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Us Open, tutti contro Djokovic

Pubblicato il 27 agosto 2021

C’è da dimenticare quell’incidente clamoroso del 2020, quella squalifica per la pallata rifilata (involontariamente, vale sempre la pena specificarlo) a una giudice di linea, che rappresentò uno shock inatteso per lui e un po’ per tutto il mondo del tennis. Ma c’è soprattutto da finire un lavoro, cominciato il 21 febbraio 2021 sulla Rod Laver Arena, di fronte a Daniil Medvedev: un lavoro che si chiama Grande Slam. Novak Djokovic si presenta al via degli Us Open con la possibilità di regalare al mondo del tennis un’impresa che nessuno più riesce a compiere da oltre 50 anni. L’ultimo a centrare il poker di tornei in uno stesso anno solare fu Rod Laver nel 1969: si trattò del secondo miracolo dell’australiano, dopo quello del 1962, ma dei due rimase il più importante perché raggiunto nell’Era Open. Da allora, qualcuno è riuscito a mettere in cascina tre Major su quattro, ma mai a completare il cammino. E solo Djokovic, a voler ben vedere, è riuscito a dividere lo Slam in due anni diversi, tra 2015 (Wimbledon e Us Open) e 2016 (Australian Open e Roland Garros).

 

ATTENZIONE A ZVEREV

Il sorteggio non è stato così benevolo, con il serbo, perché la parte alta del draw è certamente più complicata di quella inferiore, almeno stando ai risultati recenti e alle condizioni di forma dei protagonisti. Nole (subito contro un qualificato) potrebbe trovare Goffin o Nishikori al terzo turno, quindi uno tra Karatsev e De Minaur per incrociare poi (ci auguriamo) il percorso di Matteo Berrettini. Ma i rischi arriverebbero in una eventuale semifinale, in particolare se a quel punto ci dovesse essere colui che appare come il più caldo degli avversari, Sascha Zverev. Vinte le Olimpiadi e dominato Cincinnati, il tedesco non ha più paura, nemmeno dei Big 3, e proprio a New York dove lo scorso anno sfumò per un soffio il suo primo titolo Slam, potrebbe arrivare il più grande traguardo della sua carriera. Considerate le caratteristiche tecniche dei due e i precedenti (Sascha ha vinto 3 match su 9, ma anche quando ha perso ha messo in crisi non poco il suo avversario), sarebbe la sfida più intrigante del torneo. Nella sezione inferiore, nel frattempo, possono essere ben contenti i due russi d’assalto, Daniil Medvedev (numero 2 del seeding) e Andrey Rublev (numero 6), con Stefanos Tsitsipas in mezzo a cercare di rovinare loro i piani.

 

TSITSIPAS VS MURRAY, CHE SHOW!

Proprio Tsitsipas sarà protagonista del match di primo turno più intrigante, quello contro Andy Murray. Se il britannico non è più riuscito a tornare ai suoi livelli pre-infortunio (e operazione), si tratta in ogni caso di una partita che vale la pena vedere, con due dei giocatori che sono tra i più bravi nell’esaltare il pubblico. Un fattore da non trascurare visto che nella Grande Mela torneremo finalmente al cento per cento della capienza degli stadi. La gente sugli spalti potrà ammirare pure un Korda-Basilashvili, un Khachanov-Harris, un Bautista Agut-Kyrgios e un Norrie-Alcaraz, partite che farebbero la fortuna di qualsiasi torneo 250 o 500 del circuito.

 

10 ITALIANI, TUTTI IN ALTO

Per quanto riguarda gli italiani, al Roland Garros erano finiti in 9 (su 11) nella parte alta del draw, mentre stavolta la sorte si è divertita a fare addirittura meglio (o peggio), mettendo tutti e dieci gli azzurri nella sezione superiore. Matteo Berrettini dovrà stare attento al francese Jeremy Chardy, uno che sul veloce va sempre preso con una certa cautela, ma il suo settore tutto sommato è abbordabile. Al terzo turno, il romano potrebbe trovare Fabio Fognini (all’esordio con Pospisil), mentre appena sopra di loro ci sono Sonego (contro un qualificato) e Seppi (contro Fucsovics). Ci si aspetta molto da Jannik Sinner (esordio contro l’aussie Purcell, poi Cecchinato o Svajda), mentre viste le ultime uscite arriva a New York con poche aspettative Lorenzo Musetti, atteso dall’americano Emilio Nava nella riedizione della finale degli Australian Open Juniores 2019, vinta dal toscano per 14-12 al tie-break del terzo set. Completano il quadro Caruso (contro Nishikori), Travaglia (contro Moutet) e Mager (contro Thompson).

 

DONNE: IL CLOU È GIORGI VS HALEP

In campo femminile, il clou vedrà subito in scena Camila Giorgi: la vincitrice di Montreal troverà al primo turno Simona Halep, in quella che per gli appassionati italiani (ma non solo) potrebbe già essere la partita del torneo. Ashleigh Barty è senz’altro la favorita numero 1, ma dalla sua parte ci sono parecchi pericoli: Swiatek, Pliskova, Kvitova, Andreescu, per dirne quattro, anche se la lista potrebbe essere ben più lunga di così. Nella parte bassa, Naomi Osaka è nel quarto con Gauff e Kerber, mentre la più pericolosa per l’approdo all’ultimo atto è la bielorussa Aryna Sabalenka, attesa all’esordio dalla serba Stojanovic. Per l’Italia, oltre alla Giorgi, abbiamo Martina Trevisan (contro l’americana Coco Vandeweghe), Sara Errani (contro la russa Alexandrova) e Jasmine Paolini (contro la kazaka Shvedova).