blog
home / BLOG / Botic van de Zandschulp alla scoperta dell’America

Botic van de Zandschulp alla scoperta dell’America

Pubblicato il 6 settembre 2021

Botic van de Zandschulp, 117 Atp, non aveva mai messo piede negli Stati Uniti prima di giocare gli Us Open 2021. Partendo dalle qualificazioni, è approdato ai quarti di finale. Ecco perché questo decollo improvviso, simile a quello di altri colleghi non giovanissimi, non è una casualità.

 Botic Van De Zandschulp, 25enne olandese di Wageningen, numero 117 al mondo, non era mai passato dagli Stati Uniti nemmeno per una vacanza. Ci ha messo piede per la prima volta due settimane fa, per giocare le qualificazioni degli Us Open. Le ha superate, e adesso è nei quarti di finale, dopo un paio di imprese che nessuno – forse nemmeno lui – poteva sognare, contro il numero 11 del mondo Casper Ruud al secondo turno e contro il numero 11 del seeding di New York Diego Schwartzman negli ottavi. L’ultimo torneo Itf da 25 mila dollari lo aveva giocato a Stoccolma giusto prima della pandemia, nell’autunno del 2019. Ma i risultati stavano cominciando a dargli ragione, e alla ripartenza del Tour si è fatto trovare pronto, fino ad arrivare a un passo dai top 100 Atp, il sogno di una vita. Ma chi è questo tulipano dal nome-scioglilingua (su cui lui stesso scherza volentieri), che in 15 giorni ha rivoltato la propria carriera come un calzino?

POKER DI SLAM (DALLE QUALIFICAZIONI)

Intanto è un giocatore completo, uno che non si fa supportare da un solo colpo, e che anzi ha diverse soluzioni vincenti nel proprio bagaglio tecnico. Ne ha fatto le spese ‘El Peque’ Schwartzman, il quale pensava di averla sfangata dopo avergli annullato due match-point nel quarto set, e che invece si è trovato di nuovo in affanno nel quinto, terminato con un comodo 6-1 in favore dell’underdog. Quest’anno il rapporto tra l’allievo di coach Michiel Schapers (25 al mondo negli anni Ottanta) e gli Slam era già stato foriero di risultati importanti, tanto che la qualificazione al Major nella Grande Mela è stata il coronamento di un poker clamoroso, aiutato da un po’ di fortuna solo con l’entrata a Wimbledon come lucky loser. I segnali di una crescita costante c’erano tutti, dunque, ma da qui a pensarsi nei quarti di uno Slam ce ne passa. A prescindere da come andrà contro il numero 2 Daniil Medvedev in una partita che francamente sembra troppo difficile anche per uno in stato di grazia, Van De Zandschulp sfonderà finalmente il muro dei top 100 e potrebbe cominciare una nuova carriera con nuovi obiettivi.

DAI CHALLENGER AL PARADISO

L’olandese, che fino al 2019 aveva frequentato quasi esclusivamente i circuiti minori, è anche una dimostrazione lampante di quanti talenti nascosti si celino nel sottobosco del Tour. Ad oggi, il suo palmarès conta sei Itf e un Challenger, titolo conquistato ad Amburgo due anni fa, mentre se parliamo di calendario Atp la sua presenza è roba recente e pure non continuativa, considerato che tra Wimbledon e Us Open ci ha infilato comunque cinque Challenger per fare classifica. La scelta ha pagato, evidentemente, anche se risultati clamorosi non ne erano arrivati. È arrivata invece una condizione perfetta al momento giusto. “Penso che nessuno – ha detto nel post match contro Schwartzman – si aspettasse questo risultato da me. L’ho raggiunto grazie a una grande solidità, a una fiducia che è andata crescendo giorno dopo giorno”.

I TALENTI SOSPESI DALLA PANDEMIA

Di storie come la sua se ne stanno vedendo tante: a inizio anno era stato il russo Aslan Karatsev, oggi è Botic, domani sarà un altro nome sconosciuto ai più. Ma l’olandese fornisce un punto di vista interessante sulle ultime stagioni, che spiega in parte tutte queste sorprese da parte di personaggi non più giovanissimi. “Prima della pandemia, lo ricorderete, ci fu un periodo in cui Atp e Itf crearono due ranking separati, bisognava fare punti Itf prima di poter avere chance di salire di livello. Poi questo doppio canale è stato unificato, ma è arrivato il Covid a bloccare tutto”. In sostanza parliamo di quasi tre anni nei quali chi stava dietro ai migliori ha trovato una palude in cui era molto semplice rimanere invischiati. Ora non siamo ancora alla totale normalità, perché lo scongelamento della classifica è appena cominciato e terminerà nell’estate del 2022, ma intanto coloro che, pur avendo i mezzi e la condizione per emergere, erano rimasti bloccati, stanno cominciando a farsi notare.