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Roland Garros, tutti in alto

Pubblicato il 28 maggio 2021

Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer (oltre a 9 italiani) nella stessa metà di tabellone del Roland Garros, al via domenica. Un evento mai accaduto in passato in un torneo del Grande Slam.

Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer nella stessa metà di tabellone. Insieme ad altri che potrebbero rappresentare una seria minaccia per il titolo: Andrey Rublev, Aslan Karatsev, o (perché no) gli azzurri Jannik Sinner e Matteo Berrettini, due dei nove (!) italiani finiti nella metà superiore del draw. Uno scherzo del destino ha già consegnato al Roland Garros 2021 il premio di Slam più sbilanciato degli ultimi anni. Forse il più sbilanciato di sempre, se consideriamo che i Big 3 – vincitori di 58 Major complessivamente – non erano mai stati sorteggiati insieme nella medesima sezione, con il rischio dunque di doversi eliminare a vicenda per andare non a conquistare il trofeo, bensì per raggiungere ‘soltanto’ l’ultimo atto. In questo caso, il numero 1 del mondo Djokovic potrebbe trovare Roger a livello di quarti di finale, poi Rafa in semi. Detto che il tennis non si gioca mai sulla carta, che Federer non è certo in condizione tale da poter avere ambizioni concrete e che gli Slam riservano molto spesso delle sorprese, si tratta dell’inizio di Roland Garros più roboante che ci si potesse immaginare.

L’ALLERGIA DI MEDVEDEV

Nella sezione inferiore, dunque, chi troviamo? Intanto c’è – come numero 2 – il giocatore che ha ammesso apertamente in più di una circostanza di non amare la terra battuta, quel Daniil Medvedev che è sì accomodato sulla seconda poltrona del ranking Atp, ma che con il rosso ha un conto aperto da quando ha cominciato a fare il professionista. Le sue apparizioni a Parigi sono quattro e corrispondono ad altrettanti primi turni. Un record non invidiabile, che peraltro potrebbe pure peggiorare, tenuto conto che l’esordio contro il vulcanico Alexander Bublik nasconde parecchie insidie. Proprio questa allergia al mattone tritato del moscovita ha riacceso una discussione mai sopita sull’opportunità di cambiare le teste di serie di un Major a discrezione degli organizzatori o – meglio – tenendo conto dei risultati su quella specifica superficie, dunque senza rispettare per forza la classifica mondiale. Un criterio che però persino Wimbledon, dove per determinare il seeding si tenevano in considerazione i punti conquistati sull’erba, ha abbandonato, curiosamente proprio nell’anno in cui l’evento tennistico più famoso al mondo non si è disputato a causa della pandemia.

PERICOLO TSITSIPAS

Se Medvedev sembra avere poche chance, approcciano il torneo con uno sguardo decisamente diverso personaggi come Stefanos Tsitsipas, Alexander Zverev e Dominic Thiem. Dei tre, il candidato più serio per l’approdo al match decisivo sembra il greco, reduce da una campagna primaverile su terra che gli ha regalato il titolo di Monte-Carlo, la finale di Barcellona e un altro trionfo a Lione. Zverev, dal canto suo, ha vinto il 1000 di Madrid, in condizioni però molto diverse da quelle in cui si gioca a Parigi. Il tedesco, tuttavia, ha dimostrato di essere cresciuto quando ci sono in ballo i trofei che contano, e anche se la terra non è il suo campo di battaglia preferito, chi lo affronterà dovrà fare parecchia attenzione. Infine, Thiem sarebbe teoricamente il più adatto al rosso, come dimostrano le due finali (più altre due semifinali) all’ombra della Tour Eiffel, ma la stagione dell’austriaco fin qui non lascia presagire nulla di buono. Le mine vaganti della parte bassa sono soprattutto concentrate nel quarto di Zverev (che potrebbe trovare Bautista Agut negli ottavi) e di Thiem (minacciato da Fabio Fognini a da Casper Ruud).

BARTY-SWIATEK IN SEMI?

Non c’è lo stesso disequilibrio nel tabellone femminile, dove però ugualmente troviamo le due principali favorite nella parte alta del draw. Ashleigh Barty (numero 1) e Iga Swiatek (numero 8) aprono e chiudono la sezione superiore, e visto l’andamento degli ultimi tornei sono le più serie candidate ad affrontarsi in semifinale. Svitolina (per la Barty) e Muguruza (per la Swiatek) potrebbero rappresentare dei pericoli, ma la sensazione è che se quelle due giocano bene, per tutte le altre sarà durissima organizzare una difesa adeguata. In basso, per Naomi Osaka (che ha già trovato modo di far parlare di sé annunciando di voler boicottare le conferenze stampa) vale un po’ lo stesso discorso fatto per Medvedev tra gli uomini: il tabellone sarebbe possibile, ma la fiducia della giapponese al contatto col rosso finisce sottozero. Così sono Sabalenka, Azarenka e Kvitova alcune delle candidate ad andare avanti, mentre resta un’incognita Serena Williams, attesa peraltro da un esordio non facile contro la rumena Begu. Tre le azzurre: Camila Giorgi (contro Petra Martic, match durissimo), Jasmine Paolini e Martina Trevisan, quest’ultima chiamata al riscatto dopo una stagione anonima, proprio laddove lo scorso anno conquistò il risultato più importante della carriera.