomer come la sua prossima avversaria.